Per Castel Sant’Angelo nuovi percorsi museali: una app per conoscerlo, wi-fi e un tour guidato per scoprirlo

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Simbolo indiscusso di Roma al pari del Colosseo, debutta un nuovo percorso di visita per Castel Sant’Angelo, che registra altri significativi progressi nella sua fruizione. La novità nell’ambito di Artcity Estate 2017, un progetto organico di oltre cento iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo, realizzato dal Polo Museale del Lazio.

 

(TurismoItaliaNews) Castel Sant’Angelo fu realizzato dall’imperatore Adriano nel II secolo come mausoleo per sé e per la propria famiglia. Diverse circostanze fecero in modo che il mausoleo, a differenza di molti altri edifici romani, evitasse la rovina. La principale fu la serie ininterrotta di trasformazioni attraverso le quali passò da sepolcro a fortezza inespugnabile, da carcere a splendida dimora rinascimentale, da caserma a museo nazionale. Da marzo 2015 Castel Sant’Angelo è gestito dal Polo Museale del Lazio, diretto da Edith Gabrielli. Sotto il Polo, il Castello si è ormai insediato stabilmente come il quinto monumento più visitato d’Italia, con oltre un milione d’ingressi ogni anno.

Al di là dell’innegabile successo, il monumento mostrava da tempo alcuni limiti sotto il profilo museologico. In particolare, si avvertiva il bisogno di un percorso di visita propriamente detto, capace cioè di guidare il pubblico attraverso i luoghi fisici – cortili, stanze, logge – e soprattutto attraverso tutte le fasi storiche. Un percorso, per dirla in breve, in grado di trasformare l’esperienza a Castel Sant’Angelo in un viaggio attraverso la storia di Roma. La risposta è un itinerario che conduce il visitatore nella cella sepolcrale di Adriano, sulle orme del corteo che portava le ceneri dell’imperatore; lo fa salire sulle mura, entrare nelle sale degli appartamenti papali, nella prigione di Cagliostro fino alla spettacolare Terrazza dell’Angelo, da cui Tosca decise di gettarsi nel Tevere; e uscire, per la prima volta, attraverso il monumentale portale edificato dall’architetto senese Giovanni Sallustio Peruzzi, figlio del più celebre Baldassarre.

Il percorso, oltre ad essere notevolmente più lungo, è anche più completo. Inserisce infatti stabilmente nella visita luoghi in precedenza preclusi al pubblico, come le cosiddette Sale Cambellotti. Si tratta di tre ambienti destinati nel 1925 ad accogliere i cimeli dell’Esercito italiano e decorate con dipinti e stucchi appunto da Duilio Cambellotti, uno dei massimi interpreti del Liberty. Di particolare rilevanza è la Sala dei Labari così detta perché doveva ospitare i labari, cioè le insegne militari, dei reparti di assalto, quei reparti, come gli Arditi, che nel corso della prima Guerra Mondiale, avevano avuto il compito di rompere i fronti stabilizzati: ecco perché Cambellotti vi dipinse bandiere sabaude, papali e lombarde e raffigurò nel fregio ali di aquila con mani che brandiscono ogni sorta di armi.

Per migliorare la comunicazione, il Castello mette da oggi a disposizione del visitatore strumenti diversi e in alcuni casi molto sofisticati sotto il profilo tecnologico. Il tutto – si badi – a titolo gratuito, compresi cioè nel prezzo del biglietto. Importante sono in primo luogo i pannelli di base, del tutto nuovi nei contenuti e nella linea grafica, studiata ad hoc. Essi sono corredati dal sistema Wi-Fi, esteso all’intero perimetro di Castello e da una app scaricabile su tutti i dispositivi e particolarmente adatta agli smartphone. L’App mette in condizione pressoché ogni visitatore di seguire il percorso: essa è infatti disponibile in 7 lingue, italiano, inglese, spagnolo, francese, tedesco, giapponese e cinese. L’avanguardia è raggiunta da una serie di eBeacon: questi avveniristici strumenti tecnologici, istallati nei vari punti del percorso, intercettano i dispositivi del visitatore e gli propongono in automatico i contenuti vocali e multimediali dell’App.

Grazie alla crescita costante di pubblico, verrà inoltre nuovamente illustrato il progetto dal titolo “Castello segreto”, una serie di visite guidate, con personale specializzato, che propongono un itinerario esclusivo nel cuore del monumento: il pubblico potrà così accedere al celebre Passetto di Borgo (il camminamento che connette il Castello ai Palazzi Vaticani), le Prigioni storiche, le Olearie (ambienti adibiti un tempo a depositi alimentari), il cortile di Leone X, il locale detto “del Forno” e la Stufetta di Clemente VII, cioè la sala da bagno del Pontefice, celebre per gli affreschi della bottega di Raffaello. Le visite sono previste tutti i giorni con partenze fisse, per gruppi di massimo 15 persone, in italiano e in inglese e richiedono il pagamento di un biglietto aggiuntivo rispetto all’ingresso al monumento. Il solo Passetto di Borgo sarà invece accessibile senza biglietto aggiuntivo, durante le aperture serali, dal giovedì alla domenica che avranno inizio dal 29 giugno al 14 settembre.

I nuovi percorsi museali di Castel Sant’Angelo si inseriscono nell’ambito di Artcity Estate 2017, un progetto organico di oltre cento iniziative di arte, architettura, letteratura, musica, teatro, danza e audiovisivo, realizzato dal Polo Museale del Lazio in musei e altri luoghi d’arte di Roma e della regione. Artcity Estate 2017 nasce da una domanda concreta del pubblico di Roma e delle altre città del Lazio. Specie in estate, turisti e cittadini percepiscono, in termini allargati e quasi liquidi, gli spazi, i modi e i tempi della cultura. Il Polo Museale del Lazio risponde a questa domanda con un programma di ampio respiro, che mette al centro i musei dello Stato. I principi metodologici della “Nuova Museologia” servono dunque a spalancare i confini del Museo, aprendoli ulteriormente all’arte e alla cultura.

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