Sulla Via di Francesco: dalla scabra rupe del santuario della Verna fino a Piazza San Pietro attraverso Toscana, Umbria e Lazio

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Una vacanza indimenticabile attraverso le “vie” e i “luoghi” di San Francesco. Quella che ha curato Fabrizio Ardito e che è uscita con i loghi di Touring Club Italiano, Regione Umbria e Sviluppumbria, “La Via di Francesco” è una guida-taccuino per il viaggio che offre spunti e indicazioni utili per quanti desiderano avventurarsi in questo itinerario che si snoda attraverso l’Italia centrale.

 

(TurismoItaliaNews) Scopo di questo taccuino – che include anche numerose pagine bianche per annotare esperienze e sensazioni - è quello di fornire il maggior numero di informazioni possibili sia a chi ha gia deciso di mettersi in viaggio sia a chi, nella comodità della propria casa, sta solo accarezzando l'idea di seguire i passi del santo patrono d'Italia.

Ma cos’è esattamente la Via di Francesco? “La natura dell'Italia centrale, con il verde delle foreste e il bianco delle rocce calcaree – spiega nella premessa l’autore Fabrizio Ardito - è stata lo scenario attraverso cui si sono mossi i passi di una delle figure più affascinanti della storia medievale europea: san Francesco d'Assisi. La leggenda si mescola alla storia, nelle cronache scritte dai discepoli di Francesco, ma alcune idee di grande forza sono rimaste profondamente incise nella memoria comune. I luoghi francescani più importanti segnano un tracciato che si snoda dalla scabra rupe del santuario della Verna — non lontano da Sansepolcro — alla volta di Gubbio e Assisi, per poi proseguire attraverso le colline dell'Umbria verso i monasteri della valle di Rieti e in direzione di Roma, sede della Cattedra di Pietro. Ognuno di questi luoghi ha avuto un'importanza fondamentale nella vicenda francescana, e soprattutto ogni monastero, basilica o eremo conserva una parte dell’anima e della suggestione legata alle antiche vicende di Francesco”.

Per anni molte persone hanno lavorato allo studio e alla realizzazione di un itinerario da percorrere a piedi che unisca i luoghi del santo, e oggi — nonostante alcune differenze di vedute, qualche variante e qualche polemica — il percorso della Via di Francesco è una realtà. Segnalata, descritta e pronta per essere percorsa da chiunque abbia voglia di trascorrere qualche giorno fatto di fatica, silenzio, concentrazione e panorami racchiusi dal verde.

Poco meno di 500 km (484 per l'esattezza, escluse le varianti) separano il panoramico e silenzioso terrazzo del convento della Verna, nel cuore dell'Appennino toscano, dal brusio affollato e multilingue della spettacolare piazza San Pietro di Roma. “Il percorso, per un camminatore allenato – spiega Fabrizio Ardito - può richiedere tra i 20 e i 22 giorni, con una media di circa 23 km al giorno. Da queste cifre si capisce immediatamente che la Via di Francesco non è uno scherzo né un itinerario da prendere alla leggera, soprattutto se si decide di affrontarlo integralmente. Certo, a possibile percorrerne solo alcune tappe, come molti scelgono di fare. Ad esempio 'soltanto' dal santuario della Verna o da Città di Castello fino al Sacro Convento e alla basilica di Assisi, che della storia e della fede francescana sono certamente le mete più rappresentative e conosciute in tutto it mondo. Oppure suddividendo le settimane di cammino in tappe da affrontare un anno dopo l'altro fino al raggiungimento della meta”.

I luoghi. Difficile consigliare un tratto piuttosto che un altro di questo lungo viaggio: ogni area ha le sue attrattive e il suo fascino, e le diversità tra le varie sezioni del percorso giustificano appieno la scelta di intraprendere integralmente un impegno di questa portata. Si parte dagli ambienti selvaggi e quasi spopolati che caratterizzano alcune delle prime tappe, che toccano Città di Castello e Gubbio per poi raggiungere ad Assisi la dolce Valle Umbra, segnata da decine di borghi carichi di storia. Dopo Foligno e Spoleto ci si immerge nuovamente nella natura solitaria dei monti che circondano la ripida Valnerina, oltre la quale, superato il placido lago di Piediluco, la Via di Francesco entra nel Lazio in direzione di Rieti. Qui l'elemento dominante sono le foreste d'alto fusto che, ai piedi del monte Terminillo, nascondono nell'ombra delle loro fronde quattro dei più noti conventi francescani: Greccio, Fonte Colombo, Foresta e Poggio Bustone. Oltrepassata Rieti, il paesaggio montano si stempera a poco a poco nelle colline coperte di olivi della Sabina — dove una deviazione ricca di fascino raggiunge l'abbazia di Farfa — che condurranno, con un ultimo sforzo, alle porte di Roma e quindi alla basilica di San Pietro.

Per chi è questa Via? “La Via di Francesco, con le sue tappe più o meno lunghe e con i marcati dislivelli da affrontare sia in salita che in discesa, non è un impegno da poco – sottolinea Fabrizio Ardito - a chi ha percorso il Cammino di Santiago, ad esempio, è giusto ricordare che lungo il cammino francescano i dislivelli sono decisamente maggiori di quelli che ha dovuto superare in Spagna. Comunque, se affrontata con un certo allenamento, la giusta tranquillità e un'attrezzatura adeguata, la Via di Francesco è un itinerario ragionevolmente alla portata di chiunque abbia una certa dimestichezza con il camminare nella natura. In caso di stanchezza o problemi di qualsiasi genere, va ricordato che è facile spezzare il tragitto oppure concedersi un giorno di sosta in più, per poi avere la possibilità di riprendere it cammino con nuova lena e rinnovato entusiasmo".

Il percorso non presenta difficoltà particolari né problemi di segnaletica (anche se il tratto tra Rieti e Roma è decisamente meno segnalato e curato rispetto alle tappe umbre e laziali precedenti) e basta un po' di attenzione per riuscire, giorno dopo giorno, a raggiungere tranquillamente la meta che ci si è prefissata. "L'importante, come sempre accade lungo cammini di questa lunghezza e impegno, è saper dosare le forze e lasciare a casa la fretta: lentezza e costanza saranno di certo le due qualità che la Via richiederà maggiormente” chiosa l'autore.

 

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