Alle Terme dell’imperatore Vespasiano: a Cittaducale si rilancia il sito archeologico che ha molto da raccontare

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Giovanni Bosi, Cittaducale / Lazio

Portano il nome di un grande imperatore romano del passato, gloria della Sabina e ricordato dalla storia come il riorganizzatore dell’impero, nel quale riuscì a riportare equilibrio politico. Lui è Vespasiano, vissuto tra il 9 e il 79 avanti Cristo, e il luogo sono le antiche Terme lungo la Via Salaria a Cittaducale, nel Lazio. Un sito archeologico di grande interesse, per il quale scatta l’opportuna valorizzazione.

 

(TurismoItaliaNews) E’ il classico sito archeologico che non ti aspetti. E che invece è davvero di grande importanza per il passato che documenta: la passione dei Romani per le terme. La cornice è quella della Sabina, a due passi da Cittaducale, dove parlare di termalismo è più che naturale. Siamo al al km 87 della Via Salaria, in località Caporio, dove sul fianco della montagna stanno pian piano tornando alla luce vestigia di straordinario interesse: le Terme di Vespasiano, ma anche tutto quel che c’era intorno, compreso l’originario asse della strada consolare.

Non è ovviamente un caso che siano sorte proprio qui: le caratteristiche del territorio hanno fatto sì che fin dai tempi antichi i benefici si apprezzassero le sorgenti sulfuree presenti e le loro qualità terapeutiche: lo documenta Strabone già nel I secolo a.C. e lo ricordano Plinio il Vecchio e Vitruvio. E del resto a due passi da qui, in stretto collegamento secondo gli archeologi, c’è il lago di Paterno, identificato con quel Lacus Aquae Cutiliae presso il quale l’imperatore Flavio Vespasiano e suo figlio Tito si recavano in vacanza d’estate. Come lasciano intendere i resti della grande villa rustica nei pressi di Paterno.

Passeggiare tra le vestigia delle Terme di Vespasiano è come andare indietro nel tempo di millenni, con la mente che prova ricostruire idealmente come dove essere quel luogo votato al benessere e all’amenità, particolarmente amati dai Romani. Per questo sito il Comune di Cittaducale, in provincia di Rieti, d’intesa con la Soprintendenza Archeologica è pronto ad avviare un’azione di valorizzazione che comprende anche l’apertura di un infopoint. E questo anche nell’ambito del progetto Ri-Agriart per sostenere i territori colpiti dal terremoto 2016 (Accumoli, Amatrice, Antrodoco, Borbona, Borgo Velino, Cantalice, Castel Sant'Angelo, Cittaducale, Cittareale, Leonessa, Micigliano, Poggio Bustone, Posta, Rivodutri e Rieti) attraverso interventi finalizzati a creare le condizioni per un ritorno delle popolazioni nei loro luoghi di origine, valorizzando le principali potenzialità del territorio riconducibili al suo articolato sistema agricolo, artigianale, turistico, naturalistico e culturale.

E dunque le Terme di Vespasiano sono al primo posto. Ma cos’hanno di così speciale? Intanto raccontano molto di questa fetta di Lazio e al suo retaggio storico. E poi sono imponenti, basti pensare che quello che oggi si vede è solo una parte di quello che potrebbe essere riportato alla luce: l’imponente complesso edilizio di epoca romana è articolato su diverse terrazze sovrapposte realizzate in opera quasi reticolata. Sul secondo terrazzamento – quello visitabile - si trova la grandiosa piscina di circa 60 per 24 metri, utilizzata per i bagni e, sullo sfondo, una serie di quinte monumentali costituite da ambienti voltati. Alle spalle di uno di questi ambienti è stato individuato un condotto di deflusso idrico la cui costruzione è databile tra la fine del II ed i primi decenni del I secolo a.C..

“Lo scavo ha portato alla luce uno spesso strato di deposito calcareo – ci spiegano durante la visita - mentre non sussistono, ad eccezione di tracce sul bordo di cocciopesto, elementi pertinenti alla pavimentazione della vasca che, data la natura della sorgente, doveva essere utilizzata a scopo terapeutico. Sui lati erano diversi ambienti articolati con un fronte composito di cui attualmente sono conservati solo i lati nord ed est, le cui strutture raggiungono i 5 metri di altezza”. Sulla facciata settentrionale, lunga ben 76 metri, si aprono alternativamente nicchie rettangolari e semicircolari disposte ai lati di un ambiente a pianta rettangolare e con abside sul lato di fondo, il punto focale dell’articolazione della parete”.

Naturalmente ogni scavo riserva sorpresa: ad esempiom durante i recenti lavori finalizzati alla fruibilità del sito eseguiti dal Comune di Cittaducale, sotto la direzione scientifica della Soprintendenza ai beni archeologici del Lazio, è emersa la carreggiata di un tratto dell’antica Via Salaria. La via, larga più di quattro metri, è attraversata perpendicolarmente da un condotto idraulico che non ne interrompe la viabilità. Grandi blocchi di calcare che coprono il canale permettono infatti il traffico veicolare, tanto che sugli stessi blocchi si notano i segni profondi delle ruote dei carri.

Una curiosità: le Terme, collegato al lacus Cutiliae e al mitico popolo dei Pelasgi, era considerato da Varrone “Umbilicus Italiae”, l’ombelico d’Italia. L’imperatore Vespasiano, poi, è il testimonial più famoso: originario della Sabina e frequentatore abituale delle terme, frequentava la grandiosa villa di cui rimangono testimonianze importanti nei pressi di Paterno, dove sarebbe morto nel 79 d.C., e dove avrebbe trovato la morte due anni dopo anche il figlio Tito, che nel frattempo lo aveva divinizzato. Tito Flavio Vespasiano è considerato il fondatore della dinastia Flavia, il suo luogo di nascita era presso l’antico Vicus Phalacrinae, l’odierna Cittareale. Sua famosissima affermazione è «Un imperatore deve morire in piedi», detta poco prima di morire il 23 giugno del 79, all’età di sessantanove anni.



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