Alta Quota, birra artigianale ad alto contenuto di entusiasmo: a Cittareale l'idea imprenditoriale che punta sul territorio

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Giovanni Bosi, Cittareale / Rieti

Passione per il gusto e amore per il territorio. Sono questi, a ben guardare, i sentimenti alla base di un progetto imprenditoriale che ha preso le mosse nella Sabina e che oggi è apprezzato in tutta Italia. Nella terra che ha dato i natali all'imperatore romano Tito Flavio Vespasiano, a Cittareale, in provincia di Rieti, il birrificio artigianale Alta Quota è ormai una realtà consolidata grazie anche alla riscoperta di ingredienti tradizionali di qualità. Come il farro.

 

(TurismoItaliaNews) Si chiama Principessa la prima birra con il marchio Alta Quota ed è quella che ha tracciato la filosofia aziendale: sostenibilità e valorizzazione delle risorse locali, ma anche ingegno ed entusiasmo. Del resto siamo in un territorio incuneato tra i Monti Reatini (da qui la scelta del brand aziendale), carico di storia e tradizione, dove l’economia gira con difficoltà, ma dove è pur vero che lo stile di vita slow è un valore aggiunto, oggi più che mai. E dove l'acqua (ingrediente importantissimo per la produzione della birra) da queste parti è un elemento prezioso: quel fiume Velino che in Umbria dà vita alle Cascate delle Marmore nasce proprio qui vicino, sulle pendici del monte Pozzoni.

Questo di Cittareale è uno di quei birrifici artigianali che in Italia sono più che quadruplicati negli ultimi dieci anni con un aumento del 330%, passando da poco più di 200 a oltre 860 con una produzione annuale stimata in 55 milioni di litri, creando nuova occupazione e micro-economie nei territori. Così da quei 40 metri quadrati della vecchia scuola elementare in cui nel 2010 è nato il laboratorio sperimentale di birra artigianale Alta Quota grazie ad un'intuizione di Claudio Lorenzini, di strada ne è stata fatta molta: prima una tappa nei nuovi locali a Selvarotonda, stazione sciistica del comune di Cittareale, a 1600 metri di quota; e poi dal dicembre 2013 nel nuovo birrificio nell’area artigianale della cittadina “e nuovi tini di fermentazione, per soddisfare la crescente richiesta ed affrontare nuove sfide” racconta lo stesso Lorenzini.

Qual è allora il segreto del successo di Alta Quota? “La ricercatezza estrema dei sapori delle birre e l’alto contenuto di entusiasmo, fantasia e creatività, hanno dato forma ad uno stile personale e distintivo, ad una produzione artigianale di birra il cui sapiente impasto di malto, frumento, luppolo ed acqua è affidato all’intuito, all’occhio e al gusto di Andrea e dei suoi appassionati collaboratori – ci spiegano durante la visita all'impianto - fantasia, estro, passione ci fanno lanciare anche in temerarie sperimentazioni caratterizzate dall’impiego di materie prime a volte insolite ma sempre di eccellente qualità. L’utilizzo dell’acqua che si riversa nell’Alta Valle del Velino fa della nostra birra artigianale un capolavoro di raffinato equilibrio gustativo. Amore per la birra e grande attenzione ai metodi artigianali sono due dei principi portanti della nostra filosofia che offre a intenditori, curiosi e semplici assetati, ricette uniche, assolutamente da provare per regalare al palato un universo di gustose sorprese”.

Come “Principessa”, tra i cui ingredienti oltre a malto d'orzo e luppolo figura anche il farro: schiuma generosa e compatta, colore paglierino con riflessi dorati e per l'olfatto spunti mielati e di mela rossa, di cereali e dolcezze, completati da tenui spifferi agrumati, erbacei e floreali. Al palato l’attacco è lievemente abboccato, la carbonica alleggerisce una bevuta passante ed equilibrata e la chiusura è caratterizzata dal sapiente dosaggio dell’amaro, che asciuga e prepara piacevolmente al nuovo sorso. E' stato il lancio di questa prima birra, in occasione del Salone del Gusto di Torino del 2010, e l'enorme successo riscosso che ha spinto il laboratorio sperimentale a trasformarsi in azienda. Oggi la produzione è molto variegata e propone birre di diverso gusto, inclusa quella priva di glutine.

Un altro aspetto non secondario è la sostenibilità: consumo di energia 100% da fonte rinnovabile e riutilizzo delle risorse impiegate durante il processo produttivo della birra cedendo le trebbie (ovvero il residuo dell’estrazione a caldo del malto d’orzo utilizzato nella fase di ammostamento) ad un’azienda agricola locale che le utilizza nella preparazione del pasto dei bovini. Arrivando al birrificio il sabato e la domenica è possibile degustare nell'annessa osteria (arredata con materiale di riciclo) le birre accompagnate da diverse altre eccellenze del territorio, come salumi, legumi e formaggi a chilometro zero.

Per saperne di più
Birra Alta Quota
Località Ricci - Cittareale (Rieti)
www.birraaltaquota.it

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