Abruzzo: nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

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Giovanni Bosi, Castiglione a Casauria / Abruzzo

Monaci, santi, pontefici ed imperatori. Capitelli, architravi e stipiti sono affollati di personaggi che raccontano la storia facendo di questo abbazia uno straordinario libro di storia in pietra e marmo. Equiparabile a quella di altri centri monastici dell’Italia centrale come Montecassino, San Vincenzo al Volturno, Farfa e Subiaco, le vicende dell’Abbazia benedettina di San Clemente a Casauria l’hanno reso un patrimonio irripetibile.

 

(TurismoItaliaNews) Siamo lungo l’antico percorso della Via Claudio-Valeria, quella che oggi è in parte ricalcata dal Sentiero della Sostenibilità lanciato nelle Terre di Casauria, porzione dell’Abruzzo incastonata nel Parco nazionale della Majella e lambito da quello del Gran Sasso. Una descrizione geografica fondamentale per comprendere la strategicità del territorio, la cui bellezza è sancita anche dal patrimonio storico-artistico. E l’Abbazia di San Clemente è la gemma più preziosa: arrivando a Castiglione a Casauria, la sua bellezza cattura lo sguardo e già una rapida occhiata lascia presagire che si è in presenza di qualcosa davvero bello. Del resto, quando le sue condizioni manutentive erano ben diverse, lo stesso Gabriele d’Annunzio ne era stato rapito, al pari di Pier Luigi Calore (1865 - 1935), “l’uomo dell’Abbazia” amico di Francesco Paolo Michetti e dello stesso d’Annunzio, che amorevolmente ne ha raccolto i reperti con l’obiettivo di salvaguardarne il più possibile la memoria, lanciando a più riprese appelli per il suo pieno recupero.

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storiaNell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

C’è voluto del tempo, ma oggi l’abbazia può essere annoverata tra i monumenti medievali più belli d’Abruzzo e pure d’Italia. E’ il Chronicon Casauriensis, un manoscritto compilato intorno alla seconda metà del XII secolo dal monaco Giovanni di Berardo, a tramandare l’origine di San Clemente, la cui fondazione risale al settembre 871 in un sito a ridosso del fiume Pescara, tra il Ducato di Spoleto a nord e il Ducato di Benevento a sud.

La bellezza del complesso – che nel tempo ha subìto vari rimaneggiamenti e consolidamenti, anche per gli effetti dei terremoti – è essenzialmente nella sua struttura e negli innumerevoli dettagli, come i capitelli istoriati, il portale bronzeo decorato da 72 formelle figurate e i bassorilievi della lunetta, dell’architrave e degli stipiti della facciata principale, che in piena sintonia con quanto descritto nel Chronicon “raccontano” la fondazione, la donazione e la storia dell’abbazia. Storia ricca di capitoli, perché da queste parti è successo di tutto: la traslazione delle reliquie di San Clemente da Roma concessa da papa Adriano II; le invasioni saracene tra il 915 e il 920; il passaggio sotto la giurisdizione pontificia; l’avvento dei Normanni e i restauri tra XI e XII secolo commissionati dagli abati benedettini Grimoaldo e Leonate. Un susseguirsi di eventi che attestano l’importanza “politica” assunta dall’Abbazia nel tempo.

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

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Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storiaAltrettanto magnifico, pur nella sobrietà tipici di questi complessi, è l’interno: tre navate separate da arcate ogivali su pilastri, che immettono in un transetto sopraelevato con una sola abside semicircolare. E qui la storia dell’arte medievale abruzzese trova elementi di fattura pregiatissima: il pulpito e il cero pasquale lungo la navata principale e il ciborio che campeggia sul fondo, dove si trova anche il reliquiario in marmo contenente le spoglie di San Clemente. Al di sopra dell’altare, il ciborio quattrocentesco mostra un’iscrizione che conferma la presenza nella chiesa dei resti di altri santi oltre a quelli di San Clemente. “Nei fregi che sovrastano gli archi – mi spiega la nostra guida -  sono rappresentati la Vergine fra gli angeli nelle formelle centrali e i simboli degli evangelisti nelle altre. Nella parte posteriore è ripetuta la storia della fondazione dell’abbazia. La cupola è decorata dal Cristo Pantocrator”. Di grande effetto sono due opere d’arte collocate nella navata sinistra e provenienti da chiese dell’area casauriense: il sarcofago marmoreo del vescovo di Boiano, Berardo Napoleoni, recuperato nell’area di Castiglione a Casauria, e l’intenso Crocifisso ligneo databile alla metà del Quattrocento, inizialmente forse collocato nella chiesa di San Giovanni Battista a Pescosansonesco, distrutta nel 1934. L’insieme crea una sorta di allestimento che traduce in immagini il mistiscismo che emana l’abbazia. Al di sotto non manca la cripta altrettanto suggestiva.

La parte esterna sul retro è altrettanto bella, in quanto rivela altre decorazioni raffinate. Nell’orto circostante è stato messo a dimora un nuovo vigneto, raccogliendo la puntuale descrizione offerta dal Chronicon Casauriensis, custodito nella Biblioteca Nazionale di Parigi. Un’ala del complesso realizzata secondo tecniche costruttive coerenti con il nucleo originario dell’abbazia, è stata destinata all’allestimento dell’Antiquarium che esalta il valore tematico, stilistico e iconografico dell’insieme attraverso i reperti rinvenuti, con una scansione cronologica che va dalla tarda età repubblicana (II secolo a.C.) all’età imperiale, ma anche del periodo italico grazie ai materiali tornati alla luce in una vicina necropoli. Non pochi materiali, soprattutto iscrizioni e fregi lapidei, risalgono all’epoca tardoantica e paleocristiana.

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

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Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

Particolarmente affascinante è la scultura lapidea raffigurante una Madonna con Bambino realizzata in pietra della Majella. La corona che cinge il capo della Vergine richiama la decorazione a foglie di acanto presente nel frammento di arco esposto nello stesso Antiquarium; sul petto c’è un piccolo incavo presumibilmente per accogliere una pietra preziosa: il panneggio presenta tracce di colorazione rossastra. L’opera, dall’analisi stratigrafica, risulta essere stata interrata per lungo tempo. Il Bambino è purtroppo sprovvisto della testa e stringe con la mano destra un uccello ugualmente acefalo. In realtà potrebbe trattarsi di un “riuso”: alcuni storici ritengono che la scultura possa essere nata per raffigurare Eracle e Alcmena, personaggio della mitologia greca che avrebbe generato il bambino con Zeus.

Insomma sono tanti i buoni motivi per visitare l’Abbazia di San Clemente a Casauria, che a ben guardare sorge a metà strada tra l’Inghilterra e la Terrasanta, ancora oggi in grado di rappresentare una storia millenaria con picchi di grande ricchezza e splendore, e fasi attraversate da incuria e degrado.

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

Nell’Abbazia di San Clemente a Casauria monaci, santi, pontefici ed imperatori scolpiti su pietra raccontano la bellezza della storia

Come arrivare
Abbazia di San Clemente a Casauria
Contrada San Clemente
A 200 metri dall’uscita A24 Torre de Passeri

Il sito ufficiale delle Terre di Casauria

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Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
(A.F.)

 

 

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