Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

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Giovanni Bosi, Castelsaraceno / Basilicata

Per i Saraceni la zona dell’antica Planula era il punto giusto per insediarvi una vedetta strategico-difensiva, oggi è il luogo prescelto per provare un altro tipo di adrenalina: quella che può positivamente scatenare il ponte tibetano più lungo del mondo, con i suoi 586 metri di lunghezza e sospeso a 80 metri di altezza. Siamo a Castelsaraceno, in provincia di Potenza, il borgo a forma di cuore diventato famoso per essere il detentore del record di un’opera ingegneristica fantastica. Decisamente da provare!

 

(TurismoItaliaNews) Ad onor del vero Castelsaraceno andrebbe visto a prescindere. Siamo nel cuore della Basilicata più verde ed amena, quella che racconta le tradizioni dei territori, di gente fiera che ce la mette tutta per esprimere la propria secolare accoglienza inventandosene di ogni. Come nel caso di questo ponte tibetano, che tuttavia non è nato per caso visto che unisce sullo spettacolare canyon del Racanello ben due parchi: il Parco Nazionale del Pollino e quello dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese. Tanto da essere ribattezzato “il Ponte tra i due Parchi”. Così, è evidente, quando si arriva a Castelsaraceno la curiosità è fortissima e non si vede l’ora di ammirare e soprattutto di attraversare la struttura metallica.

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

Il primo approccio è con il baricentro del paese, Piazza Piano della Corte, sulla quale si affacciano il Municipio, il Palazzo Baronale Sanseverino-Pignatelli e la Chiesa Madre di Santo Spirito a due passi. Guardandosi intorno appare subito evidentente l’assetto del borgo: “Le abitazioni sono strette l’una alle altre, un escamotage che in passato serviva anche per sorreggere gli edifici senza l’uso di fondamenta, oltre che per migliorare l'isolamento termico – ci spiegano durante la visita - i segni della struttura urbana medievale sono evidenti nelle vie che ci appaiono strette, ripide nei vicoli ciechi e nei cosiddetti ‘supporti’ con portali e chiostri che precedevano e raccoglievano le abitazioni al suo interno”. Ma la curiosità cresce sempre di più e la voglia di trovarsi al cospetto del ponte supera tutta. In effetti quando si arriva  il ponte non si vede subito e non c’è migliore occasione, nel raggiungerlo percorrendo poche centinaia di metri, per esplorare la parte antica di Castelsaraceno, percorrendo il dedalo di viuzze che sale verso la parte alta, dove una sorta di “balcone” dona una visuale stupenda del paese stesso, abbarbicato ad uno sperone roccioso chiamato “La Tempa”.

Poi ecco il protagonista di tutto, quello che da quando è stato costruito ha dato al borgo nuovo impulso con l’arrivo di migliaia di turisti, appassionati e curiosi. Perché ne vale proprio la pena. Un attrattore adatto a (quasi) tutti: coppie, famiglie con bambini e tutte le persone che amano le attività e gli sport outdoor che fanno scattare l’adrenalina. “Questo ponte tibetano è un’opera ingegneristica fantastica con un sistema di controllo degli accessi automatizzato che merita di essere visitata, conquistata e su cui è d’obbligo farsi un selfie memorabile, da condividere con amici e parenti! Italia delle meraviglie e dei record” ci dicono con una punta d’orgoglio. Beh, è davvero maestoso e come non lasciarsi andare ad un “wow” davanti ai suoi 586 metri di lunghezza e 80 metri di altezza dal suolo?

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

La cornice del resto è spettacolare: il massiccio del Monte Alpi, con le sue cime gemelle Pizzo Falcone (1900 metri) e Santa Croce (1.893 metri), è tra i rilievi più alti e suggestivi dell’Appennino Lucano, una delle aree più interessanti ed intatte dal punto di vista ambientale e naturalistico, e da ognuna delle sue vette si possono osservare, simultaneamente, a nord l’Alta Val d’Agri, ad est il sistema dei Calanchi argillosi verso il mar Jonio, a ovest il Sirino e la costa Tirrenica, a sud i Monti Zaccana, Spina ed il Pollino. Ovviamente è un luogo amatissimo da escursionisti esperti, alpinisti, ma anche per i semplice appassionati di montagna insieme ad una guida alpina, tutto l’anno.

Ma torniamo al ponte tibetano: quali sono le modalità di utilizzo? Ce lo spiegano, perché prima di andare è bene capire come ci si deve comportare, quali sono i movimenti, i sistemi di sicurezza adottati, informazioni necessarie a ciascuno per un’autovalutazione e comprendere se si vuol vivere l’esperienza di trovarsi sospesi nel vuoto. “Il ponte si percorre a senso unic – ci dice il personale addestrato – si viene assicurati all’apposita linea vita mediante uno speciale moschettone di ultima generazione che può essere scollegato solo dal personale in ingresso-uscita del ponte. Durante tutta la percorrenza, che ha durata media di un’ora, non c’è necessità né possibilità di staccarsi dalla linea di sicurezza, garantendo così continuità di ancoraggio. Il ponte percorre in senso longitudinale il canyon del Racanello in un contesto paesaggistico molto suggestivo, permettendo così di ammirare in tutta la sua complessità l'opera ingegneristica e il paesaggio. Il ponte si percorre in fila indiana senza possibilità di superare le persone che precedono”.

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

“Il ponte tibetano è il nuovo attrattore turistico ha generato grande curiosità e attenzione, soprattutto nei confronti dei viaggiatori appassionati di montagna e sport outdoor che, con la loro presenza, hanno fanno registrare il tutto esaurito presso le strutture ricettive e ristorative locali, con importanti ricadute anche sui comuni limitrofi – commentano con soddisfazione dal Comune di Castelsaraceno - la grande attenzione al progetto è certificata anche dalle decine di migliaia di visitatori che hanno consultato il nostro portale turistico www.visitcastelsaraceno.info e dalle migliaia di richieste di informazioni gestite dall’Ufficio di Informazione e Accoglienza Turistica del Comune. Tante le richieste di prenotazione, molte delle quali provengono anche dall’estero, in particolare da Austria, Germania e Svizzera”.

Il Ponte tra i due Parchi fa parte di un più ampio progetto di valorizzazione del territorio, pensato per consentire all’ecosistema turistico di Castelsaraceno di posizionarsi sul mercato di riferimento investendo sulla destagionalizzazione dell’offerta e sulla fidelizzazione dei viaggiatori, con un un modello di governance che punta all’alleanza del pubblico con il privato, per generare sviluppo locale attraverso processi di empowerment della comunità locale e di qualificazione dei servizi.
Dunque l’obiettivo dichiarato è quello di creare un flusso turistico “four season”, ben consapevoli dei vari limiti a cui si è sottoposti in queste zone; e comunque un obiettivo culturale prima ancora che organizzativo. “Questo progetto, che vuol anche essere una best practice per la Basilicata e per tutto il sud Italia – aggiungono dal Comune di Castelsaraceno - dimostra che con un approccio imprenditoriale, scelte strategiche adeguate e investimenti mirati (non solo nel settore del digital marketing, come spesso capita, ma anche in ambito del processo con approcci di design partecipativo) si possono generare buone performance in termini di rete-sistema-mercato e di attrattività dei luoghi in qualsiasi periodo dell’anno, valorizzando le peculiarità e le risorse del territorio”.

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

E i primi risultati non hanno mancato di arrivare: in crescita il settore degli investimenti privati che ha visto nascere una decina di attività nel settore turistico (dalla ricettività ai servizi di ristorazione fino alle attività outdoor), con l’organizzazione di oltre 35 attività esperienziali a disposizione del turista per vivere il territorio in modo immersivo e autentico, suddivise per temi vacanza e stagionalità. Il ponte tibetano è infatti diventato l’elemento distintivo e catalizzante, intorno al quale sta prendendo corpo e forma l’identità specializzante dell’outdoor intorno al borgo. L’autenticità dell’esperienza di vacanza è il leit-motiv della strategia, incentrata sulla vacanza immersiva (slow tourism) e sul vivere in modo autentico borgo e territorio, valorizzando e riscoprendo tradizioni secolari e l’enogastronomia lucana per offrire agli ospiti una vacanza all’aria aperta, rurale e genuina.

Perché poi la tradizione a tavola è l’ulteriore, altro capitolo. In Basilicata (ma si può usare il termine Lucania per indicare il territorio storico che era anche più ampio) le bontà sono i formaggi di Moliterno, come il canestrato, a pasta dura e il casieddu, cacio-ricotta caprino dolce. Il padraccio, caprino, generalmente fresco e il pecorino di Filiano, ovi-caprino a pasta dura e speziato, gli ottimi caciocavallo podolici. E poi le soppressate, le “soperzate” di Lagonegro, Lauria e Tricarico, e la Lucanica, famosa nel mondo, tanto da aver dato il nome a varie salsicce italiane. Tipica di Castelsaraceno è la Nnuglia, salsiccia Lucanica cucinata alla griglia. E ancora il pane di grano duro di Acerenza, che si conserva fragrante anche per 2-3 settimane e quello di Matera Igp. Inoltre i maruchedd, fagioli borlotti e il cannellino di Sarconi Igp, il fagiolo poverello di Rotonda Igp, il peperone di Senise “crusco” che si consuma anche come snack tradizionale essiccato, salato e fritto, oppure la castagna marroncina di Melfi e la melanzana rossa di Rotonda Dop, ottima agrodolce,  sott’aceto o sott’olio.

Adrenalina a go-go sullo spettacolare canyon del Racanello: è in Basilicata il ponte tibetano più lungo del mondo, a Castelsaraceno

Insomma, siete ancora lì? Castelsaraceno e la Basilicata vi aspettano a braccia aperte…

Per saperne di più
visitcastelsaraceno.info
www.comune.castelsaraceno.pz.it

 

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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