Renoir, dalle Collezioni del Musée d’Orsay e dell’Orangerie

E’ una splendida mostra quella che alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino è dedicata a Pierre-Auguste Renoir, con i capolavori dalle Collezioni del Musée d’Orsay e del Musée de l’Orangerie di Parigi. Con questa esposizione si percorre la complessa evoluzione del percorso artistico del grande artista – attivo per oltre un cinquantennio tanto da produrre oltre cinquemila dipinti e un numero elevatissimo di disegni e acquerelli – evidenziando la grande varietà e qualità della sua tecnica pittorica e i diversi temi affrontati.
(TurismoItaliaNews) Il Musée d’Orsay e il Musée de l’Orangerie, che conservano la collezione più completa al mondo dell’opera di Renoir, hanno accettato di privarsi per quattro mesi di una sessantina di capolavori, per dare vita a Torino ad una straordinaria rassegna che documenta tutta l’attività di questo grandissimo pittore, testimoniando i momenti più significativi e le svolte che, partendo dagli esordi, hanno portato l’artista a fine carriera a un progressivo allontanamento dall’Impressionismo.

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Prosegue in tal modo la collaborazione fortemente voluta dal sindaco Piero Fassino, tra Città di Torino, Musée d’Orsay e Skira editore, che ha avuto inizio nel 2012 con la grande mostra dedicata a Degas. Quest’anno la Gam presenta dunque questa nuova straordinaria rassegna dedicata a Pierre-Auguste Renoir (1841-1919), artista tra i protagonisti, con Manet, Monet, Degas, Pissarro, Sisley, Cézanne, tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento, della grande stagione dell’Impressionismo francese. La mostra fino al 23 febbraio 2014 è allestita al primo piano della Galleria, nella sala dell’Exhibition Area, all’interno del percorso delle collezioni permanenti, recentemente riallestite secondo quattro nuovi percorsi tematici.
Nell’arco della sua vita, Renoir si misura con la sperimentazione della pittura en plein air, fianco a fianco con l’amico e collega Monet, portando al tempo stesso a compimento opere in atelier. Dedicandosi anche alla ritrattistica su commissione, è attorniato da una stretta cerchia di ammiratori e mecenati. A testimonianza del successo già raggiunto in vita, basti pensare al fatto che per il suo quadro Madame Charpentier con i figli (acquistato dal Metropolitan Museum of Art di New York nel 1907) venne pagato il prezzo più alto raggiunto in quegli anni da un dipinto. È amico personale degli impressionisti – come Monet, Cézanne, Pissarro, Berthe Morisot, Sisley e Caillebotte, con cui discute di pittura e organizza mostre – e incoraggia altri grandi artisti come Matisse, Bonnard, Maurice Denis. Tuttavia, la fama e il riconoscimento da parte dei suoi contemporanei gli arrivano solo all’inizio del Novecento. Oggi è considerato uno dei maggiori maestri a cavallo tra il XIX e il XX secolo.
Un importante accordo siglato tra la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino - Fondazione Torino Musei, Skira editore e il Musée d’Orsay di Parigi – con Danilo Eccher direttore della Gam, Massimo Vitta Zelman presidente di Skira, e Guy Cogeval presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie – ha permesso di definire questo progetto scientifico di grande valenza, che ha portato nel capoluogo piemontese una splendida mostra, davvero unica per la qualità delle opere presentate.
La curatela della mostra è affidata a Sylvie Patry, conservatore capo presso il Musée d’Orsay e grande specialista di Renoir, e a Riccardo Passoni, vice direttore della Gam di Torino. Skira, in stretta collaborazione con la Fondazione Torino Musei, produce la rassegna, curandone gli aspetti organizzativi e promozionali e ne pubblica il catalogo.
Anche dal punto di vista dell’allestimento la mostra ha il respiro, l’agio e la piacevolezza di una grande rassegna internazionale. Esposta anche un’opera di proprietà della Galleria: il ritratto del figlio Pierre (1885), acquistato su interessamento di Lionello Venturi. Rappresentare la bellezza, sorprendere con luce e colore, ritrarre la vita della propria epoca con un delicato realismo, sono elementi chiave della filosofia pittorica di Renoir, che ne fanno ancora oggi uno dei pittori più amati dal pubblico. La mostra di Torino vuol essere un omaggio alla sua arte e un’occasione irripetibile per ripercorrerne la vicenda artistica e umana, e permette di ammirare opere straordinarie, la maggior parte delle quali mai esposte in Italia.
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In mostra sono esposti anche gli strumenti di lavoro dell’artistaTavolozza, scatola di colori, pennelli, inseparabili attrezzi del grande maestro. Sino all’ultimo aveva lavorato alle sue Bagnanti, facendosi legare i pennelli alle dita ormai deformate dall’artrite reumatoide. Renoir muore il 3 dicembre 1919, ucciso da un’infezione polmonare; la sera prima di morire pronuncia queste parole: “Forse adesso incomincio a capire qualcosa”. Dopo neppure due mesi muore anche Modigliani, che Renoir riceveva spesso nel suo studio. Il mondo dell’arte perde così due straordinari interpreti. |
Gam - Via Magenta, 31 - 10128 Torino
Orari
• Lunedì chiuso
• da Martedì a Domenica 10.00-19.30
• Giovedì: 10.00-22.30
La biglietteria chiude un’ora prima
Orari festività
Venerdì 1 novembre: 10.00-19.30
Domenica 8 dicembre: 10.00-19.30
Martedì 24 e martedì 31 dicembre: 10.00-14.00
Mercoledì 25 dicembre: chiuso
Giovedì 26 dicembre: 10.00-22.30
Mercoledì 1° gennaio: 14.00-19.30
Lunedì 6 gennaio: 10.00-19.30
Informazioni
Infoline: 011.0881178 - dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18, sabato dalle 9 alle 13
Sito internet

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