Un Perugino inedito in mostra a Bettona, in Umbria: con il "San Girolamo" arriva anche la "Madonna degli Alberelli"

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Giovanni Bosi, Bettona / Umbria

C’è un motivo in più fino al 10 giugno per visitare il “Museo della Città” di Bettona che già di per sé non può essere considerato “minore” soltanto perché si trova in una piccola cittadina dell’Umbria. Ad arricchire la collezione permanente, grazie ad un prestito temporaneo della Galleria Nazionale dell’Umbria”, sono arrivati nientemeno che un olio su tavola del Perugino e una tempera a olio su tavola di Eusebio da San Giorgio. Due capolavori altrimenti difficile da ammirare.

 

(TurismoItaliaNews) Sono le sale di Palazzo Biancalana e del Palazzotto del Podestà, nel cuore di Bettona, ad accogliere il Museo della Città e il Museo Archeologico. Il primo è di grande interesse perché conserva due tele del Perugino, il “Sant’Antonio" e la "Madonna della Misericordia", una pala d'altare di Jacopo Siculo, l'"Adorazione dei pastori" di Dono Doni di Assisi, il "San Michele Arcangelo" di Fiorenzo di Lorenzo, una "Crocifissione" di Niccolò di Liberatore detto l'Alunno e due tele dello Spagnoletto.

Il grande evento “Tutta l'Umbria una mostra” promossa proprio dalla Galleria Nazionale dell’Umbria fino al 10 giugno 2018 invari luoghi della regione, si è trasformata in un’opportunità per Bettona che nel prestare due proprie opere per l’esposizione allestita a Palazzo dei Priori di Perugia (il prezioso Sant’Antonio da Padova e una scultura policroma robiana) ha ottenuto come contropartita le due pitture del Perugino e del suo allievo di bottega Eusebio: rispettivamente il "San Girolamo" e la "Madonna degli Alberelli". La scelta è stata operata personalmente dall'assessore alla cultura e al turismo Franco Massucci, complice la grande disponibilità della direzione della Galleria Nazionale e l'entusiasmo di Iolanda Cunto e Viola Bovi di Sistema Museo, consentendo così di portare a Bettona due tesori artistici che si collegano direttamente alla collezione locale.

“Per noi è un'operazione di grande rilievo – ci dice l'assessore Massucci – arricchiamo il nostro museo e integriamo con un filo logico le opere che sono permanentemente esposte, come la tempera su tavola 'Madonna della Misericordia' del Perugino, nel quale c'è anche San Girolamo. E’ un motivo di forte, ulteriore richiamo per scoprire o riscoprire quello che abbiamo nella nostra città”. Tenendo poi conto, come hanno voluto sottolineare Iolanda Cunto e Viola Bovi (cui è spettata la presentazione delle due opere in prestito) il “Museo della Città” di Bettona non ha nulla da invidiare alla Galleria perugina.

Tra il San Girolamo bettonese e il San Girolamo perugino messi a confronto c'è un evidente nesso: quello prelevato dai depositi della Galleria Nazionale è uno scomparto di predella parte del polittico monumentale di Sant'Agostino, scomposto realizzato nel 1520 circa collocato in origine nell'omonima Chiesa a Perugia. “ Il Convento di Sant’Agostino commissionò la struttura lignea della pala al falegname Mattia di Tommaso nel 1495 – sottolinea Viola Bovi - e incaricò ufficialmente il Perugino della realizzazione del dipinto. L'installazione della colossale tavola sull'altare maggiore a Sant'Agostino avvenne solo nel 1525, quando il Perugino era ormai morto da quasi due anni. Il San Girolamo è rappresentato a mezzo busto, solenne e monumentale, con le mani incrociate sul petto e lo sguardo rivolto verso l'alto in atto di contemplazione. Sullo sfondo si scorge un paesaggio dai tratti essenziali e sfumati che aumenta l'attenzione sulla centralità della figura caratterizzata dall'espressione delicata del volto”.

E poi c’è la "Madonna degli Alberelli" di Eusebio da San Giorgio, dell’inizio XVI secolo, 1508 circa. L'attribuzione dell’opera si deve ad Adamo Rossi: la pala d'altare era in origine collocata nell'Oratorio della Confraternita di San Benedetto in Porta Sole di Perugia (di fronte alla chiesa di Santa Maria Nuova). La Confraternita la concesse alla Pinacoteca nel 1863. La sua ricca cornice, eseguita dal maestro di legname Bastone, andò perduta intorno alla seconda meta del XVI secolo. Qualche anno più tardi (1918 circa), per l'esposizione in Galleria, l'opera venne inserita nella cornice lignea della Pala dei Decemviri del Perugino.

“Il dipinto rappresenta la Madonna seduta su un trono ligneo con il Bambino benedicente che poggia su un cuscino adagiato sulla sua gamba sinistra - – sottolinea Viola Bovi - Gesù rivolge lo sguardo a San Benedetto, che con le mani incrociate sul petto, tiene un fascio di verghe e un pastorale. Dall'altro lato San Giovanni Battista con le mani giunte e la croce astile. Lo spazio destinato alle figure sacre è delimitato da un piccolo muro oltre il quale si apre un paesaggio collinare caratterizzato da due alberi, che il Siepi identificò come cedri, mentre il Sand (1985) come la rappresentazione simbolica del Vecchio e Nuovo Testamento. Nella composizione dell'opera coesistono modi perugineschi e influssi raffaelleschi forse derivati dalla Pala Ansidei”. Quella "monotonia del colore" ravvisata dallo Gnoli venne smentita in seguito all'intervento di restauro eseguito nel 1960, in quell'occasione la superficie pittorica fu sottoposta a una pulitura the ha restituito al dipinto una più viva forza cromatica.

“Per noi la soddisfazione più grande – chiosa Iolanda Cunto – è vedere che l'impegno finanziario dell'amministrazione comunale guidata dal sindaco Lamberto Marcantonini nel tenere aperto questo museo è ripagato dalla soddisfazione di quanti arrivano per visitarlo, scoprendo opere di particolare valore storico, artistico e documentario”.

Il sito istituzionale del Comune di Bettona
Il sito di Sistema Museo

 

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