Un pezzo di Boemia nel cuore dell’Umbria: Villa Fabri a Trevi testimonial della scuola artistica benedettina di Beuron

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Giovanni Bosi, Trevi / Umbria

Un pezzo di Boemia nel cuore dell’Umbria. Villa Fabri, a Trevi, è davvero una testimonianza straordinaria in termini artistici, oltre che storici: la decorazione della Cappella dei Boemi – con San Venceslao patrono della Repubblica Ceca e della Boemia - costituisce in Italia, dopo la cripta di Montecassino, il secondo lavoro più importante della scuola artistica benedettina di Beuron. Quella che ha gettato un ponte verso l’art nouveau e la modernità. E sulle facciate esterne graffiti monocromi di Praga e di altre cinque città, oltre alle immagini di santi della Boemia, arricchiscono una Villa che riserva sorprese anche all’interno…

 

(TurismoItaliaNews) Trevi è un’icona in Umbria. Circondata da ulivi, domina la Valle fra Assisi e Spoleto con il suo carico di storia e amenità. Il suo nome è indissolubilmente legato alla produzione dell’olio extravergine Dop e ad un presidio Slow Food, il Sedano Nero, unico nel suo genere. Ma questa cittadina ha molto di più da raccontare grazie ad un gusto che non è solo quello che si apprezza a tavola, ma che è squisitamente artistico. Villa Fabri - che Trevi ha recuperato in tutto il suo splendore e con nuove funzioni che richiamano vocazione e peculiarità del territorio – è uno scrigno prezioso di opere d’arte ed una testimonial pulsante di uno stile che in Italia solo a Montecassino ha un altro riferimento: qui si trovano infatti decorazioni interne ed esterne realizzate, tra il 1912 e il 1914, dagli artisti Cila e Pantaleo Mayor, quest'ultimo monaco benedettino del Monastero di Praga con il nome di Dom Desiderio, seguace della Scuola di Beuron, il movimento artistico fiorito in Svezia grazie a Peter Lenz nella seconda metà del XIX secolo. Quella che il futuro papa Paolo VI definirà “una delle correnti artistiche meglio definite dell'arte sacra contemporanea”.

Il sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio

Soddisfatto per il recupero di Villa Fabri, oggi di proprietà del Comune di Trevi, è il sindaco Bernardino Sperandio, che per lavoro da sempre si occupa di tutela dell’arte: “E’ davvero uno scrigno prezioso a cui teniamo molto – ci dice il primo cittadino – grazie ai finanziamenti regionali abbiamo completato il restauro degli apparati decorativi e del giardino della Villa, per la quale ora pensiamo ad una funzione ricettiva per studenti stranieri che arrivano qui per studiare arte e musica, e che va ad integrarsi con le altre funzioni: sede dell'Ufficio Turistico comunale, dell'Associazione regionale Strada dell'Olio extravergine di Oliva Dop Umbria e della Fondazione Villa Fabri, oltre che straordinario contenitore per iniziative culturali”. Non solo: a seguito della recente affiliazione alla Rete Europea dei Giardini (European Gardens Heritage Network – Eghn) la villa è diventata sede della Rete regionale Ville, Parchi e Giardini e dell’Osservatorio per la biodiversità e il paesaggio rurale.

Costruita sul finire del Cinquecento e inaugurata nel 1603 da Girolamo Fabri “per sollievo della sua vecchiaia, a gioia dei posteri e del paese, con ampia vista sulla amena valle spoletana, in vicinanza della Città di Trevi, circondata da ogni parte da grandi alberi e ridente giardino”, Villa Fabri venne acquistata nel 1891 da monsignor Giuseppe Giovanni Hais, vescovo di Hradec Kralove, per il Collegio Boemo in Roma E’ stato in questa occasione che il palazzo si è arricchito delle decorazioni: al piano terra la Cappella ad unica navata con due altari laterali e sagrestia sulla destra, ha raffigurati nell’abside i santi della Boemia, tra cui al centro San Venceslao martire, patrono della Repubblica Ceca e della Boemia. Il tutto ispirato a modelli pittorici egizi, greci, romani e bizantini.

Ma all’interno, di grande valore sono anche gli affreschi delle sale del piano nobile realizzati nella prima metà del XVII secolo e che secondo alcuni studiosi sono da attribuire al Salimbeni. Nell’atrio, al centro della volta, è raffigurata la Gloria con la scritta “Invidiam calco et fortunam supero” (Schiaccio l’invidia e conquisto la fortuna) con figure allegoriche delle quattro stagioni con i propri segni zodiacali racchiusi in tondi, ameni paesaggi e giochi infantili. Nella prima sala, la più ampia, in una finta porta è dipinto un personaggio in atto di affacciarsi; sulla volta ci sono scene del Vecchio Testamento: il giudizio di Salomone; Giuseppe sfugge alle seduzioni della moglie di Putifarre; Susanna tentata dai vecchi; Sansone tradito da Dalila; David guarda Betsabea. Le scene sono tutte incorniciate e al di sotto spiccano le allegorie delle virtù: Concordia, Tranquillitas, Magnificentia, Liberalitas, Nobilitas, Prudentia, Pax, Amicizia, con gli stemmi di alcune famiglie che hanno posseduto la Villa. Nella sala, che segue a destra, al centro della volta è dipinta la Religione e sui quattro lati l’Arte Militare, la Letteratura, la Caccia e il Matrimonio. La sala successiva propone le storie del profeta Daniele; il banchetto di Baldassàr; il Profeta smaschera i sacerdoti di Bel; il Profeta nella fossa dei leoni e il Profeta Abacuc trasportato dall’Angelo con il cibo in mano; i Persecutori del Profeta sbranati dai leoni.

Nelle sale a sinistra dell’ingresso, la prima presenta nel riquadro centrale San Paolo eremita; nei quadri laterali i santi Antonio, Macario, Onofrio e Girolamo con l’elogio delle loro gesta; e le figure allegoriche della Continenza, Verginità, Parsimonia, Povertà, Carità, Vigilanza, Fedeltà, Affabilità, con i puttini che sorreggono stemmi cardinalizi. La sala successiva, ovale, ha nel centro della volta uno sfondo architettonico con le sante in gloria Maddalena, Maria Egiziaca, Sofronia e Dimpna in gloria; sui lati sono raffigurate le scene di vita delle stesse sante.

Non da meno l’ampio giardino esterno, nel quale il Comune di Trevi ha anche ricavato un frutteto con specie autoctone e uno spazio per la didattica. Il tutto immerso nel paesaggio della Valle Umbra in cui la particolare concomitanza di valenze fisico-naturalistiche, storico-culturali e sociali- simboliche, propone un’immagine di grande forza identitaria.

Insomma Villa Fabri è anche museo di se stessa oltre che luogo vitale per un territorio che da sempre dimostra di avere buon gusto.

Per saperne di più
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Ufficio Turistico Comune di Trevi
Tel. +39 0742-332269
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