Un bicchierino di Tzuică e a tavola si aprono le danze: a Sibiel la gastronomia più autentica e la tradizione delle icone dipinte sul vetro

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Giovanni Bosi, Sibiel / Transilvania

Il pane fragrante da gustare con una salsa di melanzane con maionese e cipolla, oppure con una salsa a base di peperoni, pomodori, cipolla e olio di oliva. A Sibiel, il villaggio rurale a pochi chilometri dalla città medievale di Sibiu, si aprono così le danze a tavola. Non prima di essersi versati un bicchierino di Tzuică, la grappa distillata in casa solitamente dalle prugne ma anche da ciliegie, pere e mele. Per scoprire la gastronomia più autentica della Romania siamo andati a pranzo dalla signora Cristina, titolare insieme al marito Alexandru della Pensiunea Cristina.

 

(TurismoItaliaNews) Già la segnaletica stradale avverte che quella per Sibiel è una Strada lungo la quale si possono ritrovare tutti le caratteristiche del passato/presente di questo Paese ancorato fra tradizioni e modernizzazione. In Transilvania questo è il classico percorso slow: in auto o in pullman che si sia, si possono scoprire scorci, testimonianze e curiosità che raccontano una storia che in fondo si continua a vivere ogni giorno. La vecchia strada che attraversa la Valle Sibielului e che incrocia altri luoghi d’interesse come Cristian, potrebbe essere il classico itinerario della domenica per chi è alla continua ricerca delle tradizioni.

 

Che a Sibiel si ritrovano per intero: non a caso qui c’è il Museo “P. Zosim Oancea”, ovvero la più grande raccolta di icone su vetro della Transilvania, ovvero una tipica espressione artistica che mette insieme creatività ed ispirazione religiosa, tradizione cristiana ortodossa e maestria dei pittori contadini romeni, tradizione orientale e tecnica occidentale. “L’icona sul vetro è per eccellenza in Transilvania, un'icona contadina – ci spiega Simona Teodora Rosca, membro del Consiglio Museale Internazionale e autrice dello studio ‘La tematica dell'icona su vetro della Transilvania’, nonché lei stessa autrice (nella foto sotto mentre è al lavoro) – queste icone riflettono un modo di pensare caratteristico del contadino romeno della Transilvania, che vive in uno spazio interculturale. Sono anche un’espressione dell’interferenza tra pensiero religioso orientale e iconografia popolare occidentale, visto che l’icona sul vetro, a quell’epoca (XVIII secolo) era già tradizione nell'Europa Centrale. Da Nicula, il paesino dove è iniziata la storia e che ne è diventato il simbolo - progressivamente l'icona transilvana si è avviata verso il sud, nei centri di Cheü Braovului, della Valle del Sebes, di Maierü Albei Iulia, della zona Màrginimea Sibiului oppure della zona dei monti Fàgàra, dove ha incontrato la mistica orientale, la sua dogmatica e la sua interpretazione”.

Alla visita al Museo, che conserva circa 600 capolavori, non può che seguire un altro tipo di escursione nel gusto: quella che fa sedere intorno ad una tavola imbandita e condividere tante bontà del luogo. Arriviamo alla Pensiunea Cristina e ci accoglie proprio la signora Cristina sotto al pergolato che copre parte del cortile interno. Non è un caso visto che lei conosce i segreti della pittura su vetro e per di più è anche la guida nel famoso museo di icone. Per noi italiani il suo è un agriturismo: accogliente, rinomato in zona, dove si possono apprendere i segreti della tradizione romena dei serramenti nel laboratorio di Alexandru, oppure prendere parte ad alcune attività agricole come l’innesto degli alberi, la raccolta di frutta e verdura o altre lavorazioni tipiche di questa regione. Un luogo ideale dove trascorrere qualche giorno di vacanza in intimità con la famiglia o con gli amici, magari come quartier generale per esplorare i dintorni.

 

Il primo brindisi dunque è con la Tzuică della cantina di Pensiunea Cristina, per passare subito agli assaggi con una selezione di salumi e formaggi. La sfilata di piatti è poi notevole: ciorba di pollo (una gustosa e delicata zuppa), sarmale (involtini di fogli di verza o di vite o di cavoli farciti con macinato di maiale, riso e altre verdure e spezie) con polenta, panna e verza; carne di maiale con patate saltate. A conclusione una rassegna di dolci fatti in casa, come una crostata di ciliegie e una sorta di frappe, quelle dolci stringhe di pasta fritta (o anche cotte al forno) tipiche del Carnevale italiano. E poi un nerissimo vino e un bianco che arrivano ugualmente dalla cantina di casa. Una curiosità: la Tzuică in Romania è molto popolare. Gli abitanti di diverse regioni sono soliti utilizzarla per cominciare i pasti. Il tempo di fermentazione della frutta, che poi è una macerazione, varia dalle 6 alle 8 settimane e avviene in capienti botti chiamate căldări. La stagionatura e l'invecchiamento vengono realizzati all'interno di botti di legno di gelso.

Per chi visita la Romania una bella esperienza quella che assicura Sibiel (esattamente a 22 chilometri da Sibiu) dove si possono anche visitare la chiesa ortodossa della Santa Trinità e la fortezza in pietra e pietra del XII - XIII secolo.

 

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Il suggerimento

Per il tour nella capitale Bucarest e nell'intera Romania ci si può avvalere dell'agenzia Soca Tour. Il giovane titolare Iulian Soca parla italiano e può offrire assistenza e collaborazione nella scelta dei luoghi.
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