Velluti e Sete nel Tirolo storico: mostra a circuito itinerante fra Tirolo austriaco, Alto Adige e Trentino

images/stories/varie_2017/TiroloMostraTessutiCasula.jpg

Una mostra transnazionale in varie sedi fra Tirolo austriaco, Alto Adige e Trentino. “Velluti e Sete nel Tirolo storico (1000 - 1914)” è l’evento culturale che fino al 30 ottobre 2017 presenta uno straordìnario panorama storico-artistico sulle preziose opere d'arte tessili, create appositamente per questa regione o che ìn essa sono tornate alla luce.

 

(TurismoItaliaNews) La principale organizzatrice è l’Accademia Tessile Europea che ha così messo in rete luoghi storicamente significativi evidenziando come la particolare posizione geografica del Tirolo storico abbia reso questa zona un perno della produzione e del commercio di tessili. A partire dall'XI secolo, il Tirolo storico iniziò a caratterìzzarsi per un modello di sviluppo economico e culturale forgiato da influenti dìnastie politiche e commerciali.

“Le Alpi costituiscono un ostacolo naturale alla comunicazione tra Europa centrale ed Europa del sud – spiega il presidente Arno Kompatscher - ma la valle dell'Inn, la Wipptal e le valli d'Isarco e dell'Adige offrono da tempo immemorabile la possibilità di raggiungere il passo del Brennero o passo Resia e di superare quindi la barriera delle Alpi. Questo spiega il motivo per cui i territori corrispondenti agli attuali Tirolo, Alto Adige e Trentino sono da sempre punto di incrocio delle più importanti vie di comunicazione europee e zone di transito del commercio trans-europeo, un fatto che ha plasmato significativamente lo sviluppo economico e culturale di queste zone”.

La particolare posizione geografica del Tirolo storico, come anello di congiunzione tra le culture a nord e a sud di esso, ha dunque favorito lo sviluppo economico e artistico della produzione tessile dell'area e le sue manifatture hanno assunto un importante ruolo negli scambi commerciali di tutta Europa. Sia le creazioni artistiche che l'artigianato tessile erano frutto di varie esperienze: la mostra tenta di chiarire gli ìnterrogativi su quali idee e quale know-how raggiunsero effettivamente la regione e come questi stessi strumenti favorirono lo sviluppo culturale locale e le ambizioni, via via maggiori, dei committenti.

A partire dal Basso Medioevo, il mutamento delle strutture socìali e condizioni economiche più prosperose stimolarono non solo i potenti e l’aristocrazia, ma anche le fasce di popolazione più modeste a migliorare il proprio abbigliamento e le condizioni di vita. Nel corso dell'Alto Medioevo i tessuti pregiati erano esclusivamente destinati all'alto clero e alla nobiltà: i capi più prestigiosi venivano creati utilizzando ricche stoffe impreziosite di fili d'oro e ornate con pietre dure. Il Palazzo Imperiale di Innsbruck, Hofburg, la residenza preferita dagli Asburgo, rappresenta uno dei più importanti monumenti archìtettonicì delle Alpi: la sua storia risale al XIV secolo, epoca di costruzìone del primo nucleo fortificato, mentre la sua forma attuale fu raggiunta durante il regno dell'imperatore Massimiliano I.

L'imperatrice Maria Teresa a metà Settecento ne armonizzò la struttura in stile barocco e arricchì il palazzo con l'acquisìzione di nuovi quadri, che testimoniano la moda dell'epoca per abiti in velluto e seta. Nel corso del XIX secolo vennero invece creati per l'imperatrice Elisabetta preziosi tessuti da interno, che ancora oggi possono essere ammìrati in tutta la loro bellezza. Il Museo Diocesano di Bressanone si trova in quella xhe era l'antica residenza del Principe-Vescovo. Il museo vanta una collezione straordinaria di vesti e paramenti sacri risalenti all'Alto Medioevo: tra gli altri, la casula di San Albuino Vescovo, datata attorno all'anno 1000, che fu confezionata con un tessuto in seta bizantino imperiale, tra i più preziosi in Europa. Presentano un raro assortimento le vesti del Beato Vescovo Ermanno, del XII secolo, e per la prima volta, dopo meticoloso restauro, viene anche esposta la cosiddetta "Casula di San Vigilio" del XII secolo. Nel 1635 l'arciduchessa del Tirolo, Claudia de' Medici, concesse alla città il privilegio di costituire un Magistrato mercantile, la cui antica residenza costituisce oggi la sede del relativo museo. Qui sono conservati i campionari della collezione Menz, cosi come anche gli atti e la corrispondenza per la regolamentazione dei mercati e del commercio tessile a Bolzano, già allora di respiro internazionale. I costumi e gli accessori, provenienti da diverse manifatture del XVIII e XIX secolo, sono esposti nella sala d'aste del Palazzo Mercantile e permettono di esplorare il susseguirsi dei vari stili di abiti e tessuti nei secoli passati.

Il Convento dei Benedettini di Muri-Gries fu fondato nel 1845 da monaci che appartenevano a un precedente convento Muri, già abbattuto. Il monastero venne costruito su una rocca eretta dai Conti del Tirolo e dall'inizio del XV secolo fino alla sua abolizione, nel 1807, ospitò l’Abbazia dei Canoni Agostiniani. La collegiata fu eretta da Antonio Giuseppe Sartori intorno al 1769-1771. Gli affreschi della chiesa vennero invece creati da Martin Knoller nel periodo tra il 1771 e il 1773 e raffigurano Sant'Agostino, patrono della chiesa. L'Abbazia possiede un'ampia collezione di arazzi risalenti al 1500. La casula di Uta von Ronsberg-Tarasp e la relativa stola, conservate nell'Abbazia dei Benedettini di Marienberg, risalgono alla metà del XII secolo. Sono impreziosite da ricchi ricami di inestimabile valore artistico, artigianale e figurativo. Appartengono ai primi esempi di creazione artistica in ambito tessile: è estremamente raro trovare pezzi paragonabili di epoca romanica anche in contesto internazionale e, in questo senso, rappresentano un’ulteriore rarità. Per la prima volta, dopo il recente restauro, viene inoltre mostrato al pubblico un Manipolo del XII secolo, con la rappresentazione della passione di Cristo.

Il Museo DoloMythos a San Candido mette in mostra curiosità dal mondo delle leggende delle Dolomiti e tessuti provenienti da reperti archeologici del XV e XVI secolo, ritrovati in miniere di alta montagna sulle Dolomiti. Michael Wachtler e Georg Kandutsch esplorarono negli ultimi anni i ghiacciai delle Alpi e scoprirono reperti tessili finora senza precedenti, che forniscono interessanti conoscenze sul mondo del lavoro in alta montagna, soprattutto quello relativo ai minatori.

A Cortaccia, nel Museo "Uomo nel Tempo", la cui sede si trova nell'antico maso "Ansitz am Orth" del XIV secolo, sono illustrati i metodi preindustriali di lavorazione della seta, a partire dal trattamento dei bozzoli fino alla preparazione dei filati di seta e successive lavorazioni. Di particolare interesse sono gli strumenti per la lavorazione tessile, progettati nell'area del Tirolo storico. L’industria manifatturiera venne infatti incoraggiata dal governo dell'epoca in ampia parte della regione e nella zona meridionale, in particolare nell'area attorno a Rovereto, si cominciò la produzione della seta a partire dalla fine del XVII secolo.

Per saperne di più

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...