Genovesino, natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona: mostra al Museo Civico Ala Ponzone [VIDEO]

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“Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona” è la mostra che viene proposta a Cremona, in un percorso diffuso che ha il suo cuore nella Pinacoteca del Museo Civico Ala Ponzone. Luigi Miradori, detto il Genovesino, è il protagonista di questo evento: un pittore descritto come un uomo “allegro, bizzarro e faceto” che, come fosse un personaggio dei suoi quadri, girava per la città con una berretta rossa in testa e la barbetta sul mento. Un autore che oggi è possibile scoprire attraverso le sue tele. Fino al 6 gennaio 2018.

 

(TurismoItaliaNews) Originario della Liguria, ma operoso prevalentemente a Cremona, Luigi Miradori - Genova ?, c.1600 – Cremona 1656 – è stato uno dei protagonisti più estrosi e originali della pittura del Seicento in Italia settentrionale. Nei suoi quadri è infatti immediatamente visibile la formazione genovese, fortemente influenzata dalla pittura del Caravaggio. I suoi ritratti sono caratterizzati da una grande capacità di penetrazione psicologica; le scene sacre vengono tutt’oggi considerate tra le interpretazioni più intense e originali della pittura del seicento. L’abilità del Genovesino sta infine nell’eseguire piccole figure, con un pittura vivace e connotata da una grande libertà inventiva, in grado di regalare uno spaccato vividamente realista sugli anni subito successivi alla peste manzoniana del 1630.

Le tracce del Genovesino si possono trovare tutt’oggi a Cremona, non solo nei quadri presenti in Pinacoteca, ma anche osservando le grandi tele di Palazzo Comunale e visitando la Cattedrale e le chiese che l’hanno visto all’opera e che tutt’oggi conservano questi capolavori. Nelle opere di questo pittore raffinato il realismo caravaggesco si fonde infatti con una fantasia creativa imprevedibile, di spirito squisitamente barocco. Lo dimostra il Riposo durante la fuga in Egitto della chiesa di Sant’Imerio a Cremona, forse il suo capolavoro, nel quale la sosta della Sacra famiglia è descritta con accenti di sorprendente verità, mentre sul fondo si apre una spettacolare sequenza di architetture in rovina tra le quali si consuma, come in una scenografia teatrale, la Strage degli Innocenti.

Mai oggetto di una mostra monografica, la figura del Genovesino viene rivisitata in modo esaustivo in questo evento espositivo organizzato dalla Pinacoteca Ala Ponzone di Cremona, nel quale opere provenienti da importanti musei italiani (Milano, Parma, Piacenza, Genova…) si confrontano con dipinti conservati in collezioni private italiane ed estere e con le testimonianze lasciate dal pittore nelle chiese del territorio lombardo, in alcuni casi restaurate per l’occasione. E' così possibile seguire l’intera carriera del pittore, apprezzando sia la sua interpretazione sempre innovativa dei temi sacri, sia le sue suggestive immagini realizzate per il collezionismo privato. Tra queste spiccano la misteriosa Suonatrice di liuto di Palazzo Rosso a Genova e le numerose allegorie della Vanitas, accomunate dalla raffigurazione di un putto addormentato accanto ai simboli del passare del tempo.

La vita di Luigi Miradori, detto il Genovesino, non è stata ancora portata in luce del tutto dagli studi. Non si conoscono, per esempio, né il luogo né la data di nascita esatti. È probabile che il pittore abbia visto la luce a Genova perché ha l’abitudine di firmarsi con il suo nome e l’aggettivo “Januensis”, cioè “genovese”. A Genova inoltre, nel 1630, è citato per la prima volta in un documento e di nuovo qui, nel 1631, a poco più di vent’anni d’età, si sposa con una ragazza del luogo. La mostra è organizzata all’interno delle Celebrazioni Monteverdiane con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Regione Lombardia, con il patrocinio del ministero dei Beni e delle Attività culturali del Turismo. I curatori sono Francesco Frangi dell'Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Musicologia e Beni Culturali, sede di Cremona; Valerio Guazzoni storico dell’arte; Marco Tanzi dell'Università del Salento.

Il sito ufficiale della mostra

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