Le più belle Natività dell’Umbria: quattro capolavori d’autore da Montefalco a Spello, da Foligno a Scheggino

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Giovanni Bosi, Umbria

La dolcezza dei volti, la serenità che traspare da immagini pensate e volute per trasmettere alla semplicità della gente un messaggio di amore e di speranza. E che oggi, a distanza di secoli, riescono ancora a suscitare in chi le osserva, lo stupore per la bellezza dei dettagli e la cura della composizione. Sono alcune delle Natività più belle dell’Umbria: da Montefalco a Spello, da Foligno a Scheggino ecco gli affreschi capolavori del Natale.

 

(TurismoItaliaNews) Opere d’arte conservate da secoli in borghi e città che già di per se stessi sono musei. Capolavori che attendono di farsi scoprire o riscoprire, magari proprio nel momento della festa più amata, magari anche da chi si trova da sempre non troppo lontano da loro. Perché in fondo, con gli occhi e il cuore pronti a nutrirsi di bellezza, si può essere turisti anche a cinquecento metri da casa. E da questo punto di vista l’Umbria ha tanto ad offrire, agli umbri e ai turisti che l’amano sempre di più.
Vi sono luoghi che conservano Natività di una bellezza estrema, affreschi che sono “scatti” ante-litteram pensati, studiati e realizzati da artisti di valore insuperabile come Pietro Vannucci detto il Perugino, Bernardino di Betto Betti noto come il Pinturicchio, Giovanni di Pietro detto Lo Spagna e Ottaviano Nelli da Gubbio. Maestri del colore e della composizione, del colore e della bellezza. Perché quando guardi una loro opera non puoi rimanere affascinato, colpito, rapito da quello che hanno saputo tramandare.

Montefalco, il Museo di San Francesco

Ecco allora quattro presepi nati dal loro estro e conservati in “contenitori” che sono a loro volta espressione di eleganza e bellezza.

Montefalco
La Chiesa di San Francesco, parte integrante e sostanziale del Museo della Ringhiera dell’Umbria, è famosa in particolare per le straordinarie decorazioni di decorazioni di Benozzo Gozzoli nell’abside e nella cappella di San Girolamo. Le Storie della vita di San Francesco (1452) sono tra i più importanti cicli rinascimentali conservati. Ma di certo attrae anche quella Natività opera nel 1503 del Perugino (Città della Pieve, 1448 circa – Fontignano, febbraio 1523): la tecnica è quella dell’affresco nell’edicola della parte destra della controfacciata. E’ un infinito paesaggio verdeggiante, caratteristica della fase matura dell’artista, a fare da sfondo alla nascita di Gesù, mentre la cornice è una capanna la cui struttura aperta è finalizzata proprio a far apprezzare quello che c’è intorno, la natura che degrada in lontananza nei toni dell’azzurro, sino a confondersi con lo specchio d’acqua che si vede all’orizzonte.

Spello, la Natività del Pinturicchio

Spello, la chiesa di Santa Maria Maggiore

Spello
Elegante e movimentata quanto la capanna, i cui pilastri decorati sembrano contrastare a travi rozze e travicelli cadenti, la Natività del Pinturicchio (Perugia, 1452 circa – Siena, 11 dicembre 1513) è la scena madre della cosiddetta “Cappella Bella”, la Cappella Baglioni nella chiesa di Santa Maria Maggiore, esempio di superba pittura della rinascenza italiana. “Questo affresco – annotano gli storici dell’arte - rappresenta la summa della nuova elaborazione decorativa a cui è giunto il pittore ; insieme a retaggi della tradizione tardogotica di Gentile da Fabriano, relegati nel fondale frammisto di guerriglie e dirupi, convive magistralmente per bilanciamento di piani prospettici, tutta la vicenda del Natale. Immagini piene di umana verità, straordinarie rese delle figure convenute, catturano l’attenzione verso l’evento dell’adorazione del piccolo Gesù contemplato dalla sua giovane madre”.

Foligno
Il tesoro artistico in questo caso è nel cuore del Palazzo simbolo della città: il Trinci, l’antica residenza gentilizia della famiglia che governò la città. A firmare questa Natività inserita in un ciclo di scene che nella Cappella raccontano gli Episodi della Vita della Vergine Maria, tratte dai Vangeli Apocrifi e dalla Leggenda Aurea di Jacopo da Varazze, è Ottaviano Nelli da Gubbio (Gubbio, 1375 – 1444). Sopra l’altare sono collocati gli episodi della Nascita di Gesù e dell’Adorazione dei Magi. A volere questo complesso ciclo pittorico fu Corrado Trinci, figlio di Ugolino, nel 1424, come documenta un’iscrizione che ci fa conoscere datazione e autore.

Foligno, Palazzo Trinci: la Natività di Ottaviano Nelli

Foligno, Palazzo Trinci

Scheggino
In questo borgo gioiello della Valnerina, la Chiesa di San Nicola può sfoggiare la Natività che si deve allo Spagna, nome d’arte di Giovanni di Pietro (1470-1480 circa – Spoleto, 1528), pittore spagnolo, allievo del Perugino. Artista che non ha voluto mancare di inserire se stesso, autoritrattosi nella figura del pastore orante con mantello bianco e sottoveste marrone a capo scoperto. Durante la sua vita, lo Spagna ha girato per buona parte dell’Umbria centro-orientale: oltre che a Spello, è documentato a Perugia, Assisi, Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Gavelli, Scheggino, Todi, Trevi, Visso e a Spoleto. E le sue opere sono apprezzate e conservate in tutto il mondo: dalla National Gallery di Londra ai Musei Vaticani, al Louvre di Parigi, Louvre.

Quattro grandi artisti, quattro splendide Natività, quattro luoghi affascinanti in un’Umbria che sorprende sempre. In qualsiasi stagione.

Scheggino, la Natività dello Spagna

Scheggino

Giovanni Bosi, giornalista, ha effettuato reportages da numerosi Paesi del mondo. Da Libia e Siria, a Cina e India, dai diversi Paesi del Sud America agli Stati Uniti, fino alle diverse nazioni europee e all’Africa nelle sue mille sfaccettature. Ama particolarmente il tema dell’archeologia e dei beni culturali. Dai suoi articoli emerge una lettura appassionata dei luoghi che visita, di cui racconta le esperienze lì vissute. Come testimone che non si limita a guardare e riferire: i moti del cuore sono sempre in prima linea. E’ autore di libri e pubblicazioni.
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foto in apertura: la Natività del Perugino (1503)

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