Helsinki, viaggio nella cultura Sámi: due mostre raccontano identità, arte e vita quotidiana nel cuore della città
Giuseppe Botti
Nel 2026 Helsinki si trasforma in un palcoscenico privilegiato per scoprire la cultura Sámi, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva che intreccia arte contemporanea e vita quotidiana. Due grandi mostre, distribuite nell’arco dell’anno, aprono una finestra su uno dei patrimoni culturali più antichi e meno conosciuti d’Europa, rendendolo accessibile in un contesto urbano dinamico e internazionale.
(TurismoItaliaNews) Al centro di questa proposta culturale c’è la volontà di raccontare il mondo Sámi non come realtà distante e confinata alle regioni artiche, ma come cultura viva, presente e in continua evoluzione anche nelle città. Non a caso, Helsinki rappresenta oggi uno dei principali poli della comunità Sámi in Finlandia, popolazione indigena riconosciuta ufficialmente nell’Unione Europea e custode di una storia millenaria che attraversa i territori del Sápmi, tra Finlandia, Svezia, Norvegia e la penisola russa di Kola.
L’arte contemporanea come racconto identitario
Fino al 6 settembre 2026 il Kiasma Museum of Contemporary Art ospita We Who Remain, una mostra realizzata in collaborazione con il Siida Sámi Museum. L’esposizione riunisce oltre venti artisti provenienti da tutto il territorio Sámi, offrendo uno sguardo profondo e autentico sulla produzione artistica contemporanea.
Le opere, che spaziano dagli anni Settanta fino ai giorni nostri, raccontano una società che ha progressivamente rafforzato il proprio ruolo politico e culturale, conquistando maggiore visibilità a livello internazionale. Attraverso linguaggi espressivi diversi, emergono contrasti, fragilità e resilienza: elementi che restituiscono la complessità dell’identità Sámi. Come sottolinea la curatrice Petra Laiti, le opere esposte parlano sia alla comunità Sámi, riflettendone emozioni e memoria collettiva, sia al pubblico internazionale, offrendo una prospettiva inedita su una cultura spesso raccontata dall’esterno.
La vita Sámi nella capitale finlandese Il racconto prosegue a novembre con una nuova esposizione al Helsinki City Museum, dedicata alla vita quotidiana dei Sámi nella capitale. Un progetto che punta a esplorare cosa significhi oggi vivere la propria identità indigena in un contesto urbano contemporaneo. Curata da un team interamente Sámi, la mostra si distingue per un approccio partecipativo: saranno infatti gli stessi residenti Sámi di Helsinki a contribuire alla costruzione dei contenuti, attraverso materiali, testimonianze e narrazioni personali. Un lavoro condiviso che mira a restituire un’immagine autentica e plurale della comunità.
Cultura viva tra educazione e spazio urbano
La presenza Sámi a Helsinki si manifesta anche nella quotidianità, in particolare nel sistema educativo. Nel quartiere di Pasila, ad esempio, è attiva la classe di lingua Sámi più a sud della Finlandia, dove bambini e ragazzi possono apprendere lingua e cultura secondo valori fondati su comunità, natura ed equilibrio. A rafforzare questa visibilità contribuisce anche l’arte pubblica, come l’opera permanente ČSV áigi dell’artista Outi Pieski, realizzata con il supporto dell’Ham Helsinki Art Museum. Installata all’interno di un edificio scolastico, l’opera porta la cultura Sámi negli spazi della vita quotidiana, trasformando l’ambiente urbano in un luogo di memoria e identità condivisa.
Un invito a scoprire l’Europa meno conosciuta
Le due mostre rappresentano un’occasione rara per entrare in contatto diretto con la cultura Sámi al di fuori delle regioni artiche, offrendo una narrazione contemporanea, partecipata e accessibile. In un’epoca in cui la diversità culturale diventa sempre più centrale nel dibattito globale, Helsinki propone un viaggio che unisce arte, identità e consapevolezza. Un itinerario che invita a guardare oltre le mappe tradizionali, per scoprire un’Europa ancora poco esplorata, dove storia e modernità si incontrano nel segno della cultura viva.
In apertura: l’artista Outi Pieski davanti alla scuola primaria e all’asilo di Keski-Pasila, dove la sua opera Čsv áigi è stata installata nel 2025




