Clemente XI, collezionista e mecenate illuminato: a Roma la mostra che racconta la storia dell’urbinate Giovanni Francesco Albani

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Fino al 25 febbraio 2018 nel Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni in Roma, si svolge la mostra “Clemente XI. Collezionista e mecenate illuminato” che rende omaggio a questo grande Pontefice e alla sua prestigiosa famiglia. L'evento rientra nell'iniziativa "Il Pio Sodalizio dei Piceni per le Marche colpite dal sisma" mirata a tenere sempre viva l'attenzione dell'opinione pubblica sul dramma che ha colpito la Regione Marche nel 2016.

 

(TurismoItaliaNews) Clemente XI, Giovanni Francesco Albani di Urbino, assieme al Cardinale Decio Azzolino e alla Regina Cristina di Svezia oltrechè a Giuseppe e Pierleone Ghezzi, ha caratterizzato il momento di maggior gloria del Pio Sodalizio dei Piceni, allora Arciconfraternita della Santa Casa di Loreto. La mostra - a cura di Claudio Maggini in collaborazione con Stefano Papetti - è promossa dal Pio Sodalizio dei Piceni in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche, l'Anci Marche e la Fondazione Giovanni Paolo II per la Gioventù.

Il cardinale urbinate, di famiglia facoltosa e riguardevole, salito al soglio Pontificio il 23 novembre del 1700 con il nome di Clemente XI, prima e durante il suo pontificato, rivela un considerevole gusto estetico e collezionistico. Partendo proprio da cospicuo fondo Albani, la mostra racconta, in quattro sezioni per 40 opere complessive, il percorso collezionistico dell'illuminato Pontefice. Considerevoli sono le opere e i nomi degli artisti che fecero parte dell'entourage di Clemente XI, che vanno da Carlo Maratta a Procaccini, a Francesco Mancini. E' una mostra singolare, quasi una privatissima wundekammer che, nel bel percorso espositivo e scientifico, illustra con opere pittoriche, disegni e stampe, opere di oreficeria, le arti secondo il mecenatismo di papa Albani. Siamo in pieno barocco, gli artisti dell'entourage di Clemente XI risentono del gusto estetico del periodo, ma non vi aderiscono in pieno..

La mostra è un'importante occasione di studio e un osservatorio privilegiato sull'arte del '700 proveniente da quell'alveo produttivo che fu Urbino, da sempre crocevia di grandi artisti, da sempre fucina delle arti. Il fondo Albani, a lungo dimenticato, se non del tutto negletto o inesplorato dagli studiosi, è il fondo documentario della famiglia Albani risalente al 1818. Tale fondo ha il pregio di registrare e catalogare tutti i beni presenti nelle case della città di Urbino e di quelle poste nell'immediato circondario. Di questo patrimonio censito dal Notaio Parenti - Inventario degli eredi del Principe C. Albani del 1818 - composto da 201 pagine dalla descrizione e cura del particolare degna d'essere accostabile a una vera “guida” del palazzo storico urbinate, e come si diceva mai apparso in precedenza in testi di letteratura periegetica, ne scaturisce una ricca elencazione di dipinti dove risulta la presenza di antichi pittori, verosimilmente raccolte dal nonno e dal padre di Clemente XI, ma anche e soprattutto una lunga lista di oli su tela realizzati da autori attivi nella seconda metà del Seicento, non ancora di primo piano o emergenti, le cui commissioni possono essere riconducibili al porporato Albani, e poste in essere prima dell'elezione petrina, avvenuta nel 1700.

Infatti, ai dipinti di Raffaello, Barocci e suoi allievi, di Giovanni Lanfranco, Guido Cagnacci, Guido Reni e di Simone Cantarini, solo per citarne alcuni, vi sono affiancate numerose tele realizzate da pittori protagonisti della prima ora della politica artistica di Clemente XI. Da Carlo Maratta e artisti a lui vicini, da Giuseppe Ghezzi al figlio di lui Pier Leone, fino a giungere a quegli autori come il paesaggista Alessio De Marchis e il vedutista Gaspar Van Wittel, che fanno parte della sua più avanzata politica artistica a Roma quanto a Urbino, sua città natale. A questo secondo contesto e relativo alle sole opere certe per documenti presenti nella residenza urbinate, è dedicato l'evento espositivo romano.
Clemente XI, illuminato mecenate e collezionista, durante il suo papato persegue una considerevole politica culturale, davvero degna di nota. La passione per l'erudizione determinò la fondazione di un'importante sezione orientale della Biblioteca Vaticana con il reperimento di numerosi e preziosi manoscritti; la sua sensibilità per la salvaguardia del patrimonio artistico-archeologico di Roma favorì l'azione meritevole di Francesco Bianchini e di Marcantonio Boldetti. Il suo fu un mecenatismo costituito da innovazioni, da scavi archeologici e da restauri di chiese e monumenti, di cui furono principali protagonisti i Fontana e Carlo Maratta: famosi restano i restauri delle stanze di Raffaello, del Pantheon, della basilica di S. Clemente e la scoperta e l'erezione della colonna Antonina.

Fu particolarmente grato alla sua città, Urbino: fu generosissimo nelle opere pubbliche, nella definizione di innumerevoli privilegi all'università locale e alla cancellazione dei debiti. Inoltre, continuando l'opera di Innocenzo XII, favorì l'attività di riordino dell'università di Roma intrapresa dal cardinale Spinola che giunse ad un'effettiva razionalizzazione della didattica e del numero dei professori di cui si curò maggiormente il livello professionale. In questo rilancio della Sapienza furono favorite le discipline giuridiche, prima fra tutte il diritto canonico, in conformità all'esigenza di formare legisti preparati in grado di contrastare validamente le innumerevoli obiezioni giurisdizionaliste. Infine, nel campo delle lettere intervenne nel 1711 a favore del poeta maceratese Giovanni Mario Crescimbeni per mantenere fortemente gerarchizzata e curiale la struttura dell'Accademia dell'Arcadia.

Complesso Monumentale di San Salvatore in Lauro del Pio Sodalizio dei Piceni
Piazza di San Salvatore in Lauro, 15 - Roma
orari di apertura: lunedì – sabato 9 – 13 / 16 – 19 - domenica 9 / 12 - chiuso nei festivi
ingresso gratuito
Info Artifex International Srls: tel. +39 06 68193064, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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