Il cosmo magico di Leonardo, in mostra agli Uffizi l'Adorazione dei Magi restaurata

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L'Adorazione dei Magi di Leonardo degli Uffizi torna in Galleria dopo un restauro compiuto all'Opificio delle Pietre Dure, durato cinque anni. Per molti mesi sottoposta a numerose indagini diagnostiche prima di prendere la decisione, nell’ottobre 2012, di intraprenderne il restauro.

 

(TurismoItaliaNews) L’opera d’arte viene presentata nella Galleria delle Statue e delle Pitture, agli Uffizi di Firenze, fino al 24 settembre 2017. Ma perché restaurare l’ Adorazione dei Magi? Questa domanda avrà certo percorso la mente di molti, davanti alla notizia che fu diramata nell'autunno del 2012 dalle Gallerie degli Uffizi e dall'Opificio delle Pietre Dure. Fra gli studiosi, dieci anni prima, quando era stato ventilato un possibile restauro, si erano accese discussioni e controversie: alcuni non erano certi che dalla superficie scura e brumosa potesse emergere qualcosa di più di quello che si poteva intravedere o, a volte, solo immaginare.

Fra il grande pubblico poteva essersi diffusa un'abitudine inconscia, assimilata anche attraverso le riproduzioni nei libri scolastici e la mitologia cresciuta intorno al dipinto, che l'Adorazione fosse un'opera volutamente enigmatica, misterica e che esprimesse questo contenuto astratto attraverso la sua nebulosa composizione, dove si affollavano figure quasi indistinguibili, intente in azioni e gesti non decifrabili. In realtà, la complessità dell'Adorazione dei Magi sta in gran parte proprio nel suo essere un dipinto incompiuto, e incompiuto in modo difficilmente comprensibile. Leonardo da Vinci, infatti, partendo nel 1482 da Firenze alla volta di Milano, lasciò la pittura a diversi livelli di avanzamento: alla stesura di azzurro del cielo, appena accennato, si affiancano aree quasi di solo disegno; figure più costruite e rilevate con colori scuri; immagini che si sovrappongono ad altre, cancellandole e cambiando l'intenzione precedente; zone di ricerca spaziale e volumetrica. Interpretare un'opera così non era certo facile, ma soprattutto per i restauratori non era una procedura comune confrontarsi con le idee continuamente in divenire di Leonardo, invece che con un lavoro finito.

Il gruppo di lavoro formatosi intorno a quest’opera, diretto da Marco Ciatti e Cecilia Frosinini, ha legato insieme i risultati delle indagini diagnostiche, la riflessione sui significati storico-artistici del capolavoro e le indicazioni sulla sua storia conservativa, per mettere a punto le linee guida del restauro. La pulitura è stata condotta in modo ineccepibile e intelligente da Roberto Bellucci e Patrizia Riitano; il risanamento del supporto ligneo è stato compiuto da Ciro Castelli e Andrea Santacesaria, con la collaborazione di Alberto Dimuccio. La pulitura è stata effettuata sui materiali non originali che col tempo si erano sovrapposti alla superficie, il cui spessore è stato solo assottigliato in maniera graduale e differenziata, a seconda delle condizioni di ogni singola area e di ogni figura. Altrettanto importante per la futura conservazione è stato il risanamento del supporto e del sistema di traverse con la predisposizione di un più adeguato funzionamento di controllo dei movimenti del legno, pur nel rispetto della struttura originale.

Il progetto di conservazione messo a punto dall'Opificio delle Pietre Dure, in collaborazione con le gallerie degli Uffizi, comprende anche un piano di conservazione preventiva che segua e controlli l'opera nel tempo. I risultati dell'intervento sono dunque molti, riassumibili in tre principali filoni: una migliore conservazione di tutti i materiali originali; una più approfondita conoscenza del processo creativo di Leonardo e della sua tecnica; una più chiara lettura degli straordinari valori espressivi dell'opera. Ora sono più leggibili tutte le figure ed i dettagli ed è anche percepibile l’eccezionale costruzione spaziale interna alla figurazione, soprattutto nello sfondo che si apre su una visione prospettica ed atmosferica tipica di Leonardo, sinora addirittura mascherata da una vera e propria patinatura (cioè uno strato di vernice pigmentata che voleva conferire all’insieme l’aspetto di un monocromo). Appare anche evidente come, in modo inconsueto per il suo tempo e unico persino nella sua produzione artistica, Leonardo abbia elaborato il disegno direttamente sulla tavola anziché su carta, come è evidente dai numerosissimi cambiamenti in corso d’opera che oggi sono di nuovo visibili.

"Questo aspetto - precisa Marco Ciatti, soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure - consente adesso di penetrare più a fondo nel processo creativo del pittore e, grazie al livello di conoscenza reso oggi possibile dalle indagini diagnostiche, di cercare di comprendere la genesi artistica di questo straordinario capolavoro. Impiego volutamente questo termine, 'capolavoro', verso il quale nutro normalmente una certa diffidenza, poiché troppe volte abusato a puro scopo pubblicitario, in quanto alla data della sua realizzazione l’Adorazione dei Magi costituiva una novità sconvolgente per il mondo artistico fiorentino e, a ben guardare, racchiudeva in sé alcune idee pittoriche che l’artista avrebbe sviluppato nelle sue opere successive, dagli studi per la Battaglia di Anghiari, al San Girolamo della Pinacoteca Vaticana, sino alla Vergine delle Rocce, nelle sue due versioni". Si può dunque a buona ragione affermare che il risultato finale del restauro fa riscoprire un capolavoro straordinario per innovazione e invenzione, che da secoli nessuno aveva potuto vedere.

Filippino Lippi (Prato 1474 circa - Firenze 1504) - Sant’Agostino, 1496 - Tempera grassa su tavola, cm 30,5 x 21 - Raleigh, North Caroline Art Museum, Gift of the Samuel H. Kress Foundation

“Si tratta di un’operazione che, per la sua delicatezza e per il livello della sfida imposta, non è da meno del restauro del Tondo Doni di Michelangelo o del Cenacolo milanese in Santa Maria delle Grazie, dello stesso Leonardo - spiega Eike D. Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi - ma anzi presentava una sfida e un livello di difficoltà maggiori perché esso non ha passaggi di riposo, o aree neutre e perché il restauratore avrebbe dovuto confrontarsi con un’immagine che non era compiuta nemmeno nella mente dell’artista che la generò. Se ci si riferisce alla superficie dipinta, e cioè a quelle raffigurazioni che la critica più attenta ha via via notato nel coacervo di immagini che si affastellano davanti agli occhi dell’osservatore, durante la pulitura si sono rivelati moltissimi altri testi e sottotesti, in un gioco di segni che sono sempre stati tracciati volontariamente sulla tavola e che esprimono l’incessante lavorio mentale dell’autore proprio nel momento stesso del suo operare”. L'intervento di restauro è stato reso possibile dal generoso sostegno degli Amici degli Uffizi “orgogliosi per aver partecipato – sottolinea la presidente Vittoria Colonna Rimbotti - ad un'avventura irripetibile, costellata da tante tappe emozionanti intorno a un'opera che riunisce bellezza assoluta e fragilità materica, il cui deterioramento andava fermato e scongiurato”. La Getty Foundation di Los Angeles ha finanziato le collaborazioni professionali necessarie all’intervento sul supporto.

Filippino Lippi (Prato 1474 circa - Firenze 1504) - I santi Ubaldo e Frediano, 1496 - Tempera grassa su tavola, cm 32,8 x 45,6 - Collezione privata. Sopra: Filippino Lippi - Adorazione dei Magi, 1496 - Tempera grassa su tavola, cm 258 x 243 - Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle statue e delle pitture

In occasione della presentazione di questo prestigioso restauro al pubblico, all'Adorazione dei Magi di Leonardo sarà affiancata l'omonima pala, sempre degli Uffizi, di Filippino Lippi, commissionata nel 1496 al pittore per l'altare maggiore della chiesa di San Donato a Scopeto dai medesimi Canonici Regolari del convento di Sant'Agostino che nel 1481 avevano dato lo stesso incarico al da Vinci. Leonardo, come abbiamo accennato, non portò a compimento l'opera e non rispettò la consegna pattuita nell'arco dell'anno per la sua andata a Milano al servizio di Ludovico il Moro, per cui i Canonici si rivolsero poi al pittore Filippino Lippi. In mostra anche tre tavole raffiguranti San Donato, Sant'Agostino (prestiti del North Caroline Art Museum) e la coppia dei Santi Ubaldo e Frediano (collezione privata), che si presume siano quanto rimane di una predella dell'Adorazione del Lippi, che abbiamo voluto affiancargli per l'occasione.

Prezzo biglietto
biglietto intero € 13.00; ridotto € 6.50 per i cittadini dell’U.E. tra i 18 e i 25 anni; gratuito riservato a minori di 18 anni di qualsiasi nazionalità, portatori di handicap ed un accompagnatore, giornalisti, docenti e studenti di Architettura, Conservazione dei Beni Culturali, Scienze della formazione, Diploma di Laurea di lettere e filosofia con indirizzi di laurea archeologico o storico-artistico, Diploma di Laurea o corsi corrispondenti negli Stati membri dell’Unione Europea, insegnanti italiani con contratto a tempo determinato e indeterminato in servizio presso una scuola pubblica o paritaria del Paese.

Orario
martedì – domenica ore 8.15 - 18.50; la biglietteria chiude alle 18.05. Chiuso il lunedì. Servizio didattico per le scuole Visita guidate per le scolaresche solo su prenotazione. Costo di € 3.00 ad alunno.

Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.294883

Servizio visite guidate
Info e prenotazioni: Firenze Musei 055.290383
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www.gallerieuffizimostre.it

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