Alba Fucens, la città degli antichi Romani che nel Parco Sirente Velino continua a stupire il mondo

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Eugenio Serlupini, Alba Fucens / Abruzzo

Non solo la sua storia intrigante, ma anche le sue mura arrivate sino a noi fanno di questo antico centro romano una testimonianza da vedere e da studiare. Per essere stata considerata sempre una città ben fortificata è stata il luogo di prigionia di personaggi importanti come Siface, Perseo di Macedonia e Bituito. Un luogo tutto da scoprire, a pochi chilometri da Roma. E’ Alba Fucens, a metà strada fra il Tirreno e l'Adriatico.

 

(TurismoItaliaNews) E’ uno dei tanti volti dell’Abruzzo, regione che ha tanto da offrire: dal mare alla montagna, dai laghi al parco, dall’artigianato all’archeologia. E Alba Fucens è la testimonial ideale per comprendere la storia – ma soprattutto “vederla”a – di questo lembo della penisola italica. Inserita in un contesto paesaggistico di particolare valore, ancora oggi Alba Fucens accoglie i visitatori, mantenendo la sua funzione di raccordo e di sosta lungo il percorso che collega Roma e l'Adriatico. Le sue origini come colonia latina risalgono alla fine del IV secolo avanti Cristo, nel 303, in un periodo di tregua da guerre esterne durante il consolato di Lucio Genucio e Servio Cornelio.

“La scelta della localizzazione, favorita dalla particolare protezione offerta al vallone centrale dal sistema montuoso circostante composto dai colli di San Nicola, Pettorino e San Pietro e dettata dal passaggio della via Valeria – spiega Emanuela Ceccaroni, funzionario archeologo della Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo - rese la città un caposaldo nella maglia territoriale e politica intessuta da Roma nelle zone interne dell'Italia centrale. Mediante l'arrivo di seimila coloni, così come riportato dalle fonti, viene affermato il controllo di un ambito geografico strategicamente determinante negli equilibri e nelle prospettive di un territorio contrassegnato all'epoca dalla presenza del lago Fucino, poi prosciugato dai Torlonia nella seconda metà dell'Ottocento”.

Il circuito delle mura, da sempre oggetto di interesse e di studio, hanno consentito di tramandarne la memoria: “La loro imponenza, la realizzazione in blocchi di opera poligonale e le supposizioni sull'origine di tale tecnica – aggiunge ancora Emanuela Ceccaroni - hanno impegnato per secoli viaggiatori, appassionati e tecnici, risultando l'unico elemento architettonico ancora in vista. La compattezza e la solidità dell'impianto murario, unitamente alla natura del sito, hanno assegnato ad Alba Fucens la connotazione di città ben fortificata, tanto da farne un luogo adatto per la prigionia di personaggi importanti: Siface, Perseo di Macedonia e Bituito trovarono in questa località, roccaforte di Roma, a mille metri di altitudine tra le montagne, il posto dove scontare in esilio le loro colpe”.

Nel 2013 Alba Fucens, proprio per il suo valore, ha ottenuto anche l’omaggio di un francobollo con valore da 0,70 euro emesso dall’Italia nel contesto della serie “Il Patrimonio artistico e culturale italiano”, accompagnato dal bollettino illustrativo curato proprio da Emanuela Ceccaroni della Soprintendenza archeologica abruzzese.

Ma come si presentava in passato la città all’interno delle mura? “Era organizzata secondo una griglia viaria di assi paralleli e perpendicolari, ai quali le suggestioni dei ritrovamenti effettuati hanno assegnato denominazioni ormai correnti: via del Miliario e via dei Pilastri e la trasversale via dell'Elefante – spiega Emanuela Ceccaroni - tale regolarità, fusa armonicamente con il contesto naturale è evidente nel centro della città, dove si sono concentrate gli scavi archeologici della missione belga dell'Università di Lovanio, tra il 1949 e il 1979, ripresi dalla Soprintendenza per i beni archeologici dell'Abruzzo e da università italiane e straniere a partire dal 2006”.

Nei pressi del sito archeologico di Alba Fucens si trova la chiesa di San Pietro d'Albe

Ma qui la storia
si continua a scrivere

Tra queste colline si svolsero brani di una storia che non si è tuttavia fermata al passato; Alba Fucens continua a vivere nel borgo, costruito dopo il trasferimento dell'abitato medievale, collocato sul contiguo colle di San Nicola, a seguito del devastante terremoto del 1915 che distrusse gran parte della Marsica. “Le case si dispongono compatte intorno alla piazza dove sorge la chiesa, la cui facciata con l'elegante rosone quattrocentesco è stata rimontata in questo luogo dopo il tragico evento sismico – sottolinea Emanuela Ceccaroni a ricreare il luogo della socializzazione e dell'incontro, punto di riferimento e di accoglienza per turisti e residenti”.

Oggi il percorso di visita, attraverso la Porta Fellonica, si svolge attraverso i principali edifici pubblici e sacri: basilica, mercato, tempio, terme e santuario di Ercole si dispongono nella fascia centrale, ai cui lati trovano posto le tabernae collocate lungo le strade, il teatro e gli edifici residenziali sulle pendici collinari. Un'ordinata successione vigilata dall'alto da due templi: ancora riconoscibile quello dedicato ad Apollo, la cui trasformazione nella chiesa di San Pietro ha consentito il mantenimento dell'assetto planimetrico e di numerosi elementi architettonici, anche di differente provenienza.

“Un insieme – sottolinea la funzionaria archeologa - al quale la successiva sapienza decorativa del Medioevo abruzzese ha saputo donare una diacronica armonia, oggi percepibile nella fusione di ambone e iconostasi, di scuola cosmatesca, con la progressione delle antiche colonne dai capitelli corinzi”. Ai piedi della chiesa si apre, con la sua originaria imponenza, l'anfiteatro costruito grazie alla donazione per testamento di Quinto Nevio Sutorio Macro, prefetto al pretorio di Tiberio e suicida sotto Caligola, che porta con sé l'eco di vicende storiche e politiche di respiro più ampio.

Come visitare il sito archeologico

Per la visita del sito archeologico, dalle ore 8 al tramonto, ci si può rivolgere alla cooperativa Alba Fucens che gestisce lo Iat e si occupa delle visite guidate. Per contatti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o il sito internet www.albafucens.info o www.archeoabruzzo.beniculturali.it “La distanza relativamente breve da Roma e dai principali centri urbani della regione – spiegano dalla cooperativa – ha fatto sì che Alba Fucens potesse godere di evidenti vantaggi sul piano dello sviluppo sociale ed economico. Oggi queste qualità sono state lasciate in eredità alla vicina Avezzano, fiorente cittadina capoluogo virtuale e baricentro economico - amministrativo della Marsica, situato sulle pendici a sud della collina”. Si può raggiungere Alba Fucens percorrendo l'autostrada A24 - A25 in direzione Pescara se si arriva da Roma o L'Aquila; se si proviene da Pescara basta percorrere la A25 in direzione Roma. Si esce ai caselli di Avezzano o Magliano dei Marsi, quando è facile inquadrare la collina di Alba isolata nell'angolo nord-ovest della pianura del Fucino. Da visitare anche il Museo archeologico nazionale d’Abruzzo a Chieti dove sono conservati molti reperti provenienti dall’antica città romana, e il Museo lapidario marsicano nel Palazzo comunale di Avezzano, in piazza della Repubblica, telefono 0863-501245 o www.muvi.org/museolapidariomarsicano.

Su Alba Fucens, da poco inserita nel Parco regionale Velino -Sirente, svetta il monte Velino (alto 2.486 metri) che domina i resti archeologici con paterna lungimiranza, consapevole che il futuro di questo luogo risiede nella capacità di mantenerne i tratti che lo caratterizzano da secoli, coniugandoli, in maniera sapiente, con rinnovate esigenze.

 

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