Tunisia, la rivoluzione di velluto del patrimonio culturale ritrovato

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Giovanni Bosi, Tunisi

Mosaici, sculture, gioielli e terrecotte. Preziosi e antichissimi reperti archeologici, molti di provenienza ignota, usati come esclusivi elementi di arredo in quelle che erano le residenze private dell'ex dittatore della Tunisia, Ben Alì, spazzato via dalla "rivoluzione di velluto" del 14 gennaio 2011. Ora tutti questi straordinari tesori sono stati recuperati per diventare o ritornare ad essere patrimonio pubblico dello Stato tunisino. Che li ha catalogati e messi in museo, dove è giusto che stiano. E’ il nuovo corso della Tunisia, Paese di grandi tradizioni e cultura. Siamo andati a vedere.

 

(TurismoItaliaNews) C'erano talmente tanti reperti nelle ville e nei palazzi di Tunisi, Sidi Bou Said e  Hammamet, residenze private del clan Ben Alì - Trabelsi, che c'è voluto un intero piano del Musée de Carthage, sulla collina di Byrsa a Tunisi, per esporli tutti in una esposizione archeologica temporanea dall'emblematico titolo "Patrimoine spolié, Patrimoine récupéréré", ovvero "Patrimonio sottratto, Patrimonio recuperato". E' stato uno degli effetti pratici della Primavera araba che ha rovesciato quel presidente rimasto al potere ininterrottamente dal 1987 con il pugno di ferro. Potere che gli ha consentito di accumulare privilegi e ricchezze, compresi i tesori tornati alla luce dal sottosuolo del suo Paese, scrigno di storia e cultura, ma mai finiti in un museo come dovrebbe normalmente accadere. Anzi, il sospetto è che alcuni reperti siano pure spariti da qualche museo per essere invece destinati ad arricchire la casa dell’ex presidente della Repubblica, il solo a poterne godere insieme a pochi altri.

Ma la rivoluzione ha messo la parola fine anche a questo. E nel caso specifico ciò si deve all'archeologo Azedine Beschaouch, nominato ministro dei beni culturali e della salvaguardia del patrimonio nel primo governo di transizione e a capo della Commissione nazionale di indagine su un traffico di reperti archeologici. Lui collabora con l'Unesco, sapeva che in quelle case si nascondevano dei tesori - messi in vetrina, appesi ai muri o utilizzati nei modi più disparati o snaturati - e la sua prima azione è stata quella di andarli a recuperare. In alcuni casi salvandoli addirittura da quegli usi domestici impropri.

Tra questi, un bellissimo mascherone di Medusa per fontana, in marmo bianco, risalente alla seconda metà del secondo secolo dopo Cristo; cornici scolpite del IV - V secolo; capitelli ionici e corinzi, decorazioni in cotto, statuette votive, vasi, ceramiche, suppellettili in vetro, piccole lucerne, steli funerarie scolpite di raffinata fattura. Davvero un tesoro.

Tunisi, quel fascino mediterraneo

Città storica ma decisamente dinamica, dove passato e presente sono intimamente uniti, Tunisi seduce con il suo fascino mediterraneo. La sua grande Medina, preservata, merita una visita approfondita, attraverso i suoi souk animati, le sue stradine dalle porte chiodate, la sua Grande Moschea del IX secolo e i numerosi monumenti e palazzi dell’epoca dei Beys, sovrani di origine turca. Tunisi è pure il centro città e l’avenue Bourguiba recentemente rinnovata, un quartiere pittoresco la cui architettura risale all’inizio del XX secolo, talvolta stupefacente e dove è piacevole passeggiare passando da caffè a negozi e da pasticcerie a piccoli ristoranti. Non bisogna poi dimenticare il grande Museo del Bardo e le sue favolose collezioni di mosaici romani.

E come tutte le proprietà di Ben Alì, anche questi oggetti sono stati nazionalizzati ed ordinati sulla collina di Byrsa, nello stesso museo in cui sono raccolte le testimonianze tornate alla luce sull'acropoli dell'antica Cartagine. Vederli in mostra dà subito la sensazione del loro valore storico e artistico, documentario e culturale: essere riusciti a collocare questi reperti tra le raccolte statali è stato un successo per i tantissimi cultori delle vicende del mondo antico. La mostra ordinata al Musée de Carthage è di fatto l’espressione della volontà del popolo tunisino di riprendere le redini del suo patrimonio per favorire la tutela e la valorizzazione.

I territori della Tunisia, con Cartagine in testa, sono stati tra i protagonisti del Mediterraneo: dai Fenici ai Romani. Non a caso è patrimonio dell'Umanità grazie all'Unesco. Peraltro la "nascita" del nuovo Museo del Bardo è stato un ulteriore esempio di valorizzazione dei grandiosi tesori artistici del Paese assolutamente da vedere. La Tunisia, i tunisini sono ben consapevoli dell'importanza strategica che il turismo riveste per l'economia del Paese: qui l'ospitalità è davvero sacra e si fa del tutto per mettere a proprio agio quanti decidono di trascorrere una vacanza nel Paese. Lungo la costa con i tantissimi centri da Tabarka ad Hammamet, Sousse e Monastir, passando per i centri benessere o i dieci prestigiosi campi da golf, fino agli straordinari luoghi del sud, con le oasi e i villaggi berberi. Una competitività mai venuta meno, dove vacanza non significa solo mare, ma anche cultura, natura, sport e rispetto assoluto del turista.

 

Per saperne di più
Ente Nazionale Tunisino per il Turismo
Via Pantano, 11 - 20122 Milano
tel. 02 - 86453044
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www.tunisiaturismo.it

 

 

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