In Molise restaurata la Chiesa monumentale di Larino: sotto la veste settecentesca tornano in luce tracce di età angioina

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Non ha mancato di riservare sorprese la riapertura della monumentale Chiesa di San Francesco d'Assisi, nel centro storico di Larino, in provincia di Campobasso. Grazie alla ristrutturazione e al restauro resisi necessari anche per i danni subiti nel terremoto del 2002, nell’edificio sacro sono tornati alla luce due monofore e i resti di alcuni affreschi trecenteschi.

 

(TurismoItaliaNews) La chiesa di San Francesco, attigua all’omonimo convento soppresso nel 1809 e posizionata di fronte alla cattedrale, è una costruzione tipicamente barocca-rococò, costruita nella prima metà del Trecento e trasformata nel XVIII secolo. Le navate laterali sono caratterizzate da altari in marmo con dossali a stucco dorato dipinto, con nicchie per statue, di cui alcuni datati 1748.

Il progetto complessivo di recupero è stato finanziato con i fondi della Conferenza Episcopale Italiana (fondi dell’8 per mille), della Soprintendenza e della Regione Molise nell'ambito della ricostruzione post-sisma. I lavori di ripristino dell'edificio, uniti a quelli dell'antico convento francescano dei Frati Minori Conventuali (quest'ultimo fino alla prima metà degli anni Settanta del Novecento occupato dall'Arma dei Carabinieri), hanno consentito di riportare alla luce alcuni elementi che potrebbero aprire spiragli interessanti sulla struttura absidale originaria del tempio risalente al primo ventennio del XIV secolo.

Le due monofore e i resti di alcuni affreschi tornati in vista, collocati lungo l'andamento poligonale dell'abside, risalgono con ogni probabilità all'epoca in cui venne realizzata la chiesa. Una delle due monofore rinvenute al di fuori della chiesa, occupa l'intera parte centrale dell'abside e presenta l'arco a tutto sesto all'esterno e quello tribolato nella ghiera interna; l'altra, più piccola, ugualmente realizzata con conci in pietra, è posta lateralmente. Anche i resti di quattro pilastri, formati da massi identici a quelli che mostrano le particolari finestre, ai quali erano certamente addossate delle colonnine, le cui basi sono emerse in seguito alla rimozione del coro, lasciano chiaramente intendere l'esistenza, sempre nell'abside, di una terza monofora.

In basso a sinistra, specialmente tra i primi due pilastri, sono affiorati avanzi di affreschi, anch'essi probabilmente trecenteschi, che offrono la visione di sei personaggi: il Cristo in Croce con, alla sua destra la Madonna ed alla sua sinistra San Giovanni Evangelista; poco oltre, però senza volto, i Santi Apostoli Pietro e Paolo riconoscibili dalle chiavi e dalla spada poste le prime tra le mani dell'uno e l'arma tra quelle dell'altro; distaccato, a sinistra della Crocifissione, un Santo Vescovo. Tracce presenti altrove, lasciano supporre la presenza di altre pitture scomparse, probabilmente, quando fu realizzato il coro i cui stalli risultavano addossati a quelle appena descritte. Il tempio, che vanta la presenza di altre opere d'arte come tele centinate, statue lignee tra cui un Crocifisso del XVIII secolo ed una pregevole Via Crucis ad olio su tela, nel 1929 fu dichiarato edificio monumentale.

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