TRENTO Nel Castello del Buonconsiglio di Trento la mostra “Le scelte di Grezler” con dipinti di autori italiani e fiamminghi

Bernardino Nocchi, Venere nella fucina di Vulcano, XVIII secolo

(TurismoItaliaNews) Un interessante corpus di dipinti di autori italiani e fiamminghi realizzati tra il Cinquecento e l'Ottocento è in mostra al Castello del Buonconsiglio, a Trento, fino al 1º maggio 2016. “Le scelte di Grezler. Opere antiche della collezione Itas” è il titolo della rassegna curata da Francesca de Gramatica e Francesca Jurman. La mostra è un omaggio a Claudio Grezler, grande collezionista d’arte, direttore per quasi un ventennio dell’Istituto Trentino Alto Adige per Assicurazioni (Itas). La sua passione per l'arte negli anni si tradusse nella formazione di una ricca quadreria personale, prevalentemente costituita da lavori di artisti italiani e fiamminghi compresi tra il Cinquecento e l’Ottocento, tra cui spiccano opere a tema sacro e profano, ritratti, battaglie e paesaggi. Per sua stessa volontà il corpus di dipinti, confluito alla sua morte nella collezione d’arte dell’ente assicurativo, è esposto al pubblico, dal 1989, nella sede del Castello del Buonconsiglio. Grezler desiderava che la raccolta non andasse dispersa, ma soprattutto potesse divenire un patrimonio di tutti.

 

Oggi i dipinti della collezione, dopo una campagna di restauri e di nuovi studi, sono proposti al pubblico in un percorso espositivo arricchito da altre opere provenienti dall’istituto assicurativo, che lo stesso Grezler aveva contribuito a incrementare negli anni della sua presidenza. Ma è sul finire degli anni Sessanta e nei primi anni Settanta che riuscì ad acquistare il nucleo più importante della sua collezione, ovvero alcuni dipinti provenienti dalla collezione Garbari di Trento e dalla collezione Donati di Mezzocorona; dal punto di vista collezionistico Grezler comprava secondo un criterio puramente estetico, non solo ritratti o paesaggi o scene di genere o soggetti religiosi; preferiva autori italiani, per la maggior parte di area veneta, ma amava anche i fiamminghi che lui considerava tra i migliori pittori figurativi classici.

cerchia di Jacob Jordaens, Baccanale, metà XVII secolo, olio su tela; sopra: Paolo Farinati, Cristo coronato di spine, seconda metà del XVI secolo, olio su tela

Tra le opere esposte, molte delle quali uscite dall'anonimato e ricondotte ai loro legittimi autori grazie agli studi condotti per l'occasione, è possibile ammirare il rilievo barocco di Antonio Giuseppe Sartori con la figura di San Floriano, protettore degli incendi, una tavola con Sacra Conversazione assegnata a Nicolò de Barbari, il dipinto di Bernardino Nocchi con Venere e Vulcano, una Battaglia di Antonio Marini e un Baccanale di scuola fiamminga.

 

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