I cento anni dalla nascita di Alberto Burri: dieci eventi e un francobollo
Il centenario della nascita del grande artista Alberto Burri viene celebrato dall’Italia con un francobollo in circolazione dal 12 marzo 2015. La scelta del soggetto è caduta sull’opera dal titolo “Sz 1” del 1949, esposta a Palazzo Albizzini di Città di Castello, la città umbra indissolubilmente legata al nome del maestro. E che ne celebra l’anniversario con una grande mostra visitata in anteprima dal ministro della cultura Dario Franceschini.
(TurismoItaliaNews) ) L'esposizione delle opere di Alberto Burri appositamente realizzata per il centenario è allestita a Palazzo Albizzini, che ospita la collezione dal 1981: risale alla seconda metà del XV secolo ed ha una superficie totale di 1.660 metri quadrati ripartita in tre piani (due dei quali espositivi) con caratteristiche che richiamano la sobria architettura rinascimentale fiorentina. La Collezione Burri a Palazzo Albizzini ospita in venti sale 129 opere realizzate dal 1948 al 1989. Sono dieci gli eventi voluti dalla Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, creata dal maestro nel 1978, per celebrare il centenario e che riguardano, oltre a Città di Castello, anche il Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

"Una grande occasione – ha commentato il ministro Franceschini - per ricordare il lavoro straordinario di Burri”. La visita del ministro è stata anche l’occasione per l’insediamento della commissione per celebrazioni di cui lo stesso ministro, per delega del presidente del Consiglio Matteo Renzi, è presidente, e del quale fanno parte istituzioni locali ed esperti nazionali, oltre al presidente della Fondazione Palazzo Albizzini, Bruno Corà. "L'anniversario - ha aggiunto Franceschini - è una grande occasione per ricordare il lavoro straordinario di Burri, poi seguito da altri nel mondo, ma è anche una opportunità per il Paese per riflettere sull'investimento che il sistema Italia deve fare sull'arte contemporanea". Settore nel quale a giudizio del ministro si è perso terreno nel tempo perché concentrati essenzialmente “sulla tutela del patrimonio pervenutoci dal passato. Il cambio di passo è da attuare valorizzando il rapporto con le fondazioni ed i musei di arte moderna, e anche con l'avvenuta istituzione di una nuova direzione generale all'interno del ministero” ha concluso Franceschini.
Il francobollo da 0,80 euro che l’Italia dedica a Burri rientra nella serie tematica “il Patrimonio artistico e culturale italiano” ed è stampato – con una tiratura di ottocentomila esemplari in fogli da ventotto – in versione autoadesiva munito di fustellatura. A commento dell’emissione c’è il bollettino illustrativo a firma del professor Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri.

Legati ad Alberto Burri, ci sono anche gli ex Seccatoi del Tabacco. Il complesso industriale sorse fra la fine degli anni '50 e la metà degli anni '60 del Novecento per l'essiccazione del tabacco tropicale. Nel 1966, a seguito dell'alluvione di Firenze, fu utilizzato per il recupero dei libri danneggiati della Biblioteca Nazionale Centrale. Negli anni '70 la lavorazione del tabacco fu trasferita in altre sedi. Risale al 1978 la concessione in uso gratuito all'artista di un capannone che nel 1979 fu aperto per la presentazione alla critica e al pubblico del primo vasto ciclo pittorico denomin ato “Il Viaggio”. Nel 1989 iniziano i lavori per il recupero e l'adattamento museale. Lo spazio espositivo, aperto al pubblico nel 1990, ospita 128 opere realizzate dal 1974 al 1993.
Il 9 ottobre 2015 al Solomon R. Guggenheim Museum di New York avrà luogo l'apertura della mostra antologica retrospettiva delle opere di Alberto Burri, a cura di Emily Braun. La mostra, con oltre cento opere, è la più ampia ed esauriente mai realizzata negli Stati Uniti da un museo di arte contemporanea. Per tale importante avvenimento sono state scelte opere molto significative dei maggiori cicli della pittura di Burri, concesse da istituzioni museali e collezioni private americane ed europee, nonché dalla stessa Collezione Burri di Città di Castello.
Il Grande Cretto di Gibellina, in Sicilia
Gibellina, il Grande Cretto. Gibellina, nella Valle del Belice, in Sicilia, fu distrutta dal sisma del 1968. Artisti di chiara fama hanno risposto all'appello di Ludovico Corrao per la fondazione della nuova città in altro luogo, con progetti di piazze, architetture e opere monumentali. Burri decise di intervenire, però, sui ruderi della vecchia Gibellina. I resti della città vennero inglobati nel cemento riprendendo il vecchio assetto urbanistico. ll labirinto bianco oggi copre come un sudario le rovine del sisma, ricordando con le fenditure del Cretto l'evento distruttivo e offrendo alla comunità un nuovo inizio. I lavori, avviati nel 1985 e interrotti nel 1989, coprono 70.000 metri quadrati a fronte dei 90.000 previsti. Nel centenario della nascita di Burri la Regione Siciliana e il Comune di Gibellina, in collaborazione con la Fondazione Palazzo Albizzini Collezione Burri, hanno deciso di completare e restaurare questa grande opera di land art, senza eguali nel panorama artistico internazionale. Per l'occasione il Museo Riso di Palermo ha in previsione una mostra dedicata al Grande Cretto.

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