Innovazione e tradizione: a Menfi, Sellano, Serri, Roseto Capo Spulico, Umbertide e Castel del Piano la Bandiera Verde Agricoltura Cia

Sei Comuni italiani hanno ottenuto la Bandiera Verde Agricoltura per l’impegno sul fronte ambientale, della tutela delle tradizioni e l’impegno nell’innovazione. Ad assegnarla è stata la Cia, la Confederazione Italiana Agricoltori, ai Comuni di Menfi, Sellano, Serri, Roseto Capo Spulico, Umbertide e Castel del Piano. In buona sostanza ecosostenibilità, tutela del territorio e dei suoi prodotti e diversificazione.

 

(TurismoItaliaNews) Arrivano da Calabria, Sardegna, Sicilia ed Umbria le esperienza virtuose dei sei Comuni che hanno ottenuto la Bandiera Verde Agricoltura 2016, il premio promosso dalla Cia –Confederazione Agricoltori Italiani, giunto quest'anno alla 14esima edizione. Il riconoscimento, oltre che ai 6 Comuni, è stato consegnato anche a 13 aziende e 5 associazioni "campioni" della nuova agricoltura italiana, oltre a 7 riconoscimenti per "sezioni strategiche" e 2 premi speciali.

"I nostri premi Bandiera Verde evidenziano sempre di più il fondamentale contributo della multifunzionalità al reddito agricolo, che nelle aziende diversificate arriva al 25% delle entrate complessive - ha affermato il presidente nazionale della Cia, Dino Scanavino - in più, dimostrano ancora una volta l'affermazione dell'agricoltore come imprenditore multiruolo e custode, capace cioè non solo di produrre dai campi ma di preservare l'ambiente, di qualificarlo attraverso l'attività turistica, di costruire sistemi territoriali capaci di rispettare la natura e le caratteristiche di quell'area. D'altronde l'Italia, con un trentesimo della superficie Ue, detiene il 50% della biodiversità vegetale e il 30% di quella animale del continente europeo".

 

E allora vediamo le motivazioni dei premi assegnati a Menfi, Sellano, Serri, Roseto Capo Spulico, Umbertide e Castel del Piano.

 

Comune di Menfi (Ag)

Sin dalle sue origini, il territorio di Menfi è stato destinato all’agricoltura. Un settore portante dell’economia locale che può contare su circa 1000 aziende che coltivano una superficie di 8.600 ettari e che, nel corso degli anni, ha saputo mettere a sistema le tradizioni con la modernità. Menfi è innanzitutto terra del vino con i suoi vitigni autoctoni che hanno dato ampio slancio all’economia rurale, anche attraverso importanti manifestazioni tra cui, un posto di primo ordine, è occupato da Inycon - Menfi e il suo vino. Una tra le più grandi e partecipate feste del vino in Italia, nata nel 1996 e che ha saputo legare il vino alle tradizioni, alla cultura e alla valorizzazione delle risorse locali. Non solo vino ma anche olivicoltura e zootecnia. Un comparto, quest’ultimo, a spiccata diffusione ovi caprina che rappresenta per la città di Menfi una grande opportunità di sviluppo economico e una vetrina per l’intero sistema agroalimentare. In quest’ottica, la Vastedda della Valle del Belice, formaggio prodotto dal latte dell’omonima razza ovina ed uno dei pochi formaggi di pecora a pasta filata nel mondo, è una delle tradizioni più rappresentative della zootecnia locale. E ancora, la coltivazione del Carciofo spinoso, divenuto presidio Slow-food, il settore agrumario e frutticolo, con il melone d’inverno e la produzione di fico d’india, fanno di Menfi uno straordinario luogo dove agricoltura, storia, tradizioni e paesaggio rappresentano gli elementi sui quali è stato costruito il modello di sviluppo territoriale.

Comune di Sellano (Pg)

Integrità del paesaggio naturale, biodiversità, varietà di risorse floro-faunistiche, tradizioni agricole, storia, cultura, ricchezza delle acque e bassa pressione antropica. Sono questi i caratteri distintivi del territorio che fanno del Comune di Sellano una delle realtà che, a pieno titolo, può beneficiare del riconoscimento Bandiera Verde Agricoltura. La superficie boschiva del comune supera il 60% del totale, mentre le aree agricole e i pascoli occupano il 35%. Un mosaico di ambienti naturali che contribuisce alla diversificazione degli habitat e che include numerosi elementi di interesse ambientale e faunistico. Di particolare interesse, la rete idrografica del Comune strutturata sui fiumi Vigi, con le cascate delle Rote, Menotre e Fauvella. E poi le manifestazioni e gli eventi collegati alla tradizione agricola, come la «Festa delle erbe dimenticate» giunta alla sua decima edizione che punta alla valorizzazione e alla riscoperta delle erbe spontanee, negli usi e nelle applicazioni, dal Medioevo ai giorni nostri. Ma l’appuntamento principale legato all’enogastronomia locale, è senza dubbio la «Sagra della Fojata e della Attorta» che si svolge ogni anno nella seconda settimana di agosto ed è basata sui due piatti tipici del territorio, rispettivamente un salato e un dolce.

Comune di Serri (Ca)

Situato nella regione storica del Sarcidano, su un altopiano di nome Giara ad un’altezza di 650 metri, con i suoi 660 abitanti il Comune di Serri ha un’economia in prevalenza agro-pastorale e conserva nel suo territorio rilevanti testimonianze degli antichi popoli che hanno abitato le sue terre. Un vasto patrimonio storico e culturale con testimonianze archeologiche a partire dal periodo nuragico, passando per quello romano e per le epoche successive, che rendono il Comune un museo a cielo aperto. Il paesaggio è caratterizzato da una rigogliosa vegetazione di boschi ricchi di piante secolari che incornicia il paese all’interno di un invidiato polmone verde dove, il cadenzare lento delle stagioni, accompagna l’attività agro-pastorale che preserva ottime produzioni: dall’ortofrutta, ai formaggi, dall’uva da tavola ad eccellenti vini. In quest’’ambito, rientra la tutela dei prodotti tipici realizzati secondo le tradizioni e con materie prime biologiche. È il caso della is pitzottis serreus e della sa fregula serresa, entrambi ottenuti dalla lavorazione della farina di grano Cappelli ed oggetto di richiesta di De.Co, denominazioni comunali per marchi di garanzia a tutela e valorizzazione delle attività agroalimentari tradizionali. Questi e gli altri prodotti del territorio, sono in vetrina in occasione dell’importante fiera di Santa Lucia, nella doppia edizione di maggio e settembre. Infine, ma non meno importante, l’azione del Comune a tutela della sostenibilità ambientale che va dalla redazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile, alla pianificazione e al risparmio dei consumi di energia fino al monitoraggio dello smaltimento dei rifiuti.

Comune di Roseto Capo Spulico (Cs)

Con i suoi di 1.914 abitanti, situato nell'Alto Ionio Cosentino, Roseto Capo Spulico rappresenta un’importante realtà del territorio dal punto di vista storico, turistico ma anche naturalistico e rurale. In origine Roseto era una delle città satellite di Sibari, ai tempi della Magna Grecia, ed era il luogo dove venivano coltivate le rose, i cui petali servivano per riempire i materassi su cui i sibariti dormivano. Il Comune ha fatto della valorizzazione e tutela ambientale una delle principali direttrici di sviluppo. Numerose, in tal senso, le attività: dall’efficientamento energetico degli edifici comunali, alla realizzazione di un parco fotovoltaico, fino alla diffusione della raccolta differenziata «porta a porta» e alla realizzazione del parco «Qualità della vita». Non solo ambiente, ma anche produzioni agroalimentari tipiche, come attesta l’istituzione del marchio di qualità De.Co. per sei prodotti espressione del territorio: la ciliegia (eletta la «più bella d’Italia 2016)»; l’olio extra vergine d’oliva; la «pitta liscia» (prodotto da forno della tradizione); la sopressata; la salsiccia e il filettuccio. In definitiva un mix equilibrato tra ambiente, storia e cibo che fa del territorio comunale, coerentemente con i dettami del Premio Bandiera Verde Agricoltura, un modello vincente e sostenibile di sviluppo.

Comune di Umbertide (Pg)

Fin dalle sue origini, Umbertide ha considerato il suo territorio ambientale ed agricolo un bene da salvaguardare e valorizzare, una risorsa preziosa per garantire uno sviluppo locale eco-sostenibile. In quest’ottica, il Premio Bandiera Verde Agricoltura ben si coniuga con le attività e le iniziative portate avanti negli anni dal Comune. La cultura ambientale sul territorio, si è sviluppata in parallelo con la nascita e lo sviluppo di politiche orientate al risparmio energetico e alla gestione sostenibile dei rifiuti. Umbertide è stato uno dei comuni umbri precursori sul fronte della raccolta differenziata «porta a porta». Un primato importante che lo ha portato ad essere la realtà regionale sopra i 15 mila abitanti con la percentuale più elevata di raccolta, oltre il 70%. Sul fronte delle energie alternative, di pregio è la centrale idroelettrica sul Tevere, una struttura a basso impatto ambientale che produce energia pulita. Lo stesso Tevere, da sempre una delle principali risorse territoriali, è stato al centro di un progetto di recupero e valorizzazione. Sempre nell’ottica della sostenibilità ambientale, il Comune ha, approvato il Piano di azione locale per l’energia sostenibile. E poi agricoltura e prodotti tipici, con le specificità locali distribuite il sabato mattina presso il Mercato della Terra e con importanti iniziative di valorizzazione delle ricette tradizionali (ad esempio il calendario storico interamente dedicato alla cucina ed iniziative come «Gusta la cultura»).

Comune di Castel del Piano (Gr)

Situato sulle propaggini collinari occidentali del massiccio montuoso del Monte Amiata, Castel del Piano, le cui prima testimonianza storica è datata nell’anno ‘890, si estende su un territorio che rappresenta un grande spazio di natura, pieno di ricchezza e varietà. Dalle foreste di abete delle zone più alte, ai castagni, fino agli oliveti e alle prime vigne collinari. In quest’habitat, è l’agricoltura a rappresentare una delle principali leve di sviluppo. In primo luogo, l’olio d’oliva ricavato da olive autoctone di diverse qualità che crescono in un ambiente ideale e, tra cui, spicca «l’olivastra Seggainese» che ha dato origine all’olio Seggiano Dop. Una produzione, particolarmente radicata che può contare su un sistema variegato di frantoi: da quelli tradizionali a quelli più moderni e tecnologici che permettano la realizzazione di prodotti di elevato livello qualitativo. E poi il vino, con la Docg Montecucco (da cui il museo della vite e la strada del Vino Montecucco e dei sapori d’Amiata) ed altre eccellenze, come la Castagna Igp. Accanto a ciò, le azioni per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali come il Consorzio forestale dell’Amiata che gestisce il patrimonio boschivo comunale e la Certificazione di Gestione Forestale Sostenibile, uno dei più importanti sistemi di certificazione a livello mondiale. Infine, ma non meno importante, il progetto di promozione e sperimentazione dell’Agricoltura sociale denominato Amiata Responsabile, quale strumento per favorire la coesione sociale, la sostenibilità e la partecipazione nei processi di sviluppo locale. In definitiva, un progetto territoriale al cui interno si possono agevolmente rintracciare le linee guida ispiratrici Premio Bandiera Verde Agricoltura.

 

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