Museo Storico della Guardia di Finanza e Museo storico della Liberazione in vetrina su due nuovi francobolli

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Due musei, una funzione istituzionale per entrambi. Per il Museo Storico della Guardia di Finanza, che nel 2017 celebra l’80° anniversario, e per il Museo storico della Liberazione, nel 60° anniversario della fondazione, arrivano due francobolli che sottolineano il ruolo e il significato della loro presenza. Il primo è in circolazione dal 21 novembre, il secondo dal 23 novembre.

 

(TurismoItaliaNews) Inaugurato il 5 luglio del 1937, il Museo Storico della Guardia di Finanza è oggi attivo nella Caserma “Generale Sante Laria”, di piazza Mariano Armellini n.20. Eretto in Ente morale nel 1941, il Museo possiede una propria autonomia finanziaria, basata esclusivamente sui contributi volontari dei militari in servizio nel Corpo. Oltre a tramandare e salvaguardare la tradizione storica delle Fiamme Gialle d’Italia, la quale risale al lontano 1774, svolge compiti di studio e di ricerche storiografiche, assicurando le varie incombenze connesse con la conservazione dei beni museali d’interesse della Guardia di Finanza.

Aperto al pubblico è completamente gratuito, fornisce valido ausilio ai ricercatori e storici che vi si rivolgono, utilizzando la prestigiosa biblioteca e, soprattutto, l’archivio storico del Corpo. Il Museo dispone, infine, di proprie Sezioni che trattano argomenti tematici della storia della Guardia di Finanza, le quali si trovano distaccate presso le sedi di Predazzo (Museo della Scuola Alpina), di Gaeta (Museo della Scuola Nautica), di Pratica di Mare (Museo del Servizio Aereo) e di Orvieto (Museo dei Baschi Verdi).

Il francobollo – firmato da Fabio Abbati - raffigura in primo piano una giubba da ufficiale della Regia Guardia di Finanza e, sullo sfondo, delimitato in alto a destra da una banda tricolore, è riprodotto l’ingresso del Museo Storico della Guardia di Finanza in Roma. La tiratura è di quattrocentomila francobolli da 0,95 euro in fogli da ventotto. Il il bollettino illustrativo è a firma del generale di Corpo d’Armata Giorgio Toschi, comandante generale della Guardia di Finanza e del generale C.A. (ris) Flavio Zanini, presidente del Museo Storico della Guardia di Finanza.

E 60 fa anni fa, quasi in sordina, il Parlamento approvava la legge numero 277 “Istituzione in Roma di un Museo storico della Liberazione”, che sanciva uno stato di fatto, perché il Museo era stato già inaugurato il 4 giugno 1955 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi e dal ministro della pubblica istruzione Giuseppe Ermini e ora riceveva il riconoscimento di persona giuridica di diritto pubblico. All’origine della sua istituzione, la donazione effettuata il 15 giugno 1950, da Josepha di Brazzà in Ruspoli, allo Stato di “quattro appartamenti sovrastanti allo scantinato siti nell’ala destra al numero civico 145 del predetto stabile [in via Tasso], e precisamente quelli situati agli interni 2-4-6 ed 8 già occupati dai tedeschi invasori, vincolando la donazione sotto pena di revocabilità, alla condizione che siano adibiti perennemente ed esclusivamente a Museo Storico della lotta di Liberazione in Roma e che siano sottoposti a vincolo di inabitabilità”. Secondo la legge istitutiva, compito del Museo è quello “di assicurare al patrimonio storico nazionale la più completa ed ordinata documentazione degli eventi storici nei quali si concentrò e si svolse la lotta per la liberazione di Roma durante il periodo 8 settembre 1943 – 4 giugno 1944. Per realizzare tale fine il Museo cura la raccolta, la conservazione e l’ordinamento di cimeli, documenti e quanto altro valga a dare testimonianza ed a diffondere la conoscenza di quel glorioso periodo”.

Oggi chi visita il Museo passa da stanze con allestimenti su aspetti e temi della guerra e dell’occupazione nazista (bombardamenti, difesa di Roma, società in guerra, forme della repressione, uccisioni, deportazioni, ribellioni, ecc…) a sale nelle quali si ricordano eventi di particolare forza evocativa (strage di rappresaglia delle Fosse Ardeatine, esecuzioni di Forte Bravetta, strage de La Storta). Ma le emozioni più grandi vengono dalla lettura delle scritte – disperate, esaltanti, patriottiche, religiose, letterarie – dei prigionieri graffite sulle pareti delle celle di isolamento con chiodi delle scarpe e mozziconi di matita sfuggiti alla sorveglianza. Esse, con i segni sui muri della trasformazione in carcere (grate sulle porte, finestre murate, bocche di lupo, ecc…) e la presenza di pavimenti, parati alle pareti, impianti elettrici d’epoca, fanno dei locali non solo luoghi di esposizione, ma luoghi della memoria e della coscienza. Testimoni eloquenti di quella ribellione diffusa – armata sì, ma anche silenziosa e inerme – che espresse il rifiuto profondo e ininterrotto da parte della popolazione di Roma della occupazione totalitaria e omicida. Nel 2013 il Museo è stato indicato dal Comitato per le ricorrenze istituzionali della Presidenza del Consiglio per la realizzazione del Museo virtuale della Resistenza e della lotta di Liberazione in Italia, un portale web – Memoranea (www.memoranea.it) – che collega e presenta oltre 130 siti di musei ed altri luoghi italiani.

Il francobollo – firmato da Tiziana Trinca - raffigura un prigioniero ripiegato su se stesso, sullo sfondo di un muro dove è riprodotto, rielaborato graficamente, il logo del Museo storico della Liberazione: una finestra con le sbarre su cui campeggia la scritta “Via Tasso”. La tiratura è di seicentomila francobolli da 0,95 euro stampati in foglio da quarantacinque. Il bollettino illustrativo è a firma del professor Antonio Parisella, presidente del Museo storico della Liberazione.

Per saperne di più
Il sito del Museo storico della Liberazione
Il sito del Museo storico della Guardia di Finanza

 

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