Per Matera capitale europea della cultura un francobollo spento e inefficace: per fortuna la città è decisamente più vitale

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Eugenio Serlupini, Roma

Un gigantesco labirinto, dove i secoli e la storia si rincorrono senza posa. Conoscere questa città è come risalire il corso dei secoli alla ricerca dell’uomo che in essi si agita: dall’uomo della moderna civiltà all’uomo paleolitico, dall’abitato di una urbanistica d’avanguardia all’abitato preistorico, dalla politica economica della lotta per l’esistenza alla politica economica per migliorare tale esistenza.  E questa città è la Capitale europea della cultura 2019. Matera, ovviamente.

 

(TurismoItaliaNews) Arriva il francobollo per celebrare “la città dei Sassi” come Capitale europea della Cultura. Un dentello inspiegabilmente triste quando invece si sta celebrando la rinascita di questo straordinario centro della Basilicata. Ma tant’è: ultimamente l’Italia sforna francobolli che si fanno notare più per la loro banalità e bruttezza piuttosto che per la loro cura e originalità. Ma questo non inficia certo il soggetto, che per fortuna si sta rivelando ben più vivo di come lo ha visto chi ha scelto il bozzetto del valore postale (un panorama della città di Matera) stampato in due milioni e mezzo di esemplari, ai quali è stato assegnato il valore della tariffa B zona 1 corrispondente a 1,15 euro.

Il bollettino illustrativo dell’emissione postale del 4 marzo è stato affidato al sindaco Raffaello de Ruggieri, il quale sottolinea come “il titolo di Capitale europea della Cultura è il formale riconoscimento per la riottenuta dignità di Matera, uscita dalle nebbie e dalla subalternità e assurta ai vertici dell’attenzione mondiale. Per un comune impegnato nello sviluppo e nella crescita del territorio, la cultura non può essere un muto cimelio del passato, un’ostentazione, un evento. La cultura è risorsa, è conoscenza, è missione, è propellente sociale. Rappresenta un fattore essenziale nella crescita di una società, perché il livello della cultura si è rivelato sempre il centro nevralgico di ogni trasformazione sociale”.

“Sono state queste consapevolezze a ritmare la lunga marcia di Matera da luogo di subalternità a Capitale Europea della Cultura, perché il patrimonio culturale ha funzionato come motore educativo – aggiunge il primo cittadino - negli anni Cinquanta il cuore di Matera, i Sassi, era considerato una spenta e povera memoria incapace di trasformarsi in lievito di nuovi messaggi e di produrre nuova storia. La rigenerazione di questo luogo, il passaggio dalla vergogna all’orgoglio di appartenenza, dalla rassegnazione al protagonismo civico sono state le tappe di questa evoluzione culturale. Oggi la città ha acquisito la consapevolezza di rappresentare l’Italia in Europa e nel Mondo. Accoglieremo i visitatori col sorriso della fierezza. Questa responsabilità, questo traguardo, questo riconoscimento non può essere solo un fatto formale, dev’essere un fatto viscerale, impresso nella coscienza dei materani”.

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