Mezzo secolo fa la devastazione della Valle del Belìce: la “Stella” di Pietro Consagra sul francobollo che ricorda la tragedia

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Il cretto di Alberto Burri ovvero il cretto di Gibellina è sicuramente il testimonial più eclatante del terremoto che mezzo secolo fa ha sconvolto la Valle del Belìce. L’Italia ricorda quella tragedia attraverso un francobollo su cui è riprodotta la “Stella” di Pietro Consagra, il grandioso portale in acciaio che introduce alla cittadina di Gibellina progettato nel 1981 come simbolo della rinascita dopo il terremoto della Valle del Belìce, denominato anche “la Porta del Belìce” realizzata nel 1981.

 

(TurismoItaliaNews) Nel 2018 ricorre il cinquantesimo anniversario del tragico terremoto che ha colpito la Valle del Belìce, un violento sisma che, in una fredda notte d’inverno, rase al suolo interi paesi provocando morte (circa 400 vittime), distruzione delle case e cancellazione delle relazioni umane e delle geografie sociali. Al tremare incessante della terra, al dolore e alla morte è seguita la fase della ricostruzione delle città e la necessità di immaginare una nuova vita, desiderio di una vera “resurrezione” umana attraverso la bellezza che abita l’arte e la cultura, così come aveva intuito il grande scrittore siciliano Vincenzo Consolo: “Ma è anche il momento, dopo il terremoto, di non perdersi nel mare della disperazione e dell’annientamento. È il momento di ricominciare a costruire la storia. Ricostruire sulle pietre della consapevolezza e della ragione, e anche, perchè no?, sulle pietre della bellezza”.

La presentazione del francobollo in circolazione dal 16 maggio è stata affidata al critico d’arte Tanino Bonifacio, coordinatore del Comitato scientifico del 50° anniversario del terremoto della Valle del Belìce, il quale nel Bollettino illustrativo sottolinea come “l’emissione di questo francobollo costituisce un ulteriore e importante momento di riconoscimento e di divulgazione dell’identità culturale della terra del Belìce, evento di comunicazione dal forte significato etico che rinsalda la memoria collettiva di un popolo che ha superato il lutto e guarito ferite dolorose. Un francobollo per celebrare la bellezza della storia del Belìce attraverso la riproduzione grafica di quell’emozionante icona che è la ‘Stella di Gibellina’, scultura in acciaio inox realizzata a Gibellina nel 1981 dal maestro Pietro Consagra (Mazara del Vallo 1920-Milano 2005).

Un’ opera che è segno e simbolo di rinascita di tutti i paesi del Belìce, scultura contemporanea che suggerisce, nel suo significato iconologico, il sentimento della speranza e il desiderio di futuro”. La “Stella di Gibellina” è rappresentata iconograficamente nel francobollo come stele della memoria viva, come quinta scenica che si innalza nell’azzurro del cielo e separa un “prima” e un “dopo” terremoto: prima le case dell’antica Valle costruite con pietra precaria e povera, ma ricca di dignità, pietra come scrigno dei valori umani; poi i segni del dramma, i ruderi intrisi di profumi familiari, testimoni silenziosi di affetti perduti.

Nel francobollo commemorativo la “Stella di Gibellina” diventa la stella polare nel cielo del Belìce che orienta il viaggiatore e indica al viandante il suo peregrinare alla scoperta delle tracce luminose della Storia che sostano nei paesi della Valle. La “Stella” di Pietro Consagra è “porta”, varco per un transito fisico e simbolico nella vita dei territori del Belìce, luoghi disseminati di segni di creatività umana che indicano approdi felici in porti rassicuranti pieni di bellezza naturale e culturale. A mezzo secolo da quella tragica notte del 14-15 gennaio 1968, che vide aprirsi nel seno della Terra il buio dell’inferno e il demone della paura, la Valle del Belìce oggi è diventata una terra che quotidianamente crea, semina, custodisce il fiore imperituro e vitale della Bellezza umana.

I Comuni della Valle del Belìce
Provincia di Agrigento: Menfi, Montevago, Sambuca di Sicilia, Santa Margherita di Belìce.
Provincia di Trapani: Calatafimi-Segesta, Gibellina, Partanna, Poggioreale, Salaparuta, Salemi, Santa Ninfa, Vita.
Provincia di Palermo: Bisacquino, Camporeale, Campofiorito, Chiusa Sclafani, Contessa Entellina, Corleone, Giuliana, Monreale, Roccamena.

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