Jacopo Tintoretto, il ciclo della Passione di Venezia è la scelta inevitabile per il francobollo del quinto centenario

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Eugenio Serlupini, Venezia

E’ uno dei punti culminanti per l’opera dell’artista e per la pittura veneta rinascimentale: è il ciclo della Passione dipinto da Jacopo Tintoretto per la Sala dell’Albergo della Scuola Grande di San Rocco, a Venezia. Il suo Crocifisso è dunque il soggetto scelto per il francobollo che l’Italia dedica all’artista in occasione del quinto centenario della nascita. Emissione il 29 aprile 2019.

 

(TurismoItaliaNews) Venezia è l’alfa e l’omega di Jacopo Robusti, come si chiamava al secolo: qui è nato nel 1519 e qui è morto nel 1594. Nella Scuola Grande di San Rocco la vasta tela della Crocifissione realizzata nel 1565 occupa l’intera parete di fronte all’ingresso della sala ed è firmata “MDLXV Tempore Jacobus Tintorectus Facebat”. Pagata 250 ducati, ebbe subito grande fama presso i contemporanei, che ravvisavano nell’opera la risposta veneta ai grandi pittori romani, tra cui Michelangelo, fu apprezzato dagli artisti successivi: i Carracci, il Greco, Rubens, Van Dyck, Pollock, Vedova... e studiato da letterati come Ruskin, Sartre e molti altri. Tintoretto si impegnò per un anno nell’impresa, come dimostrano i disegni preparatori conservati in molti musei del mondo e correggendo sovente le figure e i ritratti che aveva composto.

Venezia, la Scuola Grande di San Rocco

Nella Scuola Grande di San Rocco la vasta tela della Crocifissione realizzata nel 1565 occupa l’intera parete di fronte all’ingresso della sala

“La grande scena orizzontale – spiega Franco Posocco, Guardian Grando della Scuola - ha il suo asse nel Cristo crocifisso che domina una folla di circa 100 persone, vestite alla orientale a destra e alla occidentale a sinistra di chi guarda. Il cielo plumbeo e l’ambiente autunnale descrivono un momento tragico, nel quale ad un Gesù ancora in vita, corrispondono i due ladroni: a sinistra quello già crocifisso mentre sta per essere sollevato, a terra sulla destra il secondo, raffigurato nel momento in cui viene legato alla croce. Al tumulto della folla sembrano partecipare i cavalieri, che emergono da un fondale di desolazione e sgomento, segnato dal vento e dalla tempesta. La novità della composizione consiste infatti nell’aver raffigurato un avvenimento ancora in corso, non già dopo la sua conclusione, come nella pittura precedente. Per questo lo spettatore si sente attirato nella tragedia, partecipe del suo farsi tumultuoso. Da questo, oltre che dall’atteggiamento dei singoli personaggi e dall’intreccio delle masse, deriva la vivacità del racconto che si svolge nel tempo, come in un film, dove ogni recitazione singola viene personalizzata e diventa rappresentazione teatrale”.

La luce livida e irreale in cui sono immersi gli astanti sembra illuminare particolarmente il gruppo delle “Marie”, che in forma di piramide, si accostano tra loro a sostenere la croce del Giusto morente. Si tratta di una narrazione straordinariamente complessa, nella quale sono individuate e raffigurate diverse persone contemporanee coinvolte dal pittore nella vicenda, tra cui, secondo la tradizione: l’Aretino nel cavaliere di destra e forse sé medesimo nella figura dell’uomo barbuto che guarda il Crocifisso. Le diagonali, rappresentate dalle funi e dalla geometria lineare delle croci, sottendono una complessità prospettica, dove i punti di fuga imprimono una rotazione all’impianto compositivo, che si distende per muoversi attorno all’asse centrale della croce di Cristo. E’ lo spazio dell’epoca barocca, che comincia a farsi sentire.

Venezia, la Scuola Grande di San Rocco

Venezia, la Scuola Grande di San Rocco

A ciò si aggiunga che la figura del Salvatore, raffigurata giustamente nel francobollo, è segnata dalla particolare cura del pittore, che la fa emergere dalle tenebre, sia per la dimensione ingrandita, che per la qualità del corpo, esempio “dell’uomo nuovo” presentato nel Vangelo. Questo messaggio cristologico è infatti l’obiettivo spirituale della Scuola, che ha ordinato l’opera e dell’artista, che l’ha eseguita, in conformità alla ortodossia cattolica, come ribadita dal Concilio di Trento, chiuso qualche anno prima (1563).

Il francobollo emesso dall’Italia - appartenente alla serie tematica “Il Patrimonio artistico e culturale italiano” - ha il valore della tariffa B pari a 1,10 euro e una tiratura di seicentomila esemplari in fogli da ventotto.

Venezia, la Scuola Grande di San Rocco

Venezia, la Scuola Grande di San Rocco

Il luogo. La Scuola Grande di San Rocco è una Confraternita di laici fondata nel 1478. La profonda venerazione popolare nei confronti di san Rocco, la cui reliquia era già in possesso della Confraternita sin dal 1485, contribuì alla sua forte crescita fino a divenire la più ricca Scuola della città. Fu allora che si decise di edificare la nuova imponente sede monumentale chiamando poi il Tintoretto a dipingervi il suo più famoso ciclo pittorico con episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento. E' l’unica delle antiche Scuole Grandi ad essere sopravvissuta alla caduta della Repubblica ed è un luogo eccezionale dove oltre 60 dipinti sono conservati nella loro collocazione originaria in un edificio che dalla sua costruzione non ha quasi subito modifiche. Oggi il sodalizio è ancora attivo e persegue ancora gli antichi compiti caritativi, oltre a curare il suo notevolissimo patrimonio artistico.

Il sito ufficiale della Scuola Grande di San Rocco

In apertura: il francobollo italiano con l’opera “Il miracolo dello schiavo” di Jacopo Robusti detto Tintoretto

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