Molto più che folclore: i costumi tipici della Svizzera escono dal Museo per diventare francobolli

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Vantano una lunga tradizione e si caratterizzano per una diversità straordinaria, tanto da essere giustamenti considerati un patrimonio culturale prezioso del Paese. Sono i costumi tipici svizzeri, ai quali Berna dedica quattro francobolli stampati in blocco speciale in circolazione dal 5 settembre 2019.

 

(TurismoItaliaNews) “Il Museo nazionale svizzero possiede un patrimonio straordinariamente ricco di costumi storici, il cui nucleo originario è costituito dai lasciti della studiosa di costumi tradizionali Julie Heierli – spiegano dalle Poste elvetiche presentanto l’omaggio filatelico - di questa collezione, l’atelier bernese Müller Lütolf, che vanta una grande esperienza in materia filatelica, ha raffigurato su carta quattro diversi esemplari”.

Molto più che folclore: i costumi tipici della Svizzera conservati al Museo nazionale escono per diventare francobolli

Lötschental: un costume così come veniva indossato fino al XIX secolo nella Lötschental vallesana. Una caratteristica sono le maniche rosse che arrivano fino ai gomiti; sotto si indossava una camicia. Tipicamente, il costume va integrato con una coroncina da portare in testa. Il grembiule è costituito da un tessuto in cotone stampato.

Friburgo: un abito tradizionale da processione del XIX secolo. Oltre alle maniche voluminose, si caratterizza per il tipico, grande amuleto, detto «Ginge». Questo costume è utilizzato ancora oggi a Düdingen, Tafers e Heitenried nell’ambito della tradizione delle «Kränzlitöchter»: le ragazze non sposate lo indossano con elaborati ornamenti per il capo, detti «Schapel».

Valle Verzasca: un abito tradizionale domenicale come quello che si indossava ancora nella Valle Maggia agli inizi del XIX secolo. Come tutti i costumi tradizionali, anche questo era ispirato alla moda del tempo. Di conseguenza presenta la tipica vita alta in stile impero, che inizia sotto il seno.

Engadina: questo abito tradizionale risale al tardo XVIII secolo. Dal momento che è anch’esso ispirato alla moda del tempo, lo si definisce «costume rococò» grigionese. Insieme a questi abiti, realizzati ancora oggi, non può mancare il «Capadüsli», il copricapo tradizionale. Il mondo degli abiti tradizionali della regione è documentato e curato dalla Federazione grigionese dei costumi.

Gli abiti catalogati da Julie Heierli (1859–1938) nella sua opera in cinque volumi «Die Volkstrachten der Schweiz» («I costumi popolari della Svizzera») risalgono all’epoca precedente al cosiddetto rinnovamento dei costumi: negli anni 30 del secolo scorso i costumi tipici del Paese sono stati rinnovati e standardizzati dalla Federazione svizzera dei costumi.

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