I tesori del Parco nazionale dell’Alta Murgia: dalle miniere di bauxite di Spinazzola, al Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina

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Eugenio Serlupini, Bari / Puglia

E’ davvero un invito esplicito a visitarlo per scoprire le tante meraviglie, percorrendone gli itinerari tra bellezze naturali, architetture rurali, reperti archeologici e sapori enogastronomici. Il Parco dell’Alta Murgia, in Puglia, con i suoi tesori è il protagonista della nuovissima serie di francobolli italiani dedicati a una vera e propria eccellenza del nostro Paese. “Suggerisco di esplorarlo con lentezza e in silenzio, per coglierne tutta la ricchezza possibile” dice il presidente del Parco Nazionale, Francesco Tarantini.

 

(TurismoItaliaNews) Un’area naturale protetta di otre 68mila ettari di territorio esteso sulla parte più elevata dell'altopiano delle Murge, nelle province di Bari, Barletta-Andria-Trani: è questo il Parco Nazionale dell'Alta Murgia, il cui paesaggio è il risultato della lunga e costante presenza dell'uomo: dell’imperatore, del contadino, del pastore, del boscaiolo che insieme al clima hanno delineato la struttura di uno dei luoghi più singolari dell'area mediterranea. Proprio alcuni dei luoghi più suggestivi finiscono adesso in vetrina attraverso i cinque francobolli stampati in versione foglietto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e in circolazione dal 24 maggio: la Cava Pontrelli, la Grotta di Lamalunga, le miniere di bauxite di Spinazzola, il Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina.

I cinque francobolli in circolazione dal 24 maggio: la Cava Pontrelli, la Grotta di Lamalunga, le miniere di bauxite di Spinazzola, il Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina

Le miniere di bauxite

“Sinuosa e brulla, l’Alta Murgia è unica per la straordinaria ricchezza di siti geologici che ne fanno un paesaggio millenario e dal fascino selvaggio. La sua storia racconta di antiche civiltà che hanno lasciato testimonianze concrete del loro passaggio e visibili in molte delle forme ipogee ed epigee che impreziosiscono il territorio. Visitare il Parco Nazionale dell’Alta Murgia si rivela un viaggio lungo la storia della terra, a partire dall’età dei dinosauri” sottolinea il presidente Francesco Tarantini. Modellati dall’azione dei venti e delle piogge, questi cinque tesori fanno dell’Alta Murgia un elemento di geodiversità unico nel panorama mondiale, a cominciare da Cava Pontrelli sulla cui superficie sono impresse oltre 25.000 impronte di dinosauri vissuti all’incirca 85 milioni di anni fa, ad oggi ben conservate e visibili. Il viaggio lungo la storia della terra prosegue nella Grotta di Lamalunga, che custodisce i resti scheletrici di un esemplare antichissimo dell’Uomo di Neanderthal vissuto tra 130.000 e 190.000 anni fa, incastonati nelle concrezioni calcaree di un cunicolo sotterraneo. Il famoso reperto è oggetto di studio a livello mondiale.

“Eccezionalmente scenografiche sono le Miniere di Bauxite, che attraggono visitatori da ogni parte per le vivaci sfumature dei depositi di terra rossa – spiega ancora il presidente del Parco Nazionale dell’Alta Murgia - scoperte all’inizio degli anni Trenta, tra gli anni Cinquanta e gli Ottanta furono sfruttate per estrarre minerali e ricavarne l’alluminio, diventando nel tempo una forma incantevole di archeologia industriale. Il carsismo che ha modellato il territorio è visibile in particolare osservando il Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina, due tra le più grandi doline da crollo che abbiamo in Italia, originate dalla forza dell’acqua che ha formato profonde cavità nel terreno. Il Pulo custodisce all’interno grotte che si aprono lungo le pareti, secondo studi frequentate da ominidi tra il paleolitico e l’età del bronzo. Entrambe le doline catturano oggi visitatori alla ricerca di antiche tracce, escursionisti e speleologi curiosi di conoscere l’evoluzione di un territorio”.

I tesori del Parco nazionale dell’Alta Murgia: dalle miniere di bauxite di Spinazzola, al Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina

I tesori del Parco nazionale dell’Alta Murgia: dalle miniere di bauxite di Spinazzola, al Pulo di Altamura e il Pulicchio di Gravina

Ma il Parco Nazionale dell’Alta Murgia non racconta solo di geodiversità, anche di biodiversità e di ruralità. La bellezza dei siti geologici si accompagna al silenzio dei pascoli, dei campi ricamati da muretti a secco e dei manufatti rurali, custodi di un legame antico tra l’uomo e la terra. Qui ogni elemento si intreccia con l’attività di contadini e pastori che hanno costruito jazzi, specchie, neviere, chiese rupestri e maestose masserie, che sorgono sui tratturi della transumanza. “Oggi il Parco ha un obiettivo ambizioso: entrare nella rete mondiale dei Geoparchi Unesco, che comprende 161 territori impegnati nel promuovere siti e paesaggi di valore geologico internazionale, valorizzando forme di fruizione sostenibili. L’emissione di cinque francobolli è un’illustre conferma del lavoro che si sta portando avanti nella valorizzazione della geodiversità del Parco” chiosa Francesco Tarantini.

E va aggiunto che il paesaggio del Parco nazionale non è mai statico, gli scenari cambiano drasticamente ad ogni stagione: in primavera è possibile osservare nel verde intenso dei campi di grano o dei pascoli rocciosi le brillanti fioriture dei tulipani selvatici, dei gladioli e delle orchidee, la delicata colorazione della traslucida stipa delle fate in fiore si associa al rosa dell'asfodelo o al giallo della possente ferula, mentre nel cielo sfrecciano balestrucci e falchi. In autunno ciclamini e colchici colorano le nude pietre dei costoni rocciosi e dei numerosi muri a secco, mentre in inverno i frutti rossi del biancospino e blu del prugnolo colorano le plumbee e nebbiose giornate.
I cinque francobolli emessi dal ministero dello Sviluppo Economico appartengono alla serie tematica “il Patrimonio naturale e paesaggistico”, con valore della tariffa B pari a 1,10 euro per ciascun dentello; la tiratura è di duecentomila esemplari di foglietti, pari a un milione di francobolli.

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