Maranola, il piccolo borgo firma il Natale d’Italia con un francobollo d’autore: il presepe medievale diventa simbolo nazionale
Eugenio Serlupini, Roma
Il Buon Natale dell’Italia parte da Maranola di Formia, il piccolo borgo medievale in provincia di Latina che ospita dal sedicesimo secolo uno straordinario presepe, opera di un artigiano pugliese che trascurò lo schema partenopeo ad un solo piano, puntando sull'altro, molto diffuso nella sua terra, a piani sovrapposti. Questa opera d’arte è stata scelta per raffigurare il francobollo in circolazione da oggi per la tradizionale serie celebrativa della festa più amata dell’anno. E c’è anche un secondo dentello, stavolta a soggetto “laico”: un simpatico Babbo Natale con renna al seguito.
(TurismoItaliaNews) I due francobolli emessi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e distribuiti da Poste Italiane, “dedicati al Natale e al Santo Natale” (è specificato nella comunicazione ufficiale, per evidente par condicio tra fedeli e non) hanno il valore della tariffa B per la zona 1, equivalente a 1,35 euro per ciascun francobollo. La tiratura annunciata è per entrambi i dentelli postali di duecentocinquantamilaventi esemplari stampati in rotocalcografia dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato Spa. I bozzetti sono firmati rispettivamente da Glenda Alla della Scuola dell’Arte della Medaglia, e dal Centro Filatelico dell’Officina Carte Valori e Produzioni Tradizionali del Poligrafico.
Quella del Presepe in terracotta policroma di Maranola, è considerata una tecnica geniale per distanziare ed allontanare nel tempo da Gesù Bambino episodi successivi alla sua nascita: l'adorazione dei pastori e l'arrivo dei Magi. “La cappella del presepe di Maranola – spiegano Gianluca Taddeo, sindaco di Formia, e Pasquale Pellegrino, segretario del Circolo filatelico-numismatico “M.T. Cicerone” - è situata a sinistra dell’ingresso della chiesa di Santa Maria ad Martyres di cui si hanno notizie certe fin dall'anno 1491. Il presepe è diviso orizzontalmente in due piani: in basso la Sacra Famiglia con il bue e l’asinello, in alto il paesaggio con tutti gli altri personaggi. Nello sfondo della grotta, la cui volta funge da capanna e da base per il paesaggio, una recente pittura a tempera rappresenta, in modo artigianale, probabilmente Betlemme; al di sotto vi era un precedente affresco di cui restano tracce”.
I colori originali delle figure sono stati ricoperti successivamente, infatti il manto della Vergine, oggi azzurro, nella parte non visibile reca le tracce di una precedente doratura. La volta e le pareti della parte superiore mostrano dipinti sul fondo blu del cielo, con stelle dorate, la Sibilla delfica ed i profeti. I personaggi, a carattere popolare, modellati nella creta e colorati solo nella parte visibile, sono caratteristici e ripetono sembianze locali: una donna nel tipico costume paesano che sorregge un neonato, porta sulla testa un cestello di vimini con pezzi di formaggio fresco di forma cilindrica, tipici tuttora della zona; un pastore rivestito di saio fratesco (forse simbolico di un voto) che sorregge con la mano destra una zampogna e con la sinistra si fa schermo, forse per osservare l’angelo dell’annuncio o la stella (è la cosiddetta "meraviglia" comune in molti presepi meridionali), al braccio porta infilato un "tortano”, pane a forma di ciambella, antichissimo uso di panificazione della zona che giunge fino ai giorni nostri; a destra uno zampognaro, che indossa anch’esso un saio, è seduto sulla roccia in un atteggiamento che lo fa supporre parte di un gruppo scomparso.
Sulla sinistra incede la cavalcata dei Magi, che l’autore fa scendere da gradoni fin quasi sulla grotta; tutti indossano armature e corona, sorreggendo i doni con le mani ricche di anelli. Come sfondo si vedono delle mura turrite in rilievo, terminanti con due maschi rotondi: forse, nell’intenzione dell’artigiano, il castello di Erode.