Non chiamatele “isole minori”: Montecristo, Ventotene, Licosa, Tremiti, Lampedusa, Caprera e Murano sono la Grande Bellezza italiana

Stampa
images/stories/puglia/IsoleTremiti_SanNicola03.jpg

 

di Eugenio Serlupini, Roma

Che estate sarebbe senza le vedute pittoriche dentellate che promuovono il Bel Paese nel mondo mostrando i luoghi più iconici? Isole, nella fattispecie. Sono proprio loro gli alfieri del turismo filatelico targato 2026 che l’Italia manda in pista dal 18 giugno con l’emissione di 7 francobolli che immortalano scorci di Montecristo, Ventotene, Licosa, Tremiti, Lampedusa, Caprera e Murano. Qualcuno le chiama “isole minori”, ma perché? Sono gioielli meravigliosi che esprimono al meglio il concetto di Grande Bellezza del nostro Paese.

 

(TurismoItaliaNews) L’impostazione grafica è la medesima: una cornice arricchita da un nastro da un tricolore a simboleggiare le bellezze paesaggistiche italiane: al centro le peculiarità di ciascuna delle Isole celebrate. I dentelli postali emessi dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e distribuiti da Poste Italiane sono un omaggio autentico a Montecristo, Ventotene, Licosa, Tremiti, Lampedusa, Caprera e Murano, i cui bozzetti sono firmati da Emanuela L’Abate, Claudia Giusto, Santo Errico, Matias Hermo, Tiziana Trinca ed Eleonora Curti per la serie tematica “Il patrimonio naturale e paesaggistico”. Eccoli nel dettaglio.

Non chiamate “isole minori”: Montecristo, Ventotene, Licosa, Tremiti, Lampedusa, Caprera e Murano sono la Grande Bellezza italiana

Montecristo

Raffigura l’Abbazia di San Mamiliano, Riserva naturale Biogenetica presidiata dal Reparto Carabinieri Biodiversità di Follonica e inserita nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano e nella Riserva della Biosfera Unesco Isole di Toscana. Sullo sfondo appare uno scorcio della splendida spiaggia di Cala Maestra, con acque cristalline che sfumano dal turchese al blu profondo. L’ambientazione è ulteriormente definita dalla tipica macchia mediterranea dell’isola e dalla presenza della capra selvatica di Montecristo.
“Ogni anno soltanto 2.000 persone possono visitarla, previa prenotazione online dell’escursione organizzata dall’Ente Parco in collaborazione con i Carabinieri per la Biodiversità di Follonica - spiega Matteo Arcenni, commissario straordinario del Parco Nazionale Arcipelago Toscano - i visitatori possono ammirare, oltre alla spettacolare natura selvaggia, i resti del Monastero di San Mamiliano, la Grotta del Santo con gli ex voto, la Villa Reale adibita ad area museale, un museo naturalistico multimediale e un orto botanico. Montecristo è un’isola dove la natura domina incontrastata e dove le Guide specializzate e i militari del Raggruppamento Carabinieri per la Biodiversità accompagnano i visitatori nei luoghi più suggestivi tra panorami di rara bellezza, eccellenze naturalistiche e tracce della storia”.

Montecristo

Ventotene

Una panoramica dall’alto dell’isola, parte dell’arcipelago delle isole Pontine, Area Marina Protetta e Riserva Naturale Statale “Isole di Ventotene e Santo Stefano”, con il suo caratteristico borgo affacciato sul mare, composto da case dai colori pastello che degradano dolcemente verso il porto. Intorno, le acque del Tirreno l’avvolgono, mentre lungo la costa si distinguono moli, imbarcazioni e insenature rocciose.
“Le isole di Ventotene e Santo Stefano – spiega il sindaco Carmine Caputo - emergono nel cuore de Tirreno come scrigni di storia, natura e memoria. Ventotene, antica Pandataria romana, conserva tracce imperiali riconoscibili nel porto romano, le cisterne, le peschiere, la Villa Giulia; oggi affascina con il borgo marinaro borbonico che crea un’atmosfera autentica fatta di vicoli, mare cristallino e tradizioni marinare. Qui nacque anche il celebre Manifesto di Ventotene per un’Europa Libera ed Unita, simbolo dell’idea europea. Poco distante, Santo Stefano custodisce l’imponente carcere borbonico a pianta circolare, luogo di detenzione di patrioti e intellettuali. Le due isole, parte di una riserva naturale e marina protetta, offrono paesaggi vulcanici, fondali ricchi di vita e rotte amate dagli uccelli migratori, meta ideale per un turismo sostenibile e culturale”.

Ventotene

Licosa

In primo piano si distingue il faro di Punta Licosa, che sorge sull’omonima isola del comune di Castellabate, nell’Area Marina Protetta Santa Maria di Castellabate. La struttura emerge nel contesto naturale circostante, caratterizzato dal mare e dal profilo dell’isola, illuminati dalla luce del giorno che ne esalta i colori e le forme.
“Nel Comune di Castellabate – evidenzia il sindaco Marco Rizzo - la suggestiva Punta Licosa rappresenta uno dei luoghi più identitari del Cilento, dove natura, mito e storia si fondono in perfetta armonia. Il suo nome richiama la sirena Leucosia che, secondo la tradizione, tentò invano di ammaliare Ulisse nel suo viaggio narrato nell’Odissea di Omero. Il promontorio, avvolto dalla macchia mediterranea e segnato dalla roccia flysch del Cilento, custodisce rovine seicentesche e preziose testimonianze archeologiche di epoca greca e romana. L’isola di Licosa, un tempo unita alla terraferma, conserva tracce di antichi insediamenti ed è habitat della rara Lucertola azzurra di Licosa. Un paesaggio unico, simbolo di memoria, identità e bellezza senza tempo.

Punta Licosa

Le isole Tremiti

Una distesa di mare limpido da cui emerge l’arcipelago delle isole Tremiti, parco Nazionale del Gargano, in Puglia; sullo sfondo, quasi sospesa nella quiete, appare l’isola madre dell’arcipelago, San Nicola, con la sua imponenza di fortificazioni e resti dell’antico castello, adagiati tra il verde della vegetazione e il blu dell’orizzonte.
“La tradizione le lega all’eroe omerico Diomede, che qui avrebbe trovato sepoltura, consegnando alle isole un fascino che attraversa i secoli – racconta il sindaco Annalisa Lisci - oggi le Tremiti custodiscono un patrimonio naturale e paesaggistico di straordinaria bellezza: acque cristalline, coste scolpite dal mare, grotte suggestive e fondali ricchi di biodiversità, insieme al valore storico e culturale dell’Abbazia di Santa Maria a Mare, simbolo della nostra comunità”.

Isole Tremiti

Lampedusa

Una veduta dall’alto della Spiaggia dei Conigli, situata sull’isola nell’Area Marina Protetta e nella Riserva Naturale Orientata, autentica perla del mediterraneo famosa per le sue acque cristalline e la sabbia dorata. La spiaggia è incorniciata da dune, macchia mediterranea e scogliere, che contribuiscono a creare un paesaggio selvaggio e incontaminato.
“Lampedusa è terra di alto mare, isola di luce e di vento nel cuore del Mediterraneo sottolinea il sindaco del Comune di Lampedusa e Linosa, Filippo Mannino - qui il mare non è confine, ma vita: lavoro, cultura, memoria e orizzonte di futuro. Le sue coste, le acque trasparenti, la Spiaggia dei Conigli e l’Isola dei Conigli raccontano un patrimonio naturale unico, custodito dall’impegno quotidiano di una comunità che conosce il valore della tutela e dell’accoglienza. Attorno all’arcipelago delle Pelagie vivono ecosistemi preziosi, praterie di Posidonia oceanica, tartarughe Caretta caretta, delfini e specie marine di grande rilievo. Il francobollo dedicato a Lampedusa celebra questa identità profonda: non una periferia, ma un luogo centrale del Mediterraneo, punto d’incontro tra rotte, popoli, natura e civiltà. Da queste isole nasce una visione del mare come bene comune, spazio di relazione e futuro condiviso”.

Lampedusa

Caprera

Raffigura la spiaggia del Relitto, nel cuore del Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena: una baia incantevole, avvolta da una fitta vegetazione mediterranea. La spiaggia deve il suo nome ai resti di un antico motoveliero, naufragato nel 1955 a causa di un incendio, ancora visibili sulla riva. Il candore quasi abbagliante della sabbia bianchissima e finissima crea un suggestivo contrasto con le intense sfumature del mare, limpido e cristallino.
Caprera è tra le più rappresentative del patrimonio naturale italiano, caratterizzata da coste frastagliate, acque cristalline e una rigogliosa macchia mediterranea. Il suo nome è legato alla figura di Giuseppe Garibaldi, che qui trascorse gli ultimi anni della sua vita; la sua dimora, oggi museo, costituisce un importante riferimento storico e culturale. Inserita nel Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena, Caprera è un esempio significativo di equilibrio tra tutela ambientale e memoria storica.

Murano

Murano

Un suggestivo scorcio di Murano, attraversato da un canale su cui si affacciano antichi palazzi e un ponte in pietra che collega le due rive. In primo piano è visibile una piccola imbarcazione ormeggiata. Sulla destra si distingue la basilica dei Santi Maria e Donato, tra i più importanti monumenti religiosi in Italia, capolavoro romanico e testimonianza della storia dell’arte meranese.
”Murano è conosciuta nel mondo come l’Isola del vetro. Le sue radici affondano nel Medioevo: già nel 982 un documento veneziano cita Domenicus fiolarius, Domenico il vetraio (fiola è la bottiglia), testimoniando l’antichità di una tradizione destinata a diventare simbolo universale – dice il sindaco Luigi Brugnaro - il vetro è la grande forza evocatrice di Murano: materia fragile e potentissima, memoria antica e insieme futuro possibile dell’isola. È una tradizione assoluta per Venezia, un patrimonio che parla di bellezza, ingegno, lavoro e identità, e che continua a rappresentare la nostra città nel mondo”.

I francobolli, relativi alla tariffa B, sono stati realizzati in una tiratura di centottantamiladodici esemplari per ciascun soggetto, distribuiti in fogli da quarantacinque.

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...