Benevento, Arco di Traiano: la pietra tutta da leggere

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Eretto per celebrare il prolungamento della Via Appia da Benevento a Brindisi, è una della straordinarie testimonianze di epoca romana costruita tra il 114 e il 117 dopo Cristo dedicata all’imperatore Traiano. E’ l’Arco di Benevento, un autentico libro aperto di pietra che narra – attraverso scene in rilievo – le azioni di buongoverno del princeps e opere di pace. Ma anche molto altro. E dal 9 settembre 2011 questo monumento è diventato pure francobollo.

 

(TurismoItaliaNews) Tecnicamente l'Arco è ad un solo fornice e fu eretto a Benevento per commemorare l'apertura della via Appia Traiana che accorciava il cammino da Roma a Brindisi. Serrato in mezzo alle mura cittadine, l'Arco divenne una porta d'accesso alla città e per la sua imponenza fu chiamato Port’Aurea.

Il lato dell’Arco verso la città comprende opere e scene di pace e di benemerenze civili; quello verso la campagna scene militari o connesse all'attività dell'imperatore nelle province; le scene che ornano il fornice ricordano i rapporti dell'imperatore con la stessa città di Benevento.

Su ciascun pilone vi sono tre rilievi, di cui uno sull’attico a lato dell’epigrafe commemorativa e due accanto al fornice, separati fra loro da bassi pannelli con vittorie tauroctone e figure amazzoniche; in quelli verso l'interno - dal basso in alto e da destra a sinistra - un “adventus” di Traiano; il suo accoglimento da parte del Senato, del Popolo romano e dell’“ordo equester”; Traiano al Foro boario, luogo tradizionale per l'annona del popolo romano; Traiano procede al dilectus italico; nuovo “adventus” di Traiano ed il suo accoglimento da parte della triade capitolina.

Benevento

E’ la città delle cinque “C”: è famosa infatti per i cardoni, le cipolle, le cervellate, le corde e la cupéta, cioè il torrone; delle streghe e di tanta storia. Fondata secondo la leggenda da Dio-mede, la città, chiamata allora Maleventum, entra nella storia nel 314 avanti Cristo quale centro fiorente del Sannio meridionale. Conquistata dai Romani, fu chiamata Beneventum dopo la sconfitta inflitta a Pirro nel 275 a.C. e divenne centro importante per il traffico sulla Via Appia.

Sulle sue origini una importante documentazione è custodita nel Museo del Sannio (manufatti preistorici, reperti sannitici, statue egizie, oltre che sculture medievali, ceramiche di Cerreto Sannita, dipinti). Anche della dominazione romana Benevento conserva importanti testimonianze: oltre all’Arco di Traiano, il Teatro Romano, costruito da Adriano e ingrandito da Caracalla tra il 200 e il 210 dopo Cristo, monumentale costruzione a emiciclo tra le più rappresentative dell’arte romana, capace di contenere fino a 20.000 spettatori. E anco-ra: il Ponte Leproso, che dava accesso alla città, e l'Obelisco egizio voluto nell'88 d.C. da Domiziano. Del periodo medievale, che vide la città dominio dei Longobardi, feudo papale, terra di Federico II e colonia angioina, è imponente la Rocca dei Rettori, costruita sul modello di quelle di Avignon e Carcassonne.

Leggere le sculture è suggestivo e impressionante per la mole di informazioni che hanno tramandato nei secoli: sulla facciata opposta, dal basso in alto e da destra verso sinistra, si individuano la concessione della “civitas” ai veterani sistemati nelle colonie di confine; la “receptio” in fidem dei principi barbari; la deduzione delle colonie provinciali; il “dilectus provinciale”; la sottomissione della Dacia; l’omaggio delle divinità agresti provinciali. Sull’attico, come tutt'intorno, il fregio, ad altorilievo, raffigurante il trionfo dacico. All’interno del fornice, a sinistra Traiano tra i littori in atto di sacrificare per l’inaugurazione della Via Traiana, mentre il rilievo sulla destra ricorda l’Institutio Alimentaria con Traiano alla presenza di littori, di personificazioni di città italiche e di italici con bambini per mano e sulle spalle. 

All’Arco di Traiano l’Italia dedica ora un francobollo nell’ambito della serie "Il patrimonio artistico e culturale italiano", nel valore di € 0,60 e in distribuzione dal 9 settembre 2011. La tiratura è di due milioni e cinquecentomila esemplari, articolati in fogli da venticinque. Bozzettista e incisore è Antonio Ciaburro. A commento dell’emissione c’è il bollettino illustrativo con un articolo a firma del professor Aniello Cimitile, presidente della Provincia di Benevento (www.poste.it).

L’emissione del francobollo dedicato all’Arco di Traiano può essere l’occasione giusta per visitare Benevento, scoprire le sue tradizioni ed anche la sua gastronomia.

 

Benevento
dove le streghe hanno origine longobarda
La leggenda delle streghe, che ha procurato notorietà alla città campana di Benevento, nasce da un fatto storico, naturalmente romanzato dalla fantasia popolare. Nel lontano 571, dopo travagliati avvenimenti, la città fu conquistata dai Longobardi, un popolo feroce di cui gli indigeni avevano somma paura, tanto addirittura da fantasticarvi attorno, nelle buie notti d’incubo della dominazione.

Li immaginavano dediti a riti orgiastici: si mormorava infatti che i barbari si riunissero ogni sera fuori dalle mura della città, vicino a un noce immenso consacrato a Wothan, uno dei loro dei pagani, e che ai rami di questo appendessero una pelle di caprone, la quale, durante una sfrenata danza, veniva ripetutamente colpita con dardi e frecce. Dopo questo misterioso rito tutti i partecipanti mangiavano un pezzo della pelle del caprone.

Tale leggenda si tramandò sino a che i Longobardi non si convertirono al Cattolicesimo: i dominatori, essendo ormai stati assorbiti nell'orbita culturale italica, non potevano più essere immaginati ostili e misteriosi. Comunque, anche se il noce fu abbattuto, le magie continuarono: solo che cambiarono i protagonisti. Infatti, in piena età medievale, nelle immaginarie tetre riunioni notturne, la fantasia popolare sostituì ai guerrieri longobardi le donne scacciate dalla città perché accusate di praticare le arti magiche. E così le streghe si riunivano nei sabba e danzavano nello stesso luogo in cui prima si levava il noce dei Longobardi. Si narra addirittura che a queste orge partecipasse il diavolo in persona e che le streghe, in preda a misteriosi spiriti, gridassero: “Sotto l’acqua e sotto ‘u viento, sott’a noce è Beneviento”.

Per saperne di più www.eptbenevento.it e www.comune.benevento.it

 

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