Un francobollo per le bollicine di Franciacorta: gusto e paesaggio straordinario

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Adagiata tra Brescia e l’estremità del lago d’Iseo, la Franciacorta è per eccellenza un territorio vocato alla produzione della bollicine tanto da essere oggi una delle due zone italiane a carattere spumantistico. Se il paesaggio è straordinario con quei vigneti che sembrano avvolgerlo, è anche vero che un brindisi direttamente da queste parti, appaga i cinque sensi con sensazioni davvero inebrianti. E il 2011 si annuncia come un anno importante: il Pinot di Franciacorta celebra infatti i suo primo mezzo secolo di vita. Un periodo solo apparentemente breve, perché contraddistinto da fasi di crescita e di affermazione di quello che è un altro simbolo indiscusso del “made in Italy”.

 

Un francobollo per brindare
(TurismoItaliaNews) Dire Pinot di Franciacorta significa anche dire Berlucchi perché è proprio nelle storiche cantine dell’azienda di Borgonato che nel 1961 è nato questo apprezzatissimo prodotto sinonimo di qualità e prestigio. Un simbolo a cui l’Italia ha voluto riservare un omaggio importante, preludio delle celebrazioni del cinquantesimo: lo scorso 5 novembre le Poste Italiane hanno infatti messo in circolazione un francobollo dedicato alla Guido Berlucchi & C. Spa, cui si deve - grazie all’intuito del patron Franco Ziliani – la creazione del primo metodo classico del territorio bresciano. Una sottolineatura importante, che ha finito con il rendere “frizzante” persino il mondo collezionistico, il quale allunga la serie di dentelli dedicati al made in Italy con particolare riferimento al settore enogastronomico.

Il francobollo impaginato da Gaetano Ieluzzo (valore 0.60 euro, tiratura quattro milioni di esemplari) mostra la prima bottiglia di Pinot di Franciacorta, con sullo sfondo una veduta del palazzo Lana Berlucchi in Borgonato di Corte Franca. Un richiamo opportuno, visto che le antiche dimore della Franciacorta conservano un patrimonio di architettura ed arte “spesso non sufficientemente studiato e valorizzato e la cui scoperta può condurre ad importanti acquisizioni nella conoscenza della storia dell’abitare delle generazioni che ci hanno preceduto”, come tengono a puntualizzare alla Berlucchi. Tra i molti esempi di palazzi franciacortini che hanno mantenuto le caratteristiche architettoniche ed artistiche originarie, si annovera proprio palazzo Lana, che custodisce gelosamente le testimonianze della vita sociale e culturale dei secoli passati e delle memorie delle persone che lo hanno abitato.

La storia delle bollicine
Ma come inizia la storia del Pinot di Franciacorta? Tutto comincia nel 1950 quando Guido Berlucchi, gentiluomo di campagna, produceva un vino bianco, il Pinot del Castello, così chiamato perché le uve arrivavano dai vigneti del piccolo castello di sua proprietà. “Per ovviare alla scarsa stabilità del vino – raccontano a palazzo Lana - consultò un giovane ed entusiasta enologo, Franco Ziliani, appena diplomatosi ad Alba. Ziliani risolse l’inconveniente e confidò a Berlucchi il suo sogno: produrre in Franciacorta un vino spumante capace di misurarsi con lo Champagne”. Un sogno che poteva tradursi in realtà: a Ziliani e Berlucchi si unì Giorgio Lanciani, amico e collega del secondo, e nel 1954 nasceva la Guido Berlucchi & C. “Nel 1961 arrivarono le prime tremila bottiglie di metodo classico: i pochi, fortunati degustatori rimasero colpiti dall’eleganza del vino, che Ziliani battezzò Pinot di Franciacorta. Un’intuizione vincente: per la prima volta il toponimo Franciacorta appariva sull’etichetta di un vino”.

Una produzione che ha dato avvio all’importante sviluppo in campo enologico della Franciacorta, oggi tra i leader del settore vitivinicolo. E naturalmente non è mancato un brindisi per il francobollo che invita non solo a farsi sollecitare dalle bollicine, ma anche a visitare questa zona della Lombardia: “Siamo molto onorati, tutti noi della Guido Berlucchi – ha sottolineato il presidente Ziliani - del privilegio che il Ministero dello sviluppo economico e Poste Italiane ci hanno riservato con l’emissione del francobollo dedicato alla nostra azienda quale espressione del made in Italy. Siamo grati per questa irripetibile opportunità, che suggella l’impegno di un’azienda, di una terra e di tanti produttori, e brindiamo idealmente ai prossimi successi del vino italiano”. I numeri del resto parlano chiaro: con oltre 4,6 milioni di bottiglie vendute, corrispondenti al 26 per cento del mercato italiano dello spumante, e 40 milioni di euro di fatturato nel 2009, in crescita rispetto all’anno precedente, la Berlucchi non sembra toccata dalla crisi e per il 2010 ha annunciato risultati altrettanto positivi.

Oggi i figli di Franco Ziliani - Cristina, Arturo e Paolo - sono profondamente integrati nella conduzione dell’azienda, della quale rappresentano la nuova generazione che determina le linee di sviluppo future.

Quando andare
Nulla convince quanto la prova diretta: è per questo che alla Berlucchi gli ospiti sono i benvenuti tutto l’anno. Le cantine sono aperte alle visite dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30 alle 11 e dalle 14.30 alle 17.  E’ necessaria la prenotazione telefonica (030/984381) oppure via mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.). L’apertura straordinaria delle cantine è prevista per sabato 18 dicembre 2010 alle ore 10.30 ed alle ore 15. Una guida specializzata racconterà i segreti del metodo classico, conducendo i visitatori alla scoperta della seicentesca cantina dove è stata scritta la storia del Franciacorta.

Come arrivarci
L’azienda si trova in piazza Duranti n.4 a Borgonato di Corte Franca, Brescia.
Dall’autostrada A4, uscita Rovato, si prosegue in direzione “Lago d’Iseo” per 7 km. Poco dopo il cartello segnaletico “Borgonato”, girare a destra, proseguire lungo la discesa e ancora diritto per 200 metri dopo la piccola rotonda. La sede si trova sulla piazzetta storica che si apre sulla destra.

 

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