Ventisei metri di filo per affrancare una lettera: ecco il francobollo italiano creato a Foligno e firmato Caprai

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Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

Chi pensa che sia solo un francobollo, sbaglia. O meglio: chi crede che serva solo per affrancare una missiva da spedire in chissà qualche parte della Terra, in realtà non guarda troppo lontano. E sì, perché il francobollo realizzato interamente in merletto, dal valore facciale di 2,80 euro ed entrato in circolazione l’8 ottobre 2004, è un insieme di record che riguardano Foligno (Umbria): è qui che è nato il primo francobollo del mondo tutto in merletto. Un insieme di successi in pochi centimetri quadrati espressione del “made in Italy” vincente.

 

(TurismoItaliaNews) Innanzitutto perché è proprio il primo ad essere realizzato con una tecnica artigianale di questo tipo (e già questo non è poco) ed è la risposta dell’Italia alle tante bizzarrie mandate in campo dalle amministrazioni postali di mezzo mondo allo scopo di stupire e di attirare l’attenzione dei collezionisti; secondo perché è il frutto di una ricerca che va avanti da anni e che ha alle spalle una ricchissima documentazione iconografica e di materiali; terzo – ma non certo ultimo – perché è nato in Umbria, esattamente a Foligno, grazie all’ingegno del Gruppo tessile Caprai Spa che ha lavorato in tandem con l’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e con il coordinamento di Poste Italiane. La parola d’ordine era stupire e si può dire che la task-force industrial-filatelica c’è riuscita in pieno.

Si tratta di un rettangolino di 48 per 40 millimetri ricamato con filo di cotone al cento per cento e adagiato su una tela di fondo su cui è applicato l’autoadesivo che consente di apporlo sulla corrispondenza. Con ventisei metri di sottilissimo filo, su ciascun esemplare è stata riprodotta una rosa tipica del Point de Gaze, un merletto finissimo, sicuramente il più famoso del XIX secolo. Il soggetto è stato scelto tra migliaia di pezzi da collezione, tutti appartenenti alla Collezione Museale Caprai: oltre ventunomila reperti, tutti riferiti al mondo tessile - in particolare all'arte del merletto - ricompresi in un arco temporale che dall'VIII secolo arriva fino al 1940 e pronti a finire in un museo nel momento in cui verrà trovata la sede adatta.

Materiali preziosissimi, vincolati dal Ministero per i beni culturali, ai quali da poco sono stati aggiunti tre nuovi settori: la pinacoteca, tessuti antichi (copti, precolombiani e tovaglie perugine) ed una collezione di francobolli dedicati all'arte tessile in generale ed in particolare al merletto, composta da 534 esemplari provenienti da tutto il mondo. La rosellina prescelta è stata tratta da una stola - lunga circa due metri per novanta centimetri di larghezza - che ha già avuto un suo momento di notorietà dato che un particolare è stato utilizzato per creare i ricami donati dallo Stato italiano alle mogli dei presidenti e dei primi ministri che hanno partecipato al G8 di Genova.

E il lavoro che c’è dietro alla produzione di ogni singolo francobollo – un milione e mezzo gli esemplari realizzati - è notevole: le fibre sono state sottoposte alle lavorazioni di pettinatura (durante la filatura), gasatura, lavaggio e mercerizzazione (in tintoria), ottenendo così un prodotto dalle ottime doti di compattezza, resistenza e lucentezza unitamente a grande morbidezza e leggerezza. Basti pensare che svolgendo un chilogrammo di questo filato si copre una distanza di poco inferiore a 68 chilometri. Il risultato finale è stato unanimemente apprezzato e quel dentello – così si dice in gergo filatelico, anche se stavolta di denti non c’è neppure l’ombra – è già diventato una piccola star per tutti i collezionisti. Italiani e non solo.

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