Con il ricordo di Madre Teresa il Kosovo vince il “San Gabriele”, premio speciale al Vaticano e segnalazione per il Belgio

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Danilo Bogoni, Legnago / Veneto

La felice fusione del verbo con l’immagine ha portato il francobollo col quale lo scorso anno il Kosovo ha onorato Madre Teresa a vincere il “San Gabriele” numero 35. Lo ha deciso il collegio giudicante del premio composto dal cardinale Christop Shönborn, arcivescovo di Vienna monsignor Luigi Bressan, vescovo emerito di Trento; Jamil Nassif Abib, Michalak Bogdan, Franco Filanci, Giorgio Migliavacca, Wilhem Remes, Annemarie Stresser e Ján Vallo.

 

(TurismoItaliaNews) Realizzato a quattro mani da parte di Djiana Toska e Hilmnijeta Apuk, la carta valore postale di Pristina propone l’immagine  di Madre Teresa e la prima poesia – L’addio - , scritta nei “momenti di solitudine e di silenzio”, a bordo della nave che dal Mediterraneo stava portando Anjezë Gonxhe Bojaxhiu – suor Teresa (nome che aveva assunto quando era entrata nell’ordine di Loreto ispirato a Santa Teresa di Lisieux) - a Calcutta. Un viaggio durato cinque settimane.

Negli stessi giorni, che la vedeva affrontare l’impegnativa prova missionaria, ai propri cari rimasti a casa scriveva: “Pregate per la vostra missionaria, affinché Gesù possa aiutarla a salare più anime immortali possibili dalle tenebre della miscredenza”. La delicata e pregnante composizione con l’immagine della Santa dei poveri, della sua prima poesia e la dicitura “O Padre pieno di bontà accetta questo sacrificio” stampigliata in color rosso, invita l’osservatore a proseguire, ad andare oltre l’immagine a scoprire quello che c’è dietro, al grande lavoro preparatorio che Dijana Toska ha coordinato coinvolgendo persone con disabilità riunite nel Litte Peoople del Kosovo. E in particolare Hilmnijeta Apuk. “Siamo orgogliosi per questo riconoscimento – ha affermato Sejdi Hoxha, ceo delle Poste del Pristina – perché questo francobollo e questa immagine per il nostro popolo hanno un significato particolare in quanto esprimo un sentimento di pace di solidarietà tra i popoli”.

Anche Pietro La Bruna, responsabile del Nord Est di Poste Italiane, ha trovato bello il francobollo kosovaro esprimendo al tempo stesso parole di sincero apprezzamento per il Museo Fioroni, in quanto “punto di sintesi della storia locale”, auspicando al tempo stesso che “una lettera possa tornare a suscitare emozioni, a dimostrare l’attenzione nei confronti di qualcun altro”.

Premio speciale del Comitato organizzatore all’Ufficio filatelico della Città del Vaticano per l’articolata emissione delle Opere di misericordia, inserita nella più vasta celebrazione dell’Anno Santo della Misericordia. Sette valori, tante quante sono le Opere di misericordia, alla cui realizzazione figurativa hanno contribuito quattro artisti. L’illustratore riminese Stefano Morri, con all’attivo dentelli di San Marino Monaco e Vaticano, si è occupato di “Dare da mangiare agli affamati e di  Dare da bere agli assetati”. Il giovane nizzardo David Maraskin ha a sua volta illustrato l’invito a “Vestire gli ignudi” e ad “Alloggiare i pellegrini”. La citazione in immagini di una delle Opere di misericordia oggettivamente più difficile da praticare, e cioè Visitare i carcerati, assieme a quella che invita a “Visitare gli infermi”, è dovuta alla romana Orietta Rossi. La chiusura, con “Seppellire i morti” è toccata a Daniela Fusco, romana, impegnata in numismatica con apprezzate e sempre più frequenti incursioni nel mondo dei francobolli. “Si tratta di una serie davvero importante – secondo Anna Cicerchia dell’Ufficio filatelico della Città del Vaticano - per la quale noi stessi andiamo fieri, nata dal contributo di diversi artisti che con la loro sensibilità hanno offerto una interessante chiave di lettura su una tematica così attuale come la misericordia".

Opportuna la segnalazione della giuria che ha voluto richiamare l’attenzione su un francobollo del Belgio dal taglio figurativo decisamente coraggioso. Si tratta del valore di prima classe sul quale spiccano i volti di un imam (Fkih Khalid Benhaddou), un vescovo cattolico (John Bonny, di Anversa) e un gran rabbino (Albert Guigui, di Bruxelles), che Lieve Blancquart ha ritratto mentre, sorridenti, si stringono fraternamente la mano. Plastico segno di tolleranza religiosa. A significare una volta di più che “Chi utilizza il nome di Dio per giustificare violenze e odio bestemmia”. Infatti compito delle religioni è quello di unire, affratellare in modo che per tutti possa anzi debba esserci la possibilità di seguire e praticare in piena libertà il proprio credo.

“Il Premio San Gabriele - ha assicurato Clara Scapin, sindaco della città di Antonio Salieri e di Giovani Battista Cavalcaselle - ci ha permesso di dialogare col mondo, perché in questi anni sono venuti i rappresentanti di tanti Paesi per farci vedere la loro arte, farci conoscere la loro cultura ed il francobollo è riuscito a darci messaggi incredibili, a offrirci sensibilità rivolte all’uomo, all’ambiente, all’amore. Si tratta di messaggi meravigliosi e l’unica mia preoccupazione è che ad accoglierli siano poche persone, non i giovani che comunicano col telefonino, perdendo così una tradizione importantissima della nostra storia: comunica con la parola scritta. Per questo i Circoli filatelici possono essere quel baluardo che consente di non dimenticare una parte della nostra cultura e della nostra storia”.

Plasticamente l’edizione numero 35 del “San Gabriele” è legata all’Annunciazione che Marcello D’Agata, recluso nel carcere di massima sicurezza di Milano-Opera, ha realizzato ispirandosi alla celebra tavola di Leonardo da Vinci conservata agli Uffizi di Firenze. “Riprendere il lavoro di un grande maestro – confessa D’Agata -  mi ha dato molto, emotivamente e significativamente, perché per riuscire – è un modo di dire – ad ‘entrare’ nel dipinto dovevo necessariamente conoscere l’uomo e l’artista. L’amore per l’arte “mi ha portato – prosegue – a mettere qualcosa di mio sul volto” dell’angelo Annunciante: “lo sguardo più dolce, diverso il taglio delle labbra”.

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