ABRUZZO Nell’antica Amiternum torna alla luce una piscina di età augustea

(TurismoItaliaNews) Ancora sorprese dall’antica città romana di Amiternum, che continua a riservare scoperte straordinarie. L'ultima in ordine di tempo è secondo gli esperti davvero sensazionale: nel corso di un intervento di archeologia preventiva, effettuato nell'ambito del progetto per la realizzazione di alcuni moduli che serviranno a migliorare la fruibilità del parco archeologico, sono tornati alla luce i resti monumentali di una grande vasca (natatio) rettangolare, il cui lato corto misura circa 12 metri mentre per il lato maggiore la lunghezza ipotizzata è di circa 30 metri.

 

E' stata edificata rispettando i criteri manualistici riferiti da Vitruvio e presenta ancora particolari costruttivi che denotano l'accuratezza dell'impianto che si può datare all'epoca augustea attraverso il riferimento incrociato alla tecnica edilizia, ai reperti rinvenuti e alla stratigrafia riconosciuta in fase di scavo.

“Si tratta di una scoperta importante che merita grande attenzione – ha commentato Fabrizio Magani, direttore regionale per i beni culturali e peasaggistici dell'Abruzzo - un cantiere all'altezza della migliore tradizione archeologica, con cui senza esitazione si privilegiano conoscenza e conservazione. E il progetto è corale, perché si vuole migliorare il decoro dell'area e così la sua fruizione".

 

Le rovine di Amiternum, antica città sabina, sorgono oggi nel territorio aquilano di San Vittorino. Il toponimo antico, secondo quanto scrive Strabone, deriva dal nome del vicino fiume Aterno. In buono stato di conservazione, spiccano i resti dei due edifici per lo spettacolo: il teatro e l'anfiteatro. L'anfiteatro (68 per 53 metri) venne costruito nel corso del I secolo avanti Cristo e in origine poteva ospitare circa 6000 persone. Realizzato in opera cementizia con rivestimenti in mattoni venne restaurato, nel corso del II secolo dopo Cristo, con della rozza opera mista che ancora oggi si conserva nel settore nord, dove vennero chiuse le arcate. Si contano attualmente 48 arcate lungo il perimetro dell'edificio, disposte su due piani. Dell'arena (circa 46 per 30 metri), oggi in gran parte interrata, non restano tracce delle gradinate della cavea. Gli ingressi principali, disposti a est e a ovest, sono quasi due volte più larghi degli altri. Un'iscrizione di C. Sallio Proculo, CIL IX 4208, ricorda l'erezione di una biga onoraria nell'anfiteatro di Amiternum.

 

 

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