Introd, Isola del Liri, Pontelandolfo e Arbatax: ecco le gemme del turismo italiano 2017

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Introd, Isola del Liri, Pontelandolfo e Arbatax: da nord a sud del Belpaese ecco le testimonial del turismo 2017. Il tema, neanche a dirlo, è quello del Patrimonio naturale e paesaggistico e la vetrina ideale è quella dei francobolli della serie "Turismo" che l'Italia manda in circolazione in piena estate.

 

(TurismoItaliaNews) Entrano in circolazione il 31 luglio i quattro francobolli italiani da 0,95 euro per la sottolineatura turistica che da decenni promuove le località più belle dello Stivale. Ciascun dentello propone una caratteristica veduta paesaggistica: per Introd un panorama del paese incastonato tra i rilievi della Valle d'Aosta in cui si evidenziano la Chiesa della Conversione di San Paolo e un particolare del Castello; per Isola del Liri uno scorcio del centro storico con la Cascata Grande formata dal fiume Liri e il Castello Boncompagni-Viscogliosi che svetta in alto; per Pontelandolfo una veduta del borgo in cui spiccano la Chiesa del Santissimo Salvatore e la Torre Medievale; per Arbatax, in Sardegna, la caratteristica scogliera di porfido rosso denominata "Rocce Rosse".

I bozzettisti sono Giustina Milite per il francobollo dedicato ad Introd, Isabella Castellana per i francobolli dedicati ad Isola del Liri, Pontelandolfo ed Arbatax; l'elaborazione artistica del panorama di Introd è tratta da uno scatto del fotografo Gaetano Madonia. La tiratura di ogni valore postale è di quattrocentomila esemplari in fogli da ventotto. La presentazione di ciascuna località, sui bollettini illustrativi che accompagnano l'emissione, è curata da Vittorio Stefano Anglesio sindaco di Introd, Vincenzo Quadrini sindaco di Isola del Liri, Gianfranco Rinaldi sindaco di Pontelandolfo e di Massimo Cannas sindaco di Tortolì. E allora cerchiamo di saperne di più.

Arbatax (Sardegna)
E’ una frazione del Comune di Tortolì, nel cuore dell'Ogliastra, in una vasta pianura che si protende verso il mare, in un territorio generoso, ricco di paesaggi mozzafiato e caratterizzato dall'affascinante bellezza delle coste, dalle singolari scogliere di porfido rosso e spiagge bianche. Tra queste spiccano per la finezza della sabbia e la limpidezza dell'acqua, il Lido di Orrì, Basaùra, Cea, e Porto Frailis che si affaccia sull'omonima baia. Tortolì è legata a doppio filo con Arbatax, il borgo nato con l'immigrazione dei pescatori provenienti da Ponza. La sua economia fu perciò primariamente basata sulla pesca, settore che fece la fortuna del borgo e la fa tutt'ora, data la grande varietà di specie che popolano i mari antistanti, dai pesci ai crostacei. Oggi, quella di Arbatax, rappresenta ancora una delle marinerie più importanti della Sardegna. Tra i luoghi più suggestivi del territorio, oltre alle ormai note in tutto il mondo Rocce Rosse, c’è il parco della Batteria, il polmone verde situato nel promontorio che si affaccia sul golfo di Arbatax, un luogo di altissimo pregio naturalistico nel quale sopravvivono gli scheletri della batteria antiaerea e navale. Non mancano diverse zone archeologiche di grande interesse, le maggiori delle quali in prossimità della chiesa rurale di San Salvatore dove si trova il complesso nuragico S'ortali e su Monti (qui si possono ammirare menhir, domus de janas, tombe dei Giganti e nuraghi) e di San Lussorio (dove si trovano le rovine di un villaggio di età romana).

Introd (Valle d'Aosta)
Abitato fin dall'era neolitica, Introd è uno dei 74 comuni della Valle d'Aosta. Paese di media montagna, occupa la parte inferiore delle valli di Rhêmes e di Valsavarenche, all'imbocco del Parco Nazionale del Gran Paradiso. E' conosciuto per essere un luogo amato dai Pontefici: qui due Papi hanno trascorso le vacanze, alternando rilassanti escursioni in montagna a intensi momenti di preghiera, di lettura e di riflessione, favoriti dalla quiete e dalla bellezza del luogo. Per ben dieci volte, dal 1989 al 2004, la località di Les Combes ha ospitato Papa Giovanni Paolo II e nel 2009 Papa Benedetto XVI è tornato per la terza volta, dopo le vacanze del 2005 e del 2006. Da vedere il Castello risalente al 1260; l'Ola, antica struttura ospitante le stalle, le scuderie e i fienili del castello; i granai considerati il miglior esempio valdostano di costruzione in pietra e legno dell'epoca medioevale, visitabili assieme al castello; la chiesa dedicata alla conversione di San Paolo, con il suo altare barocco e il suo campanile; i due ponti che collegano la cittadina ai villaggi a valle, anche se più recenti meritano una visita: il "Pont Neuf" con i suoi 80 metri circa di altezza, passa per essere il ponte più alto della Valle d'Aosta; la "maison Bruil", tipico esempio di costruzione rurale valdostana che ospita un museo sull'alimentazione tradizionale e i laboratori "dell'Atelier du goût", la "Maison Musée Jean Paul II" e il "Parc Animalier d'Introd".

Isola del Liri (Lazio)
Il panorama che si presenta al visitatore è mozzafiato: l'imponente Cascata Verticale alimentata dal fiume Liri al centro della cittadina, l'antico castello ducale (1004 d.C.) che le fa da cornice si stagliano contro il cielo sempre azzurro di questo spettacolare piccolo paese posto nel cuore dell'Italia centrale. La particolarità che rende unica la Cascata Grande di Isola del Liri è che precipita proprio all'interno del centro storico della città. La storia di Isola del Liri, piccola cittadina laziale in provincia di Frosinone, composta da 12.000 abitanti (isolani), è strettamente legata al fiume Liri. Oggi Isola del Liri rappresenta una perla all'interno della Ciociaria, con le sue bellezze naturali, i suoi fiumi, il Liri ed il Fibreno, le sue notevoli aree naturalistiche, come Tremoletto e il Parco Fluviale, i suoi siti di archeologia industriale Boimond, Lefebvre, le sue pregevolissime opere architettoniche, le sue vivissime attività culturali e musicali, il suo meraviglioso centro storico abbracciato da rami del Liri. La città è gemellata dal 1997 con la città di New Orleans.

Pontelandolfo (Campania)
Adagiata alle falde del Matese a quota 525 metri di quota, immersa nel verde di un ambiente incontaminato, Pontelandolfo è un'oasi di straordinaria bellezza dell'antico Sannio Pentro, nella provincia di Benevento. Il documento che sancisce la nascita dell'originario aggregato risale al 980: è un atto di donazione del territorio di Ponte S. Anastasia da parte del principe beneventano Pandolfo Capodiferro e di suo figlio Landolfo, ai monaci benedettini di Montecassino. La tradizione vuole che siano stati gli stessi monaci ad interessarsi della costruzione sia del castello che della chiesa della Santissima Annunziata. Una diversa interpretazione, motivata dal ritrovamento dello stemma custodito nella chiesa madre del Santissimo Salvatore, vuole che il principe longobardo "Landolfo", a circa un chilometro dall'antico Casale di Santa Teodora della località Sorgenza, per poter attraversare il torrente Alente fece costruire un ponte, al quale diede il suo stesso nome: da questo Pontem Landulphi (poi Pontelandolfo) il nome, evocato per la prima volta nel 1138 nella cronaca dello scrittore medioevale Falcone, per indicare l'abitato che si sarebbe formato nei pressi. Può darsi benissimo che in quel medesimo sito nell'antichità sannitica vi sia stato uno degli Oppidi sanniti, sulla via Numicia, comunicante i Caudini con i Pentri.

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