Chieti, duecento anni di Teatro Marrucino: il fascino della tradizione lirica che non conosce i segni del tempo

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Giuseppe Botti, Chieti / Abruzzo

E' unico nel suo genere in Abruzzo e la sua antica bellezza risplende ora più che mai, grazie anche agli interventi di riqualificazione che l’hanno visto protagonista: E' un luogo di eccellenza per lo spettacolo dal vivo, dalla produzione lirica e alla prosa, dalle operette alla musica sinfonica, dal teatro ragazzi a quello amatoriale. Ma è anche un museo di se stesso, perché un capolavoro architettonico ed artistico. E' il Teatro Marrucino di Chieti, che celebra il bicentenario della sua inaugurazione.

 

(TurismoItaliaNews) Due secoli di presenza a presidio della cultura e dell'arte. Nato agli inizi dell’800, con i lavori che durarono dal 1813 fino a dicembre 1817, è stato inaugurato l’anno successivo con il nome di Real Teatro San Ferdinando in omaggio a Ferdinando I di Borbone, Re di Napoli e delle Due Sicilie. Le musiche de “La Cenerentola” di Rossini, l’11 gennaio 1818, sono state le prime a risuonare in questo gioiello della tradizione italiana che, nel 1861, dopo l’Unità d’Italia, è stato consacrato, con il nome di Teatro Marrucino, alla memoria dell’antica popolazione che abitava quelle terre nel periodo di Teate capitale.

Un glorioso passato ma anche lo sguardo ad un futuro di grandezza e di modernità: è la sintesi del portato culturale e sociale del Marrucino, un teatro di tradizione lirica che si staglia nel cuore di Chieti come faro di un patrimonio materiale ed immateriale dal quale promana un fascino che non conosce i segni del tempo. E in occasione del bicentenario l'Italia lo celebra attraverso un francobollo da 0,95 euro nell'ambito della serie tematica “il Patrimonio artistico e culturale italiano”. Il dentello postale, in circolazione dall'11 maggio, raffigura le balconate e il palcoscenico del Teatro Marrucino, con il sontuoso sipario raffigurante l’opera del pittore napoletano Giovanni Ponticelli “Il trionfo sui Dalmati Partini” di Asinio Pollione.

“L’attenzione e la cura della città di Chieti verso il Teatro – spiega il direttore amministrativo Cesare Di Martino nel Bollettino illustrativo che accompagna l'emissione del francobollo – sono proseguiti negli anni con importanti interventi di ampliamento e valorizzazione e, nel 1875, per la realizzazione del sipario storico, ancora oggi ammirato da migliaia di visitatori, è stato chiamato Giovanni Ponticelli, artista napoletano conosciuto per i suoi quadri e per aver dipinto i sipari dei Teatri di Corato e di Salerno”. Il soggetto scelto dal pittore per realizzare l’opera è proprio “Il trionfo sui Dalmati Partini” di Asinio Pollione, con la volontà di rendere omaggio a uno dei più illustri avi di Chieti, Caio Asinio Pollione, compagno e amico di Giulio Cesare. Il sipario è stato in mostra a Napoli, prima di giungere a Chieti e sulla sua bellezza, resta il commento nell’opera di Lauria, che descrive in maniera accurata e ammirata questa splendida opera d’arte che, nel tempo, farà da cornice a grandi eventi.

“Il Teatro Marrucino, grazie alla sua bellezza ed alla sua straordinaria acustica – aggiunge il direttore amministrativo Cesare Di Martino - diventa da subito meta e riferimento dei grandi della cultura. E' stato così per Gabriele d’Annunzio che lo ha eletto per ospitare il dramma 'La Figlia di Iorio': il poeta e scrittore lo ha messo in scena l’opera il 23 dicembre 1904 ed è stato insignito quella stessa sera della cittadinanza onoraria da parte della Città di Chieti. E' stato così per il compositore Francesco Cilea, che l’anno precedente, vi aveva rappresentato l’opera 'Adriana Lecouvreur', partecipando personalmente alla rappresentazione per l’entusiasmo di tutti i giornali locali e nazionali dell’epoca che raccontarono di un incredibile e meritato successo. Questa fama ha accompagnato il Teatro Marrucino fino alla seconda guerra mondiale”.

Chiuso provvisoriamente per inagibilità negli anni ’50, al termine dei lavori conseguenti all’approvazione nel 1965 del progetto di restauro dell’architetto Renzo Mancini e dell’ingegner Nicola Battaglini, l’11 dicembre 1972, a segnarne la rinascita, con l’Orchestra de l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretta dal maestro Pierluigi Urbini, sono state ancora una volta le note de 'La Cenerentola' di Rossini, opera rappresentata anche all’avvio delle celebrazioni del Bicentenario della sua fondazione. Le gesta interpretative, le musiche, il talento ed il pathos artistico di grandi nomi, che hanno calcato le scene del palcoscenico del Marrucino, come Eleonora Duse, Emma ed Irma Gramatica, Cesco Baseggio, Nicola Rossi Lemeni, Nanda Primavera, Gabriele d’Annunzio, Gianluigi Gelmetti, Riccardo Muti, Leo Muscato, Matteo Beltrami, Michele Mirabella e Uto Ughi rendono omaggio alla sua storia e rinnovano l’impegno e la passione di Chieti per scrivere un nuovo e prestigioso futuro del Teatro Marrucino.

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