reperti - Turismo Italia News

  • Accordo Anas - MiBact per la valorizzazione delle scoperte archeologiche nei cantieri stradali

    Fino ad oggi i ritrovamenti erano ritenuti un’interferenza del passato, una presenza ingombrante che, annunciando un bene da tutelare, ritardavano la costruzione di un’opera funzionale al presente. Con il patto sottoscritto da Anas e MiBact viene profondamente modificata la prospettiva: la scoperta è messa al centro di un circolo virtuoso che connette anche soggetti istituzionali e attori pubblici e privati che sappiano riconoscere l’archeologia come indice e acceleratore di benessere oltreché di crescita culturale e sociale.

  • ARCHEOLOGIA | Reperti rubati: ritorna in Italia parte del ponte di comando di una delle navi di Nemi di Caligola

    Recuperati diversi beni culturali frutto di scavi clandestini o frutto di furti in siti italiani. Gli Stati Uniti restituio all’Italia diversi beni archeologici grazie alla preziosa attività investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale e alla fattiva collaborazione delle autorità statunitensi, presto ritorneranno in Italia il prezioso frammento della pavimentazione di una delle navi di Caligola rinvenute nel lago di Nemi, due vasi a figure rosse del V – IV secolo avanti Cristo e diversi reperti numismatici, libri antichi e manoscritti.

  • Arnth Velimna Aules: con gli etruschi nell’Ipogeo dei Volumni per un salto nel tempo di 2.300 anni

    Giovanni Bosi, Perugia

    Arnth Velimna Aules era una persona importante nella sua città, un magistrato si dice. Di certo aveva una posizione di rilievo, influente, anche se in realtà un alone di mistero circonda ancora la sua figura e non potrebbe essere diversamente. E comunque sia è già nell’eternità della storia. Arnth Velimna era un etrusco vissuto fra il II e il III secolo avanti Cristo: sono sue le ceneri che contiene l’urna più maestosa fra quelle conservate nell’Ipogeo dei Volumni a Ponte San Giovanni, alla periferia di Perugia. Scendere le scale che consentono di accedervi è come compiere un viaggio a ritroso nel tempo.

  • Arte, musica, parola e tecnologia: Magister Giotto a Venezia è un percorso innovativo per la diffusione internazionale della cultura italiana

    La grande mostra multimediale Magister Giotto, in occasione delle celebrazioni dei 750 anni dalla nascita, “Giotto” (Colle di Vespignano 1267 – Firenze 1337) è la prima delle tre esposizioni che compongono la trilogia Magister – annualmente dedicate a grandi Maestri dell’arte italiana: Giotto (tardo Medioevo), Canova (Neoclassico, estate 2018) e Raffaello (Rinascimento, estate 2019) – e viene presentata negli spazi della monumentale Scuola Grande della Misericordia di Venezia fino al 23 novembre 2017.

  • Da Sentinum a Sassoferrato: nel Museo Archeologico i reperti raccontano l'antica “Battaglia delle Nazioni” dei Romani

    Giovanni Bosi, Sassoferrato / Marche

    Sassoferrato, in provincia di Ancona sul confine con l’Umbria, per la sua posizione incuneata nell’Appennino ha avuto una storia che si differenzia da quella di altri centri marchigiani. I reperti provenienti dall’antica città romana di Sentinum documentano il suo passato, incluso il famoso episodio della “Battaglia delle Nazioni” del 295 a. C., raccontata da Tito Livio nella sua Storia di Roma.

  • Dal tesoro aureo di Panagyurishte al reliquiario d’argento di San Dionisio: ecco i capolavori del Museo nazionale di Sofia

    Giovanni Bosi, Sofia / Bulgaria

    Un Museo che merita di essere annoverato tra le più prestigiose istituzioni culturali del mondo per l’importanza e la qualità delle testimonianze storiche e artistiche che conserva. E’ il Museo nazionale di storia di Sofia, allestito nel palazzo n.91 della Residenza governativa nel quartiere Boyana. Tra i pezzi forti, c’è il tesoro aureo di Panagyurishte databile tra la fine del IV e l’inizio del III secolo a.C.

  • GENOVA | Tornano in Ecuador i reperti archeologici precolombiani della collezione Pavesi

    (TurismoItaliaNews) Tornano in Ecuador i reperti archeologici precolombiani della collezione Pavesi in ottemperanza alla Convenzione Unesco. Le preziose testimonianze del passato sono quelle al centro dell’intesa firmata a Genova in occasione della mostra "Ecuador al mundo: un viaje por su historia ancestral" che al Castello D’Albertis fino al 6 luglio 2014 racconta 11.000 anni di archeologia nel Paese dell'America Latina. A firmare l’accordo il sindaco Marco Doria e il console dell'Ecuador a Genova, Esther Cuesta, per l’operazione di restituzione di antichità allo Stato di provenienza. La mostra è composta da una selezione di 218 reperti, tra i più rappresentativi tra quelli presenti nelle tre collezioni recuperate a Genova: la collezione Norero, 3.504 pezzi, la collezione Pavesi, 687 pezzi e la collezione Dogana di Genova, 667 pezzi.

    Dopo aver presentato le diversità naturali e umane di questo Paese, l'esposizione in corso approfondisce le diverse espressioni culturali della sua storia ancestrale, attraverso più di 200 reperti preispanici in ceramica, conchiglia e metallo, appartenenti ai diversi periodi culturali dell’archeologia dell’Ecuador, Paese dove sono state ritrovate le prime terracotta del continente americano con le figurine della cultura Valdivia (4000 avanti Cristo). La costa, le Ande, la foresta amazzonica e le Isole Galapagos: la molteplicità degli ecosistemi rende l’Ecuador un Paese megadiverso, nel quale già a partire da 11.000 anni avanti Cristo sono presenti gruppi umani. Attualmente in Ecuador convivono culture e popolazioni con storie, costumi e tradizioni distinte e molto differenti, tra le quali indigene, meticce e afro-discendenti.

    Dal periodo Pre-ceramico (11000-4000 a.C.) all’Impero Inca ( 1470-1534 d.C), la mostra evidenzia come la caratteristica comune a tutti i gruppi sia stata lo scambio di conoscenze in rapporto: all’uso delle materie prime, come l’ossidiana e la conchiglia spondylus, alle tecniche per la realizzazione di oggetti di uso quotidiano e cerimoniale, e alle pratiche agricole e commerciali, che permisero alle diverse popolazioni di sostentarsi con prodotti di uso domestico e beni di lusso.

    Protagonisti della mostra sono figurine umane declinate nelle diverse tappe della vita, e rappresentazioni di animali riprodotti per la loro valenza mitica e simbolica: in vasi, in stampi per tessuti e pittura corporale, in fischietti o maschere, in utensili per la vita domestica o cerimoniale, come macine per cereali o offerte funerarie. Essi compaiono nelle diverse aree geografiche testimoniando la cosmo-visione delle diverse culture nel tempo. La mostra si conclude evidenziando il ruolo del patrimonio culturale nella definizione dell’identità interculturale e plurietnica dell’Ecuador, e sottolinea come, nella accezione dinamica della identità, il recupero dei beni, oltre che dei saperi, faccia parte dell’identità ecuadoriana stessa, e come, per ovviare alla dispersione dei reperti archeologici appartenenti al patrimonio nazionale, la repubblica dell’Ecuador abbia recentemente implementato linee di azione internazionali per la restituzione dei suoi beni culturali.

    In questo senso va intesa la collaborazione tra Genova e l’Ecuador, che ha visto la consegna allo Stato dell’Ecuador delle tre collezioni che costituiscono la mostra: collezione "Dogana" restituita dalla Dogana di Genova, collezione "Pavesi", restituita dal Comune di Genova, e collezione "Norero", restituita dal Comune di Genova dopo la donazione da parte della stessa famiglia Norero.

     

  • Germanico, quella statua imponente e suggestiva, preziosa e potente, persino misteriosa: il tesoro di Amelia

    Giovanni Bosi, Amelia / Terni

    Imponente e suggestivo, prezioso e potente, persino misterioso. E oggi è possibile guardarlo così come, in antichità, si poteva ammirare nel campus per le esercitazioni e l’addestramento militare della gioventù lungo il percorso della Via Amerina, nell’attuale Amelia. E’ la statua-ritratto di Germanico Cesare, principe della famiglia Giulio-Claudia, una delle testimonianze più importanti della produzione bronzistica di età giulio-claudia. Il Museo Civico Archeologico della città è il luogo straordinario dove scrutarlo da molto vicino…

  • Gli arredi della casa di Giulio Polibio: a Pompei la storia di una famiglia e la ricostruzione dei volti

    “Gli Arredi della Casa di Giulio Polibio”, la mostra allestita al piano superiore dell’Antiquarium di Pompei, con i numerosi reperti rivenuti nella dimora, si immette in quella che doveva essere la vita di una ricca famiglia pompeiana, quella di Giulio Polibio. Il racconto di una famiglia, di un personaggio pubblico, di individui strappati alla vita. Le loro abitudini, il vezzo e il desiderio di mostrare la propria ricchezza, attraverso il lusso negli arredi e negli oggetti di vita quotidiana.

  • Il kottabos, quel gioco che faceva impazzire gli Etruschi: all’Ipogeo dei Volumni si svela ogni segreto

    Giovanni Bosi, Perugia

    Era il gioco più praticato nell’antica Etruria e negli scavi archeologici ne sono stati ritrovati numerosi esemplari, la maggior parte nel territorio perugino. In genere era posizionato nell'ambiente destinato ai banchetti e la gara consisteva nel provocare la caduta del dischetto dal proprio sostegno mediante un getto di liquido scagliato dalla coppa.

  • Ipogeo dei Volumni, le impressioni dell’architetto visitatore

    arch. Luciano Beddini, Perugia
    presidente Club per l’Unesco Foligno e Valle del Clitunno

    Trovarlo non è proprio facile, purtroppo. Ma d’altra parte vista l’aura di mistero che, almeno nell’immaginario collettivo, circonda gli Etruschi non ci si dovrebbe aspettare di più. E forse è anche giusto che una necropoli sia posta in posizione in un certo senso “riservata” ma abbiamo il sospetto che questo allontanamento dalla visibilità del circuito turistico non sia proprio una ricercatezza culturale quanto una trascuratezza.

  • La bellezza, la grazia, l’eleganza, il fascino: Venustas, a Pompei va in mostra l’ideale di perfezione del passato

    La bellezza, la grazia, l’eleganza, il fascino. In una sola parola: Venustas. Ed è proprio questo il titolo della mostra che viene proposta nella Palestra Grande del Parco archeologico di Pompei fino al prossimo 31 gennaio. Creme, trucchi, bagni di profumo, specchi per ammirarsi, ornamenti per abiti e gioielli, amuleti, statuette e preziosi dedicati agli dei. Oggetti di vezzo e di moda per inseguire un’ideale di perfezione e bellezza. Oggi come nell’antichità.

  • Percorsi archeologici dal Manu di Perugia all’Altopiano Plestino: testimonianze dell’antichità raccontano storie e territori

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    Reperti che rappresentano un biglietto da visita significativo dell’altopiano folignate e delle testimonianze storiche ed archeologiche che si possono trovare, a partire dal Manu di Perugia, sino al Museo archeologico di Foligno e al Mac di Colfiorito. Tre caposaldi determinanti per il turismo nella città della Quintana, che può vantare anche un patrimonio artistico e culturale antichissimo.

  • Pompei e i Greci, 600 reperti dalle più antiche città del Mare Nostrum per raccontare le storie di un incontro

    “Pompei e i Greci” racconta le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, si approfondiscono i frequenti contatti con il Mediterraneo greco. Sono oltre 600 i reperti esposti tra ceramiche, ornamenti, armi, elementi architettonici, sculture provenienti dalle più antiche città del Mare Nostrum nella mostra che viene presentata fino al 27 novembre 2017 proprio agli Scavi di Pompei.

  • Pompei, dai nuovi scavi in corso affiorano reperti intatti: deposito di anfore dietro alla Schola Armatorarum

    Pompei continua a rivelarsi una miniera di reperti. Nel sito archeologico si scava e già sono tornati alla luce reperti intatti che aggiungono elementi nuovi alla lettura della storia dell'antica città. Presso la Schola Armaturarum, ormai simbolo di rinascita per Pompei, dove è in corso il restauro degli affreschi originali salvatisi dal bombardamento del 1943, dallo scorso luglio è stato avviato anche lo scavo degli ambienti retrostanti, mai prima indagati.

  • REGGIO CALABRIA | Al Museo Archeologico gli unguenti usati in luoghi di culto e nella vita quotidiana connessi con bellezza e cura del corpo

    E’ un viaggio nel mondo dei profumi e degli aromi dell'età classica quello che possono compiere i visitatori dell'esposizione "Aromata. Profumi e unguenti nell'antichità" presentata fino al prossimo 10 settembre al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

  • STATI UNITI | Tornano in Italia 3 reperti di epoca greca trafugati e recuperati grazie alla collaborazione tra carabinieri e Fbi

    Grazie alla collaborazione tra il Comando tutela patrimonio culturale dei carabinieri e l’Fbi sono stati restituiti a Washington al nostro Paese un piccolo vaso per oli e unguenti, una brocca da vino e una terrina per i cibi, tutti di epoca greca, trafugati dall’Italia e rintracciati e recuperati al termine di una specifica attività investigativa. I reperti sono stati consegnati al ministro per i Beni e le attività culturali, Alberto Bonisoli.

  • Svizzera Pesciatina, Toscana: in Valleriana fra splendidi castelli medievali nasce un gusto unico e irripetibile

    Giovanni Bosi, Valleriana / Toscana

    Un’eccellenza unica e irripetibile può avere origine soltanto in un territorio che è di per sé unico ed irripetibile. Siamo in Valleriana, una delle zone più belle della Valdinievole, in quell’angolo di Toscana curiosamente conosciuto come Svizzera Pesciatina. E’ qui che da secoli le dieci Castella, splendidi paesini arroccati sulle colline, si fronteggiano l’un l’altro in un paesaggio che a ben guardare ricorda le verdi vallate elvetiche. Ed è qui che cresce quel prodotto unico e irripetibile: il Fagiolo di Sorana Igp.

  • TRIESTE | L'Adriatico nei reperti archeologici: in mostra un migliaio di oggetti provenienti dai musei di Italia, Croazia, Slovenia e Montenegro

    Per la prima volta insieme un migliaio di reperti da musei italiani, croati, sloveni e montenegrini, per raccontare a tutti, con gli occhi dell’archeologia subacquea, le rotte, i paesaggi, gli uomini e le storie del nostro Adriatico. Oltre 60 istituzioni culturali italiane e internazionali coinvolte, 50 studiosi, per un’esposizione di 2000 metri quadri che racconta le straordinarie storie che emergono dal mare. E’ la mostra "Nel mare dell'intimità. L'archeologia subacquea racconta l'Adriatico" allestita nel Salone degli Incanti di Trieste.

  • Vino e archeologia: Tinazzi racconta il sito archeologico scoperto nella cantina San Giorgio in Puglia

    Una necropoli e una grotticella risalenti probabilmente al periodo alto medievale, sono tornate alla luce nel terreno della nuova cantina San Giorgio in Puglia di cui è proprietaria la famiglia veneta Tinazzi. Il mantenimento del sito archeologico è stato affidato all’Archeoclub di Carosino guidato dall’architetto Angelo Campo.

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