barocco - Turismo Italia News

  • A Genova nei Palazzi della “maraviglia”: i Rolli grandiosi, sfarzosi e ammalianti come nel Secolo d’Oro

    Giovanni Bosi, Genova

    Decorazioni in stucco, marmo o dipinte. Atri grandiosi, splendidi giardini con fontane e ninfei. La bellezza non si ferma agli affacci sulla pubblica via o nelle corti “abbracciate” dalle sontuose architetture. All’interno la “maraviglia” è ancor più grande: saloni affrescati, arredi preziosi, collezioni pregiate, quadrerie ricche con firme straordinarie. Sono i Palazzi dei Rolli, le residenze costruite dalle famiglie aristocratiche più ricche e potenti della Repubblica di Genova quando erano al vertice del potere finanziario e dei traffici portuali. E che oggi si aprono per ammaliare come un tempo…

  • Bernini e il Barocco Romano: mostra al Museo Nazionale di Belgrado per i 140 anni di amicizia tra Italia e Serbia

    La mostra “La scuola del Bernini e il Barocco Romano. Capolavori da Palazzo Chigi in Ariccia” è la mostra in corso al Museo nazionale di Belgrado con una preziosa selezione di 55 opere provenienti da Palazzo Chigi di Ariccia, che vanta una collezione altamente rappresentativa del barocco, di Roma, come principale luogo della sua diffusione, e di Gian Lorenzo Bernini.

  • Catania, il Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena: ecco il gioiello del tardo Barocco siciliano

    Eugenio Serlupini, Catania

    Si dice che Sant’Agata e l’Etna siano i simboli di Catania. Di certo la grande montagna annoverata tra i vulcani più attivi del mondo - un autentico sito iconico non a caso Patrimonio dell’umanità per volontà dell’Unesco - è da 500.000 anni che domina con tutta la sua potenza questo splendido angolo di Mediterraneo. Ed è almeno da 2.700 anni che la sua attività viene documentata facendo riscrivere la geografia di migliaia di ettari di Sicilia. In questa vicenda si incunea la storia di un altro sito storico, dal valore simbolico, culturale, artistico: il Monastero benedettino di San Nicolò l’Arena a Catania.

  • Ecco la "Cappella Sistina" di Foligno: l’Oratorio del Crocifisso, scrigno barocco della Città dei Palazzi

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    Uno scrigno prezioso. Talmente bello che finché non varchi il modesto portone di legno che lo separa da una delle strade più antiche della città che lo conserva, neppure puoi immaginare l’emozione che sta per riservarti questo capolavoro dell’arte, ancora troppo poco conosciuto. E sì che si potrebbe definire la Cappella Sistina di Foligno, baricentro del cuore d’Italia, l’Umbria. Si chiama Oratorio del Crocifisso.

  • Fiera dei Soprastanti: a Foligno il grande spettacolo dell’imponente mercato barocco della Giostra della Quintana

    A Foligno è già tempo della Rivincita. Come accade ogni settembre, la città umbra si veste di barocco per la Giostra della Quintana, la cui tenzone cavallesca è in programma al “Campo de li Giochi” per domenica 16 settembre, preceduta il sabato sera dall'imponente corteo storico. Ma come tradizione, il prologo è affidato alla grande Fiera dei Soprastanti, il mercato barocco, fiore all’occhiello degli eventi quintanari. Si acquista utilizzando solo il quattrino, l'antica moneta folignate.

  • Foligno, la città dei Palazzi: in Umbria è un unicum tutto da scoprire

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    Foligno, città dei Palazzi. Vista dal di fuori, questo è forse uno degli aspetti meno conosciuti di un centro che per le sue qualità urbanistiche si differenzia in modo sostanziale dal resto dell’Umbria, dove è più facile trovare paesini e paesotti abbarbicati sulle colline piuttosto che adagiati in piena pianura. Eppure Foligno, città della Quintana, centro del mondo seconda una consolidata tradizione, erede dunque di un fastoso retaggio barocco, punta oggi proprio sulla valorizzazione di un vasto patrimonio edilizio che nella regione non trova eguali. E la conclusione dei lunghi lavori di ricostruzione e riqualificazione conseguenti al drammatico terremoto del 1997 ha restituito una città senza eguali.

  • Gli argenti barocchi del Duomo di Foligno, capolavori artistici nella cripta

    Arriva dallo Stato Pontificio il suggello all’aspirazione barocca di Foligno, in Umbria. E non è poco. Quella di ribadire una propria caratterizzazione smaccatamente secentesca in una regione essenzialmente associata all’idea di Medioevo, è una missione che la città porta avanti da tempo.

  • Il lago di Ossiach accende le luci sul Barocco: appuntamento l’1 e il 2 luglio con la Fête Baroque

    Rivivere lo splendore di un’epoca aurea per la cultura e, in particolare, per la musica europea non è più solo un sogno da appassionati di viaggi nel tempo. In programma per il 1° e il 2 luglio 2017, la Fête Baroque porterà nel piccolo borgo di Ossiach, nella zona turistica di Villach in Carinzia, le atmosfere, i colori e le melodie del Barocco, con esibizioni, concerti, degustazioni, giochi e spettacoli.

  • La Giostra della Quintana di Foligno riaccende entusiasmi e antiche rivalità: la tenzone cavalleresca più amata è qui

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    Palio, tutto si fa per te. A Foligno le bandiere lungo le strade del centro storico annunciano che il Barocco è tornato in auge, auspice la Giostra della Quintana che sabato 16 giugno al Campo de li Giochi riporta i cavalieri dei dieci rioni chiamati a cimentarsi per conquistare l’ambito trofeo nella Sfida che in questo 2018 inserisce per la prima volta la seconda riduzione degli anelli da centrare con la lancia.

  • La pittura veronese nell'età barocca: in un libro per la prima volta artisti e opere che meritano di essere meglio valorizzati

    “La pittura veronese nell'età barocca” è il libro curato da Luca Fabbri, Fabrizio Magani e Sergio Marinelli pubblicato da Scripta Edizioni. L'opera è il consuntivo di un lavoro di studio e di ricerca condotto nel corso degli anni dalla Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, prioritariamente attraverso le campagne di catalogazione e inventariazione, e rappresenta la ripresa degli studi dedicati a questo ambito della storia dell'arte veronese, giungendo a quasi quarant'anni dalla pionieristica mostra del 1978.

  • La Ruta del Barroco Andino, in Perù i capolavori dell’arte tra contaminazioni Inca e tradizioni di ogni tempo

    Giovanni Bosi, Andahuaylillas / Perù

    E’ da sola un viaggio attraverso le meravigliose città delle Ande, dove percorrendo strade e piazze si può vivere l’esperienza della quotidianità della gente che vi abita, scoprendo al contempo autentici capolavori dell’arte e la storia che sta dietro alla loro realizzazione. Siamo in Perù e questa è la Ruta del Barroco Andino.

  • Lazio, nella città fantasma di Monterano per scoprire i segreti del passato tra gli antichi palazzi

    Giuseppe Botti, Monterano / Lazio

    Una città fantasma vera e propria. Abbandonata da tempo, a raccontare il suo antico splendore ci pensano ile vestigia di una scenografica chiesa barocca, i resti di un palazzo ducale e quel che rimane in piedi degli edifici di un borgo arroccato sulla spianata di un'altura tufacea. E’ Monterano, nel cuore della Riserva naturale nata per tutelare uno degli angoli più intatti della Tuscia Romana.

  • Mazara del Vallo: sapore di Sicilia, sapore di Mediterraneo

    Angelo Benedetti, Mazara del Vallo / Trapani

    Le suggestioni più intense il cuore di Mazara del Vallo le riserva al tramonto, quando i colori di piazza della Repubblica trasformano la Basilica Cattedrale del Santissimo Salvatore, il Palazzo Vescovile del XVI secolo e il Palazzo del Seminario vescovile del 1710 in straordinari capolavori artistici. Lo spazio diventa una sorta di palcoscenico che esorta a scoprire il contenuto di questi patrimoni culturali. E la sorpresa che riserva il loro interno non è da meno…

  • Medieval Hotel, Alba Iulia: arredi eleganti e costumi d’epoca del personale richiamano le grandi corti nobili d’Europa

    Giovanni Bosi, Alba Iulia / Romania

    Oggi è un albergo di charme ed è la storia a parlare di lui. Innanzitutto per la sua collocazione nel cuore la fortezza di Alba Carolina, ad Alba Iulia, retaggio dell’antica Apulum e del forte romano costruito dalla Legio XIII Gemina, nell'anno 106. Lui è il Medieval Hotel, ricavato nel grandioso complesso costruito 300 anni fa: la sua immagine classica insieme ad arredi eleganti e ai costumi dell’epoca indossati dal personale, richiamano le grandi corti nobili d’Europa.

  • Moneta d’oro da 20 euro per il 350° di Francesco Borromini, innovatore dell’architettura barocca

    Una moneta d’oro per Francesco Borromini, architetto ticinese tra i principali esponenti dell’architettura barocca di cui nel 2017 ricorre il 350° anniversario della scomparsa. A coniarla la Zecca dello Stato italiano.

  • MOSTRE | A Genova "Sinibaldo Scorza - Favole e natura all'alba del Barocco", prima retrospettiva dedicata al raffinato miniaturista

     

    (TurismoItaliaNews) "Sinibaldo Scorza, Favole e natura all'alba del Barocco" è il titolo della prima retrospettiva dedicata al pittore (1589-1631), raffinato miniaturista: a Genova, fino al 4 giugno 2017, a Palazzo della Meridiana sono in mostra una sessantina di opere tra dipinti e disegni.

  • MOSTRE | A Genova "Sinibaldo Scorza - Favole e natura all'alba del Barocco", prima retrospettiva dedicata al raffinato miniaturista

     

    (TurismoItaliaNews) "Sinibaldo Scorza, Favole e natura all'alba del Barocco" è il titolo della prima retrospettiva dedicata al pittore (1589-1631), raffinato miniaturista: a Genova, fino al 4 giugno 2017, a Palazzo della Meridiana sono in mostra una sessantina di opere tra dipinti e disegni.

  • Per il Barocco una moneta italiana da 10 euro in argento con un particolare della statua vaticana di Santa Veronica

    E’ dedicata al Barocco la serie numismatica “Europa Star Programme” con millesimo 2018 in circolazione dal 22 febbraio 2018. La moneta da 10 euro in argento coniata dalla Zecca di Roma propone un dettaglio della statua di Santa Veronica realizzata da Francesco Mochi e collocata nella Basilica di San Pietro in Vaticano. L’operea si intreccia con diversi elementi decorativi architettonici berniniani e borrominiani, rappresentativi dell’arte barocca.

  • Quintana di Foligno, la Fiera dei Soprastanti

    NOTIFICAZIONE

     I PRESIDENTI DELLA FIERA

    DELLA CITTÀ `DI FOLIGNO

     Dovendosi celebrare anche in questo anno

    La magnifica et antichissima Fiera de’ Soprastanti

    libera et franca de ogni datio et gabella;

    se fa invito alla S.V. Ill.ma ad intervenirvi

    con le proprie merci, con avvertimento che sarà ben

    accolta, trattata e difesa in ogni incontro.

    La quale Fiera avrà svolgimento in luogo opportuno

    nei pressi del Centro Storico, avendo inizio ad ore 16 et fino alle 24.

     

    In fede. Dato dalla Residenza del Magnifico

    Cancelliere della Giostra della Quintana

    Inizia con questo annuncio la preparazione alla Fiera dei Soprastanti, la rievocazione del mercato che si svolgeva per le vie della città di Foligno nel Rinascimento e che per il 2011 dà appuntamento per domenica 4 settembre in via Scuola di Arti e Mestieri. L’appuntamento acquisisce anno dopo anno un valore ed un sapore inconfondibile, tanto da risultare sempre più attesa ed apprezzata in Umbria e nel resto d’Italia, anche per la sua unicità. "L’originalità in effetti sta sì nella riproposizione di scene di quotidiana vita barocca animata da popolani e commercianti specializzati nella vendita di oggetti rigorosamente coevi – spiega l’architetto Stefano Trabalza, presidente della Commissione Artistica dell’Ente Giostra – ma soprattutto perché la ricostruzione è talmente fedele che le transazioni si concludono solo attraverso il pagamento con i quattrini".

    E questo rappresenta di sicuro il punto di forza della Fiera dei Soprastanti, dettaglio non secondario che diverte i suoi avventori e che li fa ripiombare indietro di quattro secoli. Ecco allora che il visitatore dimentica il presente rituffandosi nel passato e munito dei quattrini, si perde tra le botteghe delle stoffe impreziosite da splendidi broccati, degli ori pregiati che raccontano storie di dame, libri e stampe antichissime, la fedele riproposizione dei cibi dell’epoca riscoprendone gli odori e i sapori autentici. Il quattrino era la moneta dello Stato Pontificio di papa Paolo V nella Foligno del ‘600, appositamente ri-coniato dall’Ente Giostra della Quintana.

    A fare da contorno alla Fiera, i mestieri presentati dai rionali: da quelli più antichi come il bordello, al baratto del bestiame. Così tra un assaggio e un sorso di buon vino, al calar della sera la luce del giorno lascia il posto alle innumerevoli fiaccole che illuminano le facciate dei palazzi e ci si può perdere tra i canti e gli stornelli proposti dai popolani e dalle compagnie teatrali ospiti della manifestazione.

    Ma perché la Fiera dei Soprastanti? Nel Seicento, per la sua naturale conformazione, Foligno era divenuta crocevia di viandanti e mercanti che raggiungevano Roma provenendo sia dal mare Adriatico che dalla Pianura Padana. Per questa peculiarità, soprattutto nel medioevo, si acuì l’aspetto commerciale e mercantile del borgo. Basti pensare che i capi di alta moda arrivavano a Foligno prima di giungere a Roma e Firenze. Il numero dei mercanti e gli interessi che vi gravitavano erano talmente elevati ed importanti, che intorno ai secoli XVI e XVII i folignati si spinsero a regolamentare i mercati, che nascevano spontaneamente in città, attraverso un rigido e severo "dictatum": nasce così quella che oggi rievochiamo e ricordiamo con il nome di "Fiera dei Soprastanti".

    I Soprastanti era cittadini illustri di Foligno che di anno in anno venivano nominati per soprintendere alla fiera, il Capitano della Fiera era invece quel cittadino che aveva massima autorità per tutta la durata della fiera; il Capitano ed i Soprastanti avevano l’autorità di chiudere banchi, disporre ammende e addirittura condannare a morte i mercanti che violavano le regole o che fossero stati colti ad ingannare. La fiera durava due mesi, si teneva in ricordo di Santo Manno e vi potevano partecipare mercanti e cittadini provenienti da ogni dove.

     

     

     

  • Salento, ecco la gemma di Nardò: il Parco naturale regionale di Portoselvaggio e Palude del Capitano

    Giovanni Bosi, Nardò / Puglia

    Un luogo di grande fascino, praticamente un libro aperto sulla natura e sulla storia di questo lembo di Salento. Siamo nei pressi di Nardò, in provincia di Lecce: è qui che ben 1.122 ettari di territorio - dei quali 300 di pineta - e 7 chilometri di costa alta e incontaminata, costituiscono il Parco naturale regionale di Portoselvaggio e Palude del Capitano. Pini d’Aleppo, acacie, tamerici e lecci rivestono questa fascia costiera ricca di grotte, anfratti e cavità carsiche.

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