Valnerina - Turismo Italia News

  • "Tesori dalla Valnerina": quando l'arte racconta le ferite del terremoto, ma soprattutto la grande capacità di reazione e di ripresa

    Nel Museo nazionale della Rocca Albornoziana di Spoleto, la mostra "Tesori dalla Valnerina" fino al 30 luglio raccoglie un nucleo di 30 opere d'arte provenienti dalle chiese danneggiate dal terremoto che ha devastato il centro Italia nel 2016 e dal Museo della Castellina di Norcia, anch'esso chiuso per inagibilità. Sono esposte sculture, dipinti, manufatti, oggetti di oreficeria, arredi e volumi sacri sapientemente recuperati e restaurati, che testimoniano la straordinaria ricchezza artistica di questo territorio inteso come un "unicum" nel contesto dell'arte umbra dal XIII al XVII secolo.

  • Chi dice Valnerina dice anche formaggi: il paniere è un delizioso mix di sapori e colori e a Vallo di Nera…

    Giuseppe Botti, Vallo di Nera / Umbria

    Chi dice Valnerina dice anche formaggi. E sì perché questa splendida fetta di Umbria incastrata nei Monti Sibillini, al confine con le Marche, non solo custodisce luoghi di rara di bellezza ma è anche la testimonial del gusto più buono del cuore d’Italia. E una volta all’anno a Vallo di Nera, un paese che è un autentico bijoux, il cui nome da solo evoca tempi lontani, proprio il formaggio diventa protagonista. Non a caso siamo in uno dei Borghi più belli d’Italia.

  • I misteri dell’antica Chiesa abbaziale di San Pietro in Valle: a Ferentillo un capolavoro dell’arte ancora tutto da studiare

    Giuseppe Botti, Ferentillo / Umbria

    Ancora tanti misteri da chiarire. Di certo la splendida Chiesa abbaziale di San Pietro in Valle, a Ferentillo, nel cuore della Valnerina, è quel che ti aspetti dall’Umbria: arte, misticismo, storia e storie, tasselli di un mosaico che racconta vicende millenarie. E adesso l’abbazia, dopo il devastante terremoto in centro-Italia, diventa l’opportunità di rilancio del territorio.

  • Il Farro Dop di Monteleone di Spoleto e i prodotti della Montagna protagonista dell’edizione natalizia della mostra-mercato

    Monteleone di Spoleto, nella Valnerina umbra, si veste a festa per il Natale e celebra il suo prodotto principe, il Farro Dop. Dal 5 al 9 dicembre 2018, in concomitanza con la festa del patrono Nicola, si tiene la settima edizione della mostra-mercato del Farro Dop e dei prodotti tipici della montagna, con il rituale del Farro di San Nicola e il “Focone della Venuta”, un insieme di religione, sapori, riti e folclore per godere di uno dei Borghi più belli d’Italia.

  • Il Museo della Canapa: a Sant'Anatolia di Narco la tradizione è di famiglia

    Giovanni Bosi, Sant’Anatolia di Narco

    Una raccolta di attrezzature che raccontano il lavoro di uomini e donne nei campi e in casa, una preziosa collezione di manufatti tessili donati dalle famiglie del territorio, un’installazione geniale di un’artista newyorkese e soprattutto una cornice paesaggistica di tutto rilievo. Ce n’è abbastanza per visitare Sant’Anatolia di Narco, alle porte della Valnerina umbra, in provincia di Perugia, che può sfoggiare un originale Museo della Canapa. Siamo andati a vederlo.

  • Il Museo della Canapa: a Sant'Anatolia di Narco la tradizione è di famiglia

    Giovanni Bosi, Sant’Anatolia di Narco

    Una raccolta di attrezzature che raccontano il lavoro di uomini e donne nei campi e in casa, una preziosa collezione di manufatti tessili donati dalle famiglie del territorio, un’installazione geniale di un’artista newyorkese e soprattutto una cornice paesaggistica di tutto rilievo. Ce n’è abbastanza per visitare Sant’Anatolia di Narco, alle porte della Valnerina umbra, in provincia di Perugia, che può sfoggiare un originale Museo della Canapa. Siamo andati a vederlo.

  • Insalata di riso Baldo del Delta del Po con Fagioli Diavoli e cipolla fresca all’Extravergine

    Si chiama Baldo la varietà di riso che a Casa Spineto è stata scelta per preparare questa insalata accompagnata da Fagioli Infernali e cipolla fresca all’Extravergine. In particolare il Baldo è una varietà di riso superfino italiano introdotta nel 1977, derivato dall'incrocio dell'Arborio con Stirpe 136, e quello scelto è stato coltivato nel Delta del Po veneto.

  • Luxury e passione, ecco il Relais & Châteaux Palazzo Seneca di Norcia: in Umbria charme e gusto stellato

    Giovanni Bosi, Norcia / Umbria

    E’ l’unico hotel di charme in Umbria con ristorante stellato. Un primato che peraltro si abbina ad una delle zone più belle del cuore d’Italia, la Valnerina, con Norcia più vitale che mai nonostante la dura prova dell’ennesimo sisma che l’ha colpita. Ma qui la voglia di andare avanti è fortissima. E i buoni motivi per arrivare non mancano. Come nel caso di Palazzo Seneca, perfettamente efficiente e più intrigante che mai… Siamo andati a vedere.

  • Nero Norcia, edizione della rinascita: nella città di San Benedetto tre weekend dedicati al gusto e alla tradizione

    Tre weekend dedicati al gusto e alla tradizione, ma a ben guardare anche un’altra occasione per assicurare sostegno a questo territorio martoriato dal terremoto. A Norcia, in Umbria, dal 23 al 25 febbraio, dal 2 al 4 e e di nuovo dal 9 all’11 marzo si svolge la mostra mercato del tartufo nero pregiato. La 55esima nero norcia è l’edizione della rinascita: tre fine settimana tematici, oltre 100 stand, player economici importanti e Michele Zarrillo.

  • Quelle Mummie di Ferentillo: il passato ritorna e racconta storie di grande suggestione

    Giovanni Bosi, Ferentillo / Terni

    Assicura suggestioni grandissime il Museo delle Mummie di Ferentillo. Nell’antica cripta della chiesa di Santo Stefano fra il XVI e il XIX secolo sono stati sepolti i defunti del Borgo di Precetto, ma la combinazione di una serie di condizioni chimico-climatiche, ha sviluppato un incredibile fenomeno di mantenimento dei cadaveri. Intorno ai quali sono fioriti aneddoti e leggende e che oggi è possibile guardare da vicino. Mentre la scienza è pronta a nuovi studi e indagini…

  • Terremoto: brusco stop del turismo rurale in Centro Italia (-35 milioni di fatturato) ma strutture ok nel 95% dei casi

     

    Agriturismi vitali per le aree interne della dorsale appenninica, valgono oltre 170 milioni di euro e presidiano il territorio. Serve una grande campagna di promozione per scongiurarne l'abbandono dopo il vistoso calo di presenze dovuto al terremoto in Centro Italia: l'appello è dell'assemblea nazionale di Turismo Verde, l'associazione agrituristica della Cia - Agricoltori Italiani tenutasi a Spoleto.

  • UMBRIA | Nel nome di Felice Gimondi la sesta edizione della Spoleto-Norcia in mtb, lungo il tracciato della ferrovia dismessa

    “Il tracciato della Vecchia Ferrovia deve essere considerato come il mare di questo territorio, un asset fondamentale, grazie al quale valorizzare tutte le eccellenze delle zone coinvolte, non solo pensando al ciclismo, ma anche ad altri sport come equitazione, podismo e rafting”: con questa premessa, che la dice lunga sull’idea di valorizzazione, domenica 1° settembre 2019 si svolge la sesta edizione della Spoleto-Norcia in mtb, lungo il tracciato della ferrovia dismessa dell'Umbria.

  • Umbria, il restauro del convento-residenza d’epoca di Acqua Premula a Sellano premiato dai Club per l'Unesco

    L’eccellente qualità nel lavoro di restauro è valsa al convento di Acqua Premula a Sellano, struttura ricettiva di proprietà della famiglia Tulli, non solo la capacità di resistere alla sequenze sismiche ma anche una menzione speciale nella sezione imprenditori privati in occasione del premio “La fabbrica nel paesaggio”, promosso dal Club per l’Unesco di Foligno e Valle del Clitunno e giunto all’ottava edizione. Siamo nella Valnerina umbra e oggi questa è un'apprezzatissima residenza d’epoca...

  • Vallo di Nera, un prezioso scrigno in Umbria: un luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche

     

    Il nome richiama le sue origini: fossato irto di pali acuminati che difendeva le mura delle città romane e le palizzate degli accampamenti o dalla specificazione di castello della valle. Siamo a Vallo di Nera, nella Valnerina, in Umbria, luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche assolutamente da conoscere.

    (TurismoItaliaNews) Arrivare da queste parti in qualsiasi momento dell’anno dà la possibilità di ammirare paesaggi sempre diversi, resi spettacolari da colori che mutano con l’avvicendarsi delle stagioni. I boschi, le valli, i pascoli e dunque anche gli antichi abitati assumono connotati che li fanno amare subito e che solleticano la curiosità a tornare per vedere come saranno la prossima volta. Vallo di Nera è un oggi gioiellino grazie all’azione di recupero che ha consentito di riportarlo all’originario assetto e splendore, al quale i suoi abitanti (soprattutto d’estate) concorrono ad abbellirlo con gerani rossi ed altri fiori di stagione.

    A dire il vero, una volta si chiamava solo Vallo, appunto da vallum, mentre la puntualizzazione del Nera, il nome del fiume che scorre in fondo alla montagna, è stato aggiunto nel Novecento. Le sue origini comunque si perdono nella notte dei tempi: ai tempi di Federico II, Castrum Valli faceva parte dei domini imperiali controllati da Corrado di Urslingen, duca di Spoleto. Nel 1198 entrò a far parte dei domini della Chiesa. L'8 settembre del 1217, dopo aver raso al suolo la rocca imperiale, il podestà di Spoleto concesse agli abitanti di Vallo di costruire un nuovo castello sulla cima del Colle Flezzano. Soggetto al governo pontificio, il castrum permetteva il controllo di un importante nodo viario: l'antico cammino della Valnerina lungo il Nera; il cammino di montagna diretto a Ponte e a Cascia e l'importante snodo che da Geppa e Grotti raggiungeva Spoleto.

    Oggi l’assetto del castello è ancora molto ben leggibile: conserva ancora il cassero, buona parte della cinta muraria (la Carbonaia) e la possente torre (lu turrione) dotata di mensoloni e caditoie "a difesa piombante" da cui gli assediati facevano piovere pietre e olio bollente. Di grande interesse sono la porta est di accesso al castello (porta Ranne) e la porta doganale (Portélla) con il suo lungo andito coperto da volte e soffitti di tavole. Tra il Cinque e il Seicento, all'esterno della cinta muraria lungo la strada di accesso alla rocca, si è sviluppato il complesso di botteghe artigiane, negozi, stalle, case-torri (li casali). Poi, con il mutare delle condizioni di sicurezza alcune torri sono diventate colombaie. Tipico, all'interno delle mura, l'andamento pianeggiante e circolare della strada di mezzo da cui partono ripide rampe in salita o in discesa che raggiungono varie quote. Sugli stretti vicoli avari di sole e densi di ricordi, tra una casa e l'altra s'inarcano cavalcavia (i buchi) e, qua e là, si affacciano giardinetti e orti pensili retaggio di spazi un tempo edificati.

    Lo stemma del castello un tempo recava l'immagine di San Giovanni Battista patrono del paese; dal 1881, anno di unificazione delle tre Comunità di Vallo, Paterno e Meggiano in unico Comune, mostra una fortificazione sovrastata da tre torri a ricordare i castelli principali e le "ville" di minore importanza. L'economia di Vallo si è fondata per lungo tempo, come in parte ancora oggi, sull'agricoltura, l'allevamento del bestiame e l'artigianato. Attività complementari erano la coltivazione dello scòtano, la pesca delle trote nel Nera, la raccolta del pregiato zafferano e dei tubera: i tartufi destinati alle mense dei ricchi. Un tempo era praticata la caccia remunerata al lupo e all'orso appenninico, estintosi nel Settecento.

    Nel 1399 Vallo è stata interessata dal passaggio dei Bianchi: penitenti congregatisi spontaneamente alla vigilia del Giubileo del 1400 allo scopo di proclamarela pace universale e ottenere il perdono dei peccati. Le loro processioni, ritratte nella Chiesa di Santa Maria, percorrevano la penisola accompagnando le preci e le laudi coi colpi dei flagelli. Quando si arriva nel paese l’occhio cade subito sull’edificio sacro e sul suo possente campanile. Risale all’epoca imperiale (è menzionata in un documento del 1176) e nel 1652, durante il pontificato di Innocenzo X, è stata dedicata a Santa Maria Assunta. Agli inizi del Trecento, sul suo fianco è stato costruito il convento dei minori conventuali e una delle torri di difesa è divenuto il campanile della chiesa. Tra gli affreschi di questo scrigno di arte sacra medievale, ad unica navata, vanno evidenziati, sulla parete sinistra, il martirio di S. Lucia; immagini di santi tra cui una ieratica rappresentazione di San Francesco; una soave Madonna del maestro di Eggi; Madonne del latte; nell'abside la Dormitio Mariae e le storie di Cristo di Cola di Pietro e Francesco di Antonio affrescate nel 1383; sulla parete destra l'affresco della Processione dei Bianchi di Cola di Pietro da Camerino (1401); Sant’Antonio Abate e i maialini cintati; Santa Chiara e Santa Maria Egiziaca dai lunghi capelli, la Trinità con tre teste. Nella parte sud del castello, si trova la chiesa di santa Caterina a cui un tempo era annesso il convento delle terziarie francescane. All'esterno delle mura, dalla chiesina quattrocentesca, San Rocco vigilava insonne per impedire al nero dèmone della peste di avvicinarsi al castello. Lungo la strada per Castel san Felice, sorge la piccola chiesa dell'Immagine delle Forche, edificata nel XV secolo e interamente affrescata.

    Tra le proposte culturali, c’è la Casa dei Racconti, antenna dell'Eco-museo della Valnerina. Il Castello di Vallo di Nera fa parte del prestigioso circuito turistico, culturale e storico dei Borghi più belli d'Italia ed è Bandiera arancione del Touring Club.

     

    Chi dice Valnerina dice anche formaggi: il paniere è un delizioso mix di sapori e colori e a Vallo di Nera…

     

     

    Per saperne di più
    Servizio Turistico Associato della Valnerina
    Via Giovanni da Chiavano, 2 06043 Cascia (Pg)
    tel. 0743-71401
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.lavalnerina.it
    www.comune.vallodinera.pg.it
    www.valleumbraesibillini.com
    www.bimcascia.com

  • Vallo di Nera, un prezioso scrigno in Umbria: un luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche

     

    Il nome richiama le sue origini: fossato irto di pali acuminati che difendeva le mura delle città romane e le palizzate degli accampamenti o dalla specificazione di castello della valle. Siamo a Vallo di Nera, nella Valnerina, in Umbria, luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche assolutamente da conoscere.

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