Foligno - Turismo Italia News

  • “Foligno: storia, arte, memorie nel centro storico”: è uscita la nuova guida dedicata alla città dei Palazzi in Umbria

    “Foligno: storia, arte, memorie nel centro storico” è la nuova pubblicazione delle Edizioni Orfini Numeister che presenta un’immagine nuova del cuore della città umbra. Per chi desidera visitarla, questa “guida” di oltre duecento pagine firmata da Fabio Bettoni e Bruno Marinelli, con camei di Roberto Tavazzi e Attilio Turrioni, si rivelaagevole da portare con sé e piacevole da leggere.

  • Accordo Anas - MiBact per la valorizzazione delle scoperte archeologiche nei cantieri stradali

    Fino ad oggi i ritrovamenti erano ritenuti un’interferenza del passato, una presenza ingombrante che, annunciando un bene da tutelare, ritardavano la costruzione di un’opera funzionale al presente. Con il patto sottoscritto da Anas e MiBact viene profondamente modificata la prospettiva: la scoperta è messa al centro di un circolo virtuoso che connette anche soggetti istituzionali e attori pubblici e privati che sappiano riconoscere l’archeologia come indice e acceleratore di benessere oltreché di crescita culturale e sociale.

  • Almanacco Barbanera 2018, da 256 anni stile di vita in armonia con le stagioni e i ritmi del tempo naturale

    Un’edizione attesa e amata, un classico del buon vivere che accompagna da oltre due secoli e mezzo le nostre quotidianità, ne scandisce il tempo, i gesti, le saggezze. E’ l'Almanacco Barbanera 2018, al traguardo dei 256 anni. Tra buone pratiche e nuove sensibilità, giunge con novità tutte da scoprire. Con un occhio al mutare dei tempi, ma senza dimenticare il suo tradizionale augurio per "un anno di felicità".

  • Almanacco Barbanera, la Memoria del Mondo dispensa la sua saggezza anche per il 2019

    Angelo Benedetti, Foligno / Umbria

    Buone pratiche consapevoli, sostenibili, in armonia. Si rinnova l’appuntamento con l’almanacco più amato in Italia, consultato da generazioni e generazioni, tanto da essere stato riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità come «Memory of the World Register». Ovviamente è il Barbanera, con cui trascorrere insieme anche il 2019.

  • Annifo, la ricostruzione delle tradizioni d’un tempo

    Angelo Benedetti, Annifo / Perugia

    Annifo è uno dei tanti centri montani di cui è costellata la montagna del Folignate, al confine tra Umbria e Marche. E’ una delle zone che venne martoriata dal devastante terremoto del 1997. Da allora di tempo ne è passato e la ricostruzione è praticamente agli sgoccioli. Adesso si guarda inevitabilmente al futuro e si riprendono le buone tradizioni. Come la festa giunta alla trentesima edizione “Sette giorni in montagna” con le lenticchie protagoniste: si comincia sabato 6 agosto 2011 per finire il giorno di ferragosto.

  • Archeologia: il Mac di Colfiorito, l’antica civiltà umbra va in museo

    Giovanni Bosi, Colfiorito /  Umbria

    Reperti archeologici di grande valore documentario ma anche artistico, come i raffinati bronzetti votivi dedicati alla Dea Cupra, risalenti al sesto-quinto secolo avanti Cristo. Ma anche decorazioni architettoniche, utensili, lastre di rivestimento decorate. E molto altro nel  Mac, il Museo Archeologico di Colfiorito aperto dall'agosto 2011. Cerniera tra Umbria e Marche, l’altopiano folignate è un patrimonio dell’Umanità per la sua zona umida. Adesso in vetrina ci sono definitivamente anche i tesori restituiti dopo anni di scavo.

  • Centro Italiano Arte Contemporanea, cubo d'autore al centro del mondo (Foligno)

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    La sensazione immediata è quella di avere a che fare con qualcosa di dinamico, in movimento. Insomma non un museo statico. E non potrebbe essere diversamente visto che il Centro Italiano Arte Contemporanea che possiede Foligno (Umbria) è non solo una vetrina, ma anche una fucina di proposte.

  • Centro Italiano Arte Contemporanea, cubo d'autore al centro del mondo (Foligno)

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    La sensazione immediata è quella di avere a che fare con qualcosa di dinamico, in movimento. Insomma non un museo statico. E non potrebbe essere diversamente visto che il Centro Italiano Arte Contemporanea che possiede Foligno (Umbria) è non solo una vetrina, ma anche una fucina di proposte.

  • Con i bronzi di Ivan Theimer il centro storico di Foligno (Umbria) diventa un museo a cielo aperto

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    Da Parigi ad Amburgo, da Bordeaux a Firenze le sue creazioni hanno arricchito il patrimonio artistico nel contesto urbano. La città di Foligno, in Umbria, ne possiede ben due, pensate per completare la riqualificazione di due spazi ritrovatisi a svolgere il ruolo di piazze a distanza di oltre mezzo secolo dalle devastazioni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. Lui è lo scultore moravo Ivan Theimer.

  • Ecce Homo, il Gregorio di Lorenzo "ritrovato" del Duomo di Foligno

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    E’ da oltre sei secoli che si prega davanti a quel volto sofferente, sul quale la maestria di Gregorio di Lorenzo ha scolpito anche le lacrime. E persino in queste ultime settimane, durante il periodo di restauro - quando un cartello avvertiva delle operazioni in corso per giustificare il vuoto nella minuscola cappellina nella parete destra della navata del Duomo di Foligno - tanti hanno continuato a pregare lì davanti facendosi il segno della croce. Ora l’opera d’arte è tornata all’originario splendore.

  • Ecco la "Cappella Sistina" di Foligno: l’Oratorio del Crocifisso, scrigno barocco della Città dei Palazzi

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    Uno scrigno prezioso. Talmente bello che finché non varchi il modesto portone di legno che lo separa da una delle strade più antiche della città che lo conserva, neppure puoi immaginare l’emozione che sta per riservarti questo capolavoro dell’arte, ancora troppo poco conosciuto. E sì che si potrebbe definire la Cappella Sistina di Foligno, baricentro del cuore d’Italia, l’Umbria. Si chiama Oratorio del Crocifisso.

  • EVENTI | Aeroporto dell’Umbria: media partnership per la promozione del territorio, dai Ceri di Gubbio alle Infiorate di Spello

    Apre a sinergie con il territorio e lo fa nell’ottica di una precisa strategia di marketing, volta alla valorizzazione di alcuni appuntamenti di forte richiamo per i visitatori che transitano nell’hub perugino. L’Aeroporto Internazionale dell’Umbria si allea con le manifestazioni più importanti della regione per promuovere le eccellenze dei territori, dai Ceri di Gubbio alle Infiorate di Spello.

  • Fiera dei Soprastanti: a Foligno il grande spettacolo dell’imponente mercato barocco della Giostra della Quintana

    A Foligno è già tempo della Rivincita. Come accade ogni settembre, la città umbra si veste di barocco per la Giostra della Quintana, la cui tenzone cavallesca è in programma al “Campo de li Giochi” per domenica 16 settembre, preceduta il sabato sera dall'imponente corteo storico. Ma come tradizione, il prologo è affidato alla grande Fiera dei Soprastanti, il mercato barocco, fiore all’occhiello degli eventi quintanari. Si acquista utilizzando solo il quattrino, l'antica moneta folignate.

  • Foligno città d’arte, i tesori della Rosa dell’Umbria

    Una città raccontata in punta di penna. Non la solita guida cultural - turistica, ma un racconto ragionato intorno ad un centro che spicca per la sua diversità nella stereotipata Umbria medievale e dunque in grado di brillare oggi di luce propria, non più di luce riflessa. E’ "Foligno città d’arte", firmata da Piero Lai e realizzata dalla Effe Fabrizio Fabbri Editore nell’ambito dell’opera editoriale "Rosa dell’Umbria". La nuova guida artistica inquadra la città (in cui nel 1472 si stampò la prima edizione della Divina Commedia) in un’ottica rinnovata, capace di confermare come Foligno sia la città dei Palazzi ma anche l’imprevedibile testimonial della moderna architettura.

  • Foligno, en el corazón de Umbría y de Italia, la Ciudad de la Justa de la Quintana

    Giovanni Bosi  Foligno / Italia

    (TurismoItaliaNews) Tradicionalmente se le considera a Foligno el centro del mundo. La ciudad, ubicada en el corazón de Umbría y de Italia, es conocida, a nivel internacional como la ciudad de la “Justa de la Quintana, el torneo que en Junio y Septiembre de cada año le hace recobrar nueva vida al duelo entre los jinetes que representantan los diez antiguos barrios de la ciudad. Un duelo apasionante en el que los jinetes, montados en sus caballos al galope y armados con sus lanzas, van ensartando anillas cada vez más pequeñas colgadas de una estatua : la Quintana. Una gran fiesta del pueblo, de color local, de pasión pero también una rigurosa reconstrucción histórica, escénica, iconográfica y gastronómica de Barroco italiano. Esto también es Foligno, con sus palacios del siglo XVII, sus museos, sus oratorios barrocos, la primacía por haberse imprimido aquí por primera vez en 1472 la Divina Comedia de Dante Alighieri.

    La Justa del Estafermo

    En junio y septiembre de cada año, Foligno se entusiasma en revivir la justa que los ciudaddanos han estado esperando: La Justa de la Quintana. La competición de las anillas más entusiasmante y difícil de las que tienen lugar en Italia. No por casualidad se le define la Olimpíada de las competiciones ecuestres. Los habitantes de la ciudad está divididos en los diez antiguos barrios, cada uno representado por un Cavaliere al campo de li giochi , es decir un jinete que participará en el duelo ecuestre en el campo del Torneo para contenderse el artístico palio. Cada jinete será apodado con un nombre que le identifique en esta ocasión: Gagliardo (Gallardo) – barrio Ammanniti, Ardito (Osado) - barrio Badia, Pertinace (Pertinaz) - barrio Cassero, Furente (Furioso) barrio Contrastanga, Fedele (Fiel) - barrio Croce Bianca, Animoso (Animoso) - barrio Giotti, Generoso (Generoso) - barrio la Mora, Baldo (Valiente) - barrio Morlupo, Moro (Moro) – barrio Pugilli, Audace (Audaz) - barrio Spada.

    Para conseguir la victoria, los jinetes, montando su caballo bien adiestrado, hacen un recorrido de unos 754 metros en el Campo de los Juegos que tiene la forma de un ocho. En el punto en que las dos diagonales del ocho se cruzan se encuentra la estatua de la Quintana. El brazo izquierdo sostiene un escudo con la divisa de la ciudad, (el lirio y la cruz) mientras el brazo derecho empuña un gancho del que cuelgan las anillas que los jinetes, montando su caballo al galope, tendrán que ensartar con una lanza de metal. Los caballos, junto a los jinetes ,son los protagosnistas de la competición: durante meses se les entrena en las cuadras de los distintos barrios para que logren velocidad , precisión y competitividad. Las anillas tienen tres distintos diámetros: 8 centímetros la primera sesión 6 y 5 las restantes dos. Nueve en total las sesiones. El jinete que en el menor tiempo y el menor número de penalidades consiga hacer el entero recorrido será el ganador del palio pintado cada año por un renombrado artista. En el mes de Junio tiene lugar el Torneo de Desafío y en le mes de Septiembre el torneo de Revancha.

    El Desfile Historico

    La tarde anterior al torneo, el desfile histórico de la Quintana recorre las calles de la ciudad: centenares de figurantes con trajes barrocos en representancia del Ente Giostra (Organismo que patrocina la Justa), de las autoridades del ayuntamiento y de los diez barrios. Nobles y damas, jinetes montando sus caballos, donceles y pajes, tamboriles y trompetistas, alfereces y abanderados nos transportan atrás en el tiempo y hacen revivir la emoción del pasado, en la general escenografía ofrecida por los vestidos de la época, los ornamentos y las antorchas. Antes de la lectura del Bando, el la Plaza Mayor, se inscriben los jinetes a la competición del día siguiente, y el Obispo de la ciudad bendice caballos y caballeros en el sagrado de la catedral. A continuación el desfile recorre las calles de la ciudad por un recorrido a lo largo del que se encuentran arcos de triunfo y sugestivos alumbrados. La cabalgada tiene lugar a mediados de junio y de septiembre todos los años.

    Los Trajes

    El periodo al que se refieren los trajes de la Quintana va del año 1580 al año 1620 aproximadamente Son de estilo hispánico trasladado al territorio itálico. Para la producción de los trajes llevados por los distintos personajes de la Quintana, se hace referencia a cuadros y otra documentación iconográfica de la época; las sastrerías utilizan tejidos preciados de mucho valor. Los trajes son realizados por sastres de la ciudad, que crean trajes de alta calidad gracias a su experiencia. El traje se completa con joyas de la época, muchas de las cuales están realizadas por orfebres de la ciudad.

    Las Anillas

    Las anillas, al igual que la estatua que dio el nombre a la justa, son otro símbolo inconfundible del torneo ecuestre de Foligno. En la actualidad siguen siendo realizados a mano en las tres medidas necesarias de 8,6,5 centímetros de diámetro interior. Están pintadas con rayas blancas y rojas, los colores del escudo de la ciudad. Pero ¿ Por qué la anilla ?Justas como la de la Quintana se inspiran a las justas romanas a la quintana, en las que el objetivo del jinete era pegar un golpe a un pilar o tronco clavado en el suelo. La anilla porque sobre el tronco se pintaban círculos de distintas dimensiones que los jinetes tenían que acertar con la lanza, logrando distintos puntajes y esto le daba interés al torneo que resultaba así más interesante. El las épocas siguientes se utilizó el mismo criterio dibujando círculos en los escudos de las estatuas utilizadas en las justas. Sólo en un segundo momento se pasaron a utilizar anillas tal como las conocemos hoy en día, es decir un sostén del que cuelgan anillas que los jinetes tienen que ensartar.

    Las Tabernas

    Las tabernas son el corazón de los barrios. Todo barrio posee una y es aquí que se concentra la actividad de agregación junto a la actividad de investigación y experimentación que gira alrededor del sector enogastronómico, factor de espectacularización de los banquetes típicos de la época barroca. La referencia histórica es también en este ámbito el siglo XVII. Aquí se pueden gustar los platos tradicionales de Umbría que están servidos por personajes con trajes de la época. Desde el punto de vista arquitectónico la tabernas son muy interesantes porque están ubicadas en bodegas u otras partes de antiguos edificios en el casco histórico de la ciudad. Los barrios compiten también en el que se llama Gareggiare dei Convivi, es decir una competición en que el banquete se considera un momento de degustación de platos que son un verdadero alarde de arte culinario, de ornamentos y espectáculos, con músicos y actores, en el marco del renaciminento tardío de los primeros años del siglo XVII. Las tabernas se abren en septiembre, a veces incluso a finales de agosto.

    La Feria de los Soprastanti

    Foligno da comienzo a la Quintana con la Feria de los Soprastanti, un evento muy esperado y frecuentado por miles y miles de visitantes. Esta feria es la evocación del mercado que tenía lugar en las calles de la ciudad en el Renacimiento. En el siglo XVII Foligno se había convertido en encrucijada de viandantes y mercaderes que iban de viaje hacia Roma y procedían tanto del mar como de la llanura Padana. Gracias a esta peculariedad, sobretodo en la Edad Media, se consolidó el aspecto comercial y mercantil de esta ciudad. Es suficiente pensar en los trajes de alta sastrería que llegaban antes a Foligno que a Roma o Florencia. Los Soprastanti eran los ciudadanos insignes que de año en año se nombraban para dirigir la Feria; el Capitán de la Feria era el ciudadano que representaba la máxima autoridad durante toda la manifestación. La moneda que se utilizaba para las compraventas era el quattrino, moneda del Estado Pontificio de Papa Pablo V en el siglo XVII. La filosofía que rige la feria sigue siendo la misma hoy en día. Todo debe de estar fiel a la época: desde los tenderetes hasta las casas , desde los adornos hasta los productos que se venden, desde los trajes de los mercaderes hasta los de los Soprastanti. Y naturalmente todo se paga con el Quattrino.

     

  • Foligno, in the heart of Umbria and Italy, the town of “the Quintana”

    by Giovanni Bosi  Foligno / Italy

    (TurismoItaliaNews) It is considered by tradition the “centre of the world”. Foligno, in the heart of Umbria and Italy, is famous worldwide for the Quintana, the jousting tournament which in June and September renews the challenge among the knights of its ten wards. An exciting challenge where each knight, riding his own galloping horse, has to catch a series of rings (which gradually become smaller and smaller) hanging from a wooden statue called “Quintana”. It is a great feast of people, colours and passions, but also an accurate historical, scenic, iconographic and gastronomic reconstruction of the Italian Baroque. This is Foligno, with its 17th century palaces, museums, Baroque Oratories and the first edition of the Divine Comedy by Dante Alighieri, printed here in 1472.

    The Quintana Tournament

    Every year in June and September Foligno brings to life again the most awaited challenge: the Quintana Tournament, the most charming and difficult ring competition ever held in Italy and for this reason defined as the Olimpics of equestrian competitions. The inhabitants of the town are divided into ten wards (Rioni), each of them being represented by a Knight of ‘the Jousting Field’ (Campo de li Giochi) aiming at winning the banner (Palio). Each knight is identified by a nickname: the “Gagliardo” (strong) represents the Ammanniti ward; the “Ardito” (brave) for the Badia ward; the “Pertinace” (tenacious) for the Cassero ward; the “Furente”(furious) for the Contrastanga ward; the “Fedele” (faithful) for the Croce Bianca ward; the “Animoso (fiery) for the Giotti ward; the “Generoso” (generous) for the La Mora ward; the “Baldo” (brave) for the Morlupo ward; the Moro (dark) for the Pugilli ward; the “Audace” (daring) for the Spada ward.

    In order to win the competition each knight on horseback runs a 754 metres eight-shaped track on the racing ground. At the crossing of the diagonal lines the Quintana statue stands, its left arm holding a shield with the symbols of Foligno (the Lily and the Cross) while its right arm holds the rings which are to be caught with a spear by the knights riding at full gallop. Together with the knights the horses are the protagonists of the race: they are trained for months in order to become fast, precise and competitive. The rings are of three different sizes: eight cm for the first round, six and five cm for the other two. The total number of rounds is nine. The knight who manages to run the track in the shortest time and with the least penalties wins the “Palio” painted every year by a famous artist. The Challenge Tournament is held in June, the Return Game in September.

    The Historical Parade

    The night before the game a historical parade goes through the city centre. Hundreds of characters dressed in Baroque costumes represent the local body responsible for the Tournament(Giostra), the Townhall and the ten Wards. Noblemen and ladies, knights on horseback, pages and valets, drummers and trumpet players, flag bearers and flag jugglers bring back the emotions of the past in a wonderful pageantry. Before the reading of the “Bando” (Opening Speech) in Piazza Grande the knights register for the competition of the next day and the Bishop blesses them in the Cathedral square. Then the Procession goes through the town following a picturesque route under triumphal arches and evocative lights. It takes place in June and September every year.

    The Costumes

    They date back to the period from 1580 to 1620. It is the Hispanic style transferred to Italy, in an area which was under the Pope’s rule. For the production of the costumes worn by the various characters of the Quintana, reference is made to paintings or other iconographic documents of that period:   the most talented city tailors make the costumes using precious and valuable fabrics. Vintage jewellery made by goldsmiths of Foligno with precious materials complete the work.

    The Rings

    The rings, like the statue which has given the name to the tournament, are another unmistakable symbol of the challenge in Foligno. They are hand-made, in three different sizes of eight, six and five cm diameter, and are adorned with white and red strips, the colours of Foligno coat of arms. But why use rings? This type of tournament was introduced after the Roman quintana games where the knights had to hit a trunk or a pole driven in the ground. The knight had to hit, with a spear, circles of different sizes drawn on the trunk thus obtaining different scores and making the challenge more exciting. In later periods circles were drawn on the shields of the statues used for the tournaments; finally rings were used in the same way as they are in the present game.

     

    The Taverns

    The Taverns are the heart of the Wards. Each ward has got its own tavern where people meet and taste Umbrian traditional dishes, an occasion which brings back the atmosphere of the spectacular banquets typical of the Baroque period. The food served in the taverns by characters in costumes is prepared following the 17th century recipes. From the architectonic point of view the taverns are very interesting because they are located in the cellars or other parts of the old palaces in Foligno city centre. The wards compete also in the “Gareggiare dei Convivi”, a competition of banquets which doesn’t consist only in food tasting, but it also includes cookery display, decorations and performances of musicians and actors in the setting of Late Renaissance and early 17th century. The taverns are open in June and September.

    The Soprastanti Fair

    In September (sometimes also at the end of August) Foligno begins the Quintana period with the Soprastanti Fair, a long-awaited event attended by thousands of visitors. It is the recalling of the market which took place in the city centre during the Renaissance. In 1600 Foligno was a meeting point for travellers and merchants on their way to Rome both from the Adriatic coast and from the Po Valley. For this reason, especially in the Middle Ages, Foligno was an important commercial centre where haute couture models arrived before getting to Rome or Florence. The “Soprastanti” were distinguished citizens of Foligno who were appointed every year to supervise the fair and their Captain was the highest dignitary in charge of it. The currency used in the transactions in 17th century Foligno was the “quattrino”, the coin of the Papal States under Pope Paolo V. Still today the fair is organised with the same spirit: everything has to be faithful to the past. From the stalls to the houses, from the decorations to the products sold, from the merchants’ clothes to the soprastanti’s ones. And everything is obviously paid by the “quattrino”.

     

  • Foligno, la città dei Palazzi: in Umbria è un unicum tutto da scoprire

    Giovanni Bosi, Foligno / Umbria

    Foligno, città dei Palazzi. Vista dal di fuori, questo è forse uno degli aspetti meno conosciuti di un centro che per le sue qualità urbanistiche si differenzia in modo sostanziale dal resto dell’Umbria, dove è più facile trovare paesini e paesotti abbarbicati sulle colline piuttosto che adagiati in piena pianura. Eppure Foligno, città della Quintana, centro del mondo seconda una consolidata tradizione, erede dunque di un fastoso retaggio barocco, punta oggi proprio sulla valorizzazione di un vasto patrimonio edilizio che nella regione non trova eguali. E la conclusione dei lunghi lavori di ricostruzione e riqualificazione conseguenti al drammatico terremoto del 1997 ha restituito una città senza eguali.

  • Foligno, la Santissima Trinità accoglie Calamita Cosmica

    L’impatto è straordinario: la settecentesca chiesa della Santissima Trinità in Annunziata, a Foligno (Umbria) restaurata dopo secoli di inutilizzo e di abbandono, si trasforma nel perfetto contenitore di un capolavoro dell’arte contemporanea: il gigantesco scheletro firmato da Gino De Dominicis. Il 9 aprile 2011 l’intervento è stato svelato alla città e al mondo della cultura.

  • Foligno, la ville de la Quintana, est réputée par tradition le centre du monde

    by Giovanni Bosi  Foligno / Italie

    (TurismoItaliaNews) La ville, en plein centre de l’Ombrie et de l’Italie, est connue, au niveau international, pour être la ville de la Quintana, la joute à l’anneau où les cavaliers de ses dix quartiers, appelés Rioni, se défient chaque année, en juin et en septembre. Il s’agit d’une course à cheval où chaque cavalier lancé au galop et armé d’un javelot doit enfiler des anneaux, d’un diamètre toujours plus petit, accrochés à une statue en bois appelée Quintana.C’est une grande fête populaire, colorée, animée, qui est aussi une fidèle reconstitution historique, scénique, iconographique et gastronomique du Baroque italien. Foligno ce n’est pas seulement la Quintana mais aussi ses jolis édifices du XVII siècle, ses musées, ses Oratoires baroques, son primat de ville où a été imprimée, en 1472, la première copie de «La Divina Commedia» de Dante Alighieri.

    La Joute de la Quintana

    Chaque année, au mois de juin et au mois de septembre, la ville de Foligno s’anime à l’occasion du défi le plus attendu: la Joute de la Quintana, la compétition à l’anneau la plus captivante et difficile qui se déroule en Italie. C’est pour cela qu’elle est appelée l’Olympiade des compétitions équestres. Les habitants de Foligno se répartissent en dix anciens quartiers et chaque quartier sera représenté par un cavalier al «Campo de li Giochi» sur le terrain de jeu pour se disputer le «Palio», l’étendard. Pour cette occasion, chaque cavalier prend un faux nome qui l’identifie: le Gaillard pour le quartier Ammanniti; le Hardi pour le quartier Badia; le Tenace pour le quartier Cassero; le Furieux pour le quartier Contrastanga; le Fidèle pour le quartier Croce Bianca; le Courageux pour le quartier Giotti; le Géneréux pour le quartier La Mora; le Vaillant pour le quartier Morlupo; le Maure pour le quartier Pugilli; l’Audacieux pour le quartier Spada.

    Pour remporter la victoire chaque cavalier sur son cheval bien dressé effectue un parcours marqué en forme de huit au «Campo de li Giochi» long de 754 mètres. A l’intersection des diagonales, il y a la statue de la Quintana: le bras gauche soutient un bouclier marqué par l’emblème de Foligno (le Lis et la Croix) alors que le bras droit empoigne un crochet auquel sont suspendus des anneaux qui devront être enfilés avec une lance en métal par les cavaliers au galop. Aux côtés des cavaliers, les splendides chevaux sont eux aussi protagonistes de la compétition: ils s’entraînent pendant de longs mois dans les écuries de chaque quartier pour devenir rapides, précis et compétitifs. Il existe trois types d’anneaux de dimensions différentes: de huit centimètres pour le premier tour, de six centimètres pour le deuxième tour et de cinq centimètres pour le troisième tour. En tout, les cavaliers devront essayer d’enfiler neuf anneaux, trois par chaque tour. Le cavalier qui aura commis le moins d’erreurs et aura été le plus rapide gagnera l’étendard peint par un illustre artiste. Au mois de juin se dispute la Joute du Défi et au mois de septembre la Joute de la Revanche.

    Le Cortège Historique

    Le soir qui précède le défi au “Campo de li giochi” un cortège en costumes défile dans les rues du centre ville. Il est composé de centaines de personnages, vêtus en vêtements de l’époque baroque, qui représentent l’Ente Giostra, l’Administration Municipale et les dix Quartiers. Nobles, dames, chevaliers en selle, pages et valets, joueurs de tambours et clairons, porte-drapeaux et jongleurs de drapeaux replongent la ville de Foligno dans un passé émotionnant, dans une atmosphere particulière donnée par les costumes, les décorations et les flambeaux. Avant la lecture de l’Avis, sur la Place “Grande” on inscrit les chevaliers au tournoi qui se déroulera le jour suivant. Ce jour-là, l’Èvêque donne sa bénédiction aux participants sur le parvis de la cathédrale. Puis le cortège défile dans les rues selon un parcours déterminé, parsemi d’arcs de triomphe et de luminaires suggestifs. Le cortège a lieu à mi-juin et à mi-septembre de chaque année.

    Les Costumes

    La période qui se réfère aux vêtements de la “Quintana” va de 1580 à 1620 environ. C’est le style hispanique transferé en territoire italique, dans une zone de domaine pontifical. Pour la production des costumes portés par les différents personnages de la Quintaine on se réfère aux tableaux ou à d’autres documentations iconographiques de l’époque; les maisons de couture utilisent des tissus précieux. Les vêtements sont réalisés par les plus grands couturiers de la ville. On complète le costume avec des bijoux de l’époque, réalisés en material précieux par les orfèvres de Foligno.

    Les Anneaux

    Les anneaux, comme la statue qui a donné le nom à la Joute, sont un autre symbole incomparable du tournoi chevaleresque de Foligno. Aujourd’hui, les anneaux sont ancore réalisés exclusivement à la main en trois dimentions: huit, six et cinq centimètres de diamètre et sont colorés en blanc et rouge, les couleurs symbôles des armes de Foligno. Mais pourquoi l’anneau? Ces joutes naissent après les combats romains où le but du chevalier était de toucher un tronc ou un pieu enfoncé dans le terrain. L’usage de l’anneau est dû aux cercles de dimensions différentes dessinés sur un tronc d’arbre que le chevalier devait frapper avec sa lance ainsi il obtenait un certain nombre de points et rendait le défi le plus prenant possible. Puis, ensuite on a dessiné des cercles sur les boucliers des similacres utilisés pour les joutes; seulement après quelque temps on a utilisé l’anneau comme nous le connaisons aujourd’hui c’est - à - dire l’anneau est accroché à la statue et le chevalier doit l’enfiler.

    Les Tavernes

    Les tavernes sont le coeur des Quartiers (appelés Rioni). Chaque Quartier en possède une, véritable point de rencontres sociales, où se concentre l’activité de recherche et d’expérimentation autour du secteur œnogastronomique, occasion pour transformer en spectacle des banquets qui étaient très diffus à l’époque baroque. Même pour les plats culinaires on se réfère au XVIIe siècle. On peut y goûter des plats traditionnels de l’Ombrie, servis par des personnages en costume. D’un point de vue architectural, les tavernes sont très intéressantes, étant situées dans des caves ou dans de vieux édifices du centre historique de Foligno. Les Quartiers se défient également à une véritable compétition, dite “Gareggiare dei Convivi”, où le Banquet n’est pas seulement une dégustation de mets, mais aussi un étalage d’art culinaire, de décorations et de spectacles, avec des musiciens et des acteurs, le tout dans une atmosphère fin Renaissance, début XVIIe siècle. Les tavernes sont ouvertes aux mois de juin et septembre.

    La Foire des Soprastanti

    Au mois de septembre (parfois fin août) Foligno ouvre l’édition de la Quintana par la Foire des Soprastanti, rendez-vous également attendu et fréquenté par des milliers de visiteurs. Il s’agit de l’évocation du marché qui se déroulait dans les rues de la ville pendant la Renaissance. Au XVIIe siècle la ville de Foligno était devenue carrefour de pélerins et marchands qui se rendaient à Rome provenant soit de la mer Adriatique soit de la plaine du Pô. C’est pour cela que, surtout au Moyen-Age, l’aspect commercial et marchand de cette ville se consolida. Il suffit de rappeler que les vêtements de la haute couture arrivaient à Foligno avant de gagner Rome et Florence. Les “Soprastanti” (ceux qui sont situés au-dessus) étaient des citoyens illustres de Foligno qu’on nommait chaque année pour diriger la foire; le Capitaine de la Foire était le citoyen qui avait la plus grande autorité durant toute la Foire. La monnaie qui réglait l’achat et la vente était le quattrino, une monnaie des Etats pontificaux à l’époque du Pape Paul V et de Foligno au XVIIe siècle. De nos jours on évoque la foire de la même manière. Tout doit être fidèle à l’époque, des étalages aux maisons, des décorations aux produits vendus, des vêtements des marchands à celui des Sopastanti. Et, bien sûr, on ne paie qu’ en quattrini…

     

  • Foligno, Umbria: per Santa Lucia le cialde sottili opere d'arte, la tradizione di una festa molto amata

    Giuseppe Botti, Foligno / Umbria

    Sottili come un’ostia, delicate come un’opera d’arte. A dominarle è l’anice, che non solo ne costruisce il sapore ma ne caratterizza perfino l’aspetto. A Foligno, in Umbria, per la festa di Santa Lucia c'è una tradizione tutta dolce che affonda le proprie origini alla fine del primo millennio.

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