Vallo di Nera - Turismo Italia News

  • Chi dice Valnerina dice anche formaggi: il paniere è un delizioso mix di sapori e colori e a Vallo di Nera…

    Giuseppe Botti, Vallo di Nera / Umbria

    Chi dice Valnerina dice anche formaggi. E sì perché questa splendida fetta di Umbria incastrata nei Monti Sibillini, al confine con le Marche, non solo custodisce luoghi di rara di bellezza ma è anche la testimonial del gusto più buono del cuore d’Italia. E una volta all’anno a Vallo di Nera, un paese che è un autentico bijoux, il cui nome da solo evoca tempi lontani, proprio il formaggio diventa protagonista. Non a caso siamo in uno dei Borghi più belli d’Italia.

  • La strada per il futuro della Valnerina parte da Vallo di Nera: in Umbria “Fior di Cacio” celebra le produzioni casearie

    I “Distretti del cibo” sono i protagonisti dell’edizione 2018 di “Fior di Cacio”, l’evento che a Vallo di Nera, nella Valnerina umbra, celebra le produzioni casearie con educational, laboratori, convegni, degustazioni ed escursioni. Legare filiere agroalimentari e territori attraverso finanziamenti e opportunità di rilancio a livello nazionale è la sfida per il futuro che la Valnerina si appresta ad affrontare.

  • Sulle ali degli ascolti record in tv di Montalbano, l’area degli Iblei si propone con crescente impegno al turismo internazionale

    Una vetrina importante anche per la Sicilia e in particolare per l’area iblea, che comprende Ragusa, Scicli, Modica e molti altri centri). Dall’8 al 12 marzo è in corso alla Fiera di Berlino l’Internationale Tourismus - Börse Berlin Itb, uno dei più importanti appuntamenti fieristici mondiali del settore turistico, che vede la partecipazione di oltre 10mila espositori di ben 187 Paesi dei 5 continenti.

  • Vallo di Nera, un prezioso scrigno in Umbria: un luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche

     

    Il nome richiama le sue origini: fossato irto di pali acuminati che difendeva le mura delle città romane e le palizzate degli accampamenti o dalla specificazione di castello della valle. Siamo a Vallo di Nera, nella Valnerina, in Umbria, luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche assolutamente da conoscere.

    (TurismoItaliaNews) Arrivare da queste parti in qualsiasi momento dell’anno dà la possibilità di ammirare paesaggi sempre diversi, resi spettacolari da colori che mutano con l’avvicendarsi delle stagioni. I boschi, le valli, i pascoli e dunque anche gli antichi abitati assumono connotati che li fanno amare subito e che solleticano la curiosità a tornare per vedere come saranno la prossima volta. Vallo di Nera è un oggi gioiellino grazie all’azione di recupero che ha consentito di riportarlo all’originario assetto e splendore, al quale i suoi abitanti (soprattutto d’estate) concorrono ad abbellirlo con gerani rossi ed altri fiori di stagione.

    A dire il vero, una volta si chiamava solo Vallo, appunto da vallum, mentre la puntualizzazione del Nera, il nome del fiume che scorre in fondo alla montagna, è stato aggiunto nel Novecento. Le sue origini comunque si perdono nella notte dei tempi: ai tempi di Federico II, Castrum Valli faceva parte dei domini imperiali controllati da Corrado di Urslingen, duca di Spoleto. Nel 1198 entrò a far parte dei domini della Chiesa. L'8 settembre del 1217, dopo aver raso al suolo la rocca imperiale, il podestà di Spoleto concesse agli abitanti di Vallo di costruire un nuovo castello sulla cima del Colle Flezzano. Soggetto al governo pontificio, il castrum permetteva il controllo di un importante nodo viario: l'antico cammino della Valnerina lungo il Nera; il cammino di montagna diretto a Ponte e a Cascia e l'importante snodo che da Geppa e Grotti raggiungeva Spoleto.

    Oggi l’assetto del castello è ancora molto ben leggibile: conserva ancora il cassero, buona parte della cinta muraria (la Carbonaia) e la possente torre (lu turrione) dotata di mensoloni e caditoie "a difesa piombante" da cui gli assediati facevano piovere pietre e olio bollente. Di grande interesse sono la porta est di accesso al castello (porta Ranne) e la porta doganale (Portélla) con il suo lungo andito coperto da volte e soffitti di tavole. Tra il Cinque e il Seicento, all'esterno della cinta muraria lungo la strada di accesso alla rocca, si è sviluppato il complesso di botteghe artigiane, negozi, stalle, case-torri (li casali). Poi, con il mutare delle condizioni di sicurezza alcune torri sono diventate colombaie. Tipico, all'interno delle mura, l'andamento pianeggiante e circolare della strada di mezzo da cui partono ripide rampe in salita o in discesa che raggiungono varie quote. Sugli stretti vicoli avari di sole e densi di ricordi, tra una casa e l'altra s'inarcano cavalcavia (i buchi) e, qua e là, si affacciano giardinetti e orti pensili retaggio di spazi un tempo edificati.

    Lo stemma del castello un tempo recava l'immagine di San Giovanni Battista patrono del paese; dal 1881, anno di unificazione delle tre Comunità di Vallo, Paterno e Meggiano in unico Comune, mostra una fortificazione sovrastata da tre torri a ricordare i castelli principali e le "ville" di minore importanza. L'economia di Vallo si è fondata per lungo tempo, come in parte ancora oggi, sull'agricoltura, l'allevamento del bestiame e l'artigianato. Attività complementari erano la coltivazione dello scòtano, la pesca delle trote nel Nera, la raccolta del pregiato zafferano e dei tubera: i tartufi destinati alle mense dei ricchi. Un tempo era praticata la caccia remunerata al lupo e all'orso appenninico, estintosi nel Settecento.

    Nel 1399 Vallo è stata interessata dal passaggio dei Bianchi: penitenti congregatisi spontaneamente alla vigilia del Giubileo del 1400 allo scopo di proclamarela pace universale e ottenere il perdono dei peccati. Le loro processioni, ritratte nella Chiesa di Santa Maria, percorrevano la penisola accompagnando le preci e le laudi coi colpi dei flagelli. Quando si arriva nel paese l’occhio cade subito sull’edificio sacro e sul suo possente campanile. Risale all’epoca imperiale (è menzionata in un documento del 1176) e nel 1652, durante il pontificato di Innocenzo X, è stata dedicata a Santa Maria Assunta. Agli inizi del Trecento, sul suo fianco è stato costruito il convento dei minori conventuali e una delle torri di difesa è divenuto il campanile della chiesa. Tra gli affreschi di questo scrigno di arte sacra medievale, ad unica navata, vanno evidenziati, sulla parete sinistra, il martirio di S. Lucia; immagini di santi tra cui una ieratica rappresentazione di San Francesco; una soave Madonna del maestro di Eggi; Madonne del latte; nell'abside la Dormitio Mariae e le storie di Cristo di Cola di Pietro e Francesco di Antonio affrescate nel 1383; sulla parete destra l'affresco della Processione dei Bianchi di Cola di Pietro da Camerino (1401); Sant’Antonio Abate e i maialini cintati; Santa Chiara e Santa Maria Egiziaca dai lunghi capelli, la Trinità con tre teste. Nella parte sud del castello, si trova la chiesa di santa Caterina a cui un tempo era annesso il convento delle terziarie francescane. All'esterno delle mura, dalla chiesina quattrocentesca, San Rocco vigilava insonne per impedire al nero dèmone della peste di avvicinarsi al castello. Lungo la strada per Castel san Felice, sorge la piccola chiesa dell'Immagine delle Forche, edificata nel XV secolo e interamente affrescata.

    Tra le proposte culturali, c’è la Casa dei Racconti, antenna dell'Eco-museo della Valnerina. Il Castello di Vallo di Nera fa parte del prestigioso circuito turistico, culturale e storico dei Borghi più belli d'Italia ed è Bandiera arancione del Touring Club.

     

    Chi dice Valnerina dice anche formaggi: il paniere è un delizioso mix di sapori e colori e a Vallo di Nera…

     

     

    Per saperne di più
    Servizio Turistico Associato della Valnerina
    Via Giovanni da Chiavano, 2 06043 Cascia (Pg)
    tel. 0743-71401
    Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
    www.lavalnerina.it
    www.comune.vallodinera.pg.it
    www.valleumbraesibillini.com
    www.bimcascia.com

  • Vallo di Nera, un prezioso scrigno in Umbria: un luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche

     

    Il nome richiama le sue origini: fossato irto di pali acuminati che difendeva le mura delle città romane e le palizzate degli accampamenti o dalla specificazione di castello della valle. Siamo a Vallo di Nera, nella Valnerina, in Umbria, luogo carico di storia e ricco di testimonianze artistiche assolutamente da conoscere.

Chi siamo

TurismoItaliaNews, il web magazine che vi racconta il mondo.

Nasce nel 2010 con l'obiettivo di fornire un'informazione efficace, seria ed obiettiva su tutto ciò che ruota intorno al turismo...

Leggi tutto

Questo sito utilizza cookie, di prima e di terza parte, per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, clicca qui. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la Cookie Privacy...