«Olio di Calabria» più "prezioso" dei Bronzi di Riace: per l’extravergine d'oliva c’è l’Indicazione Geografica Protetta

Angelo Benedetti, Cosenza

L’olivo è l'elemento fondante dell'identità della Calabria. E su questo assunto, per l'olio extravergine ottenuto dalle olive prodotte nel territorio della regione arriva l'Indicazione Geografica Protetta. E’ la storia a dirlo: i ritrovamenti archeologici attestano come da queste parti la presenza dell'olivicoltura sia ben più antica rispetto all’arrivo dei primi coloni greci giunti intorno all'VIII secolo a.C. e invece databile all'età del Bronzo antico. In Calabria la coltivazione dell'olivo e la produzione dell'olio non è quindi solo un fatto economicamente rilevante, ma è un’attività strettamente legata al contesto sociale, culturale e storico-ambientale di questa straordinaria terra.

 

(TurismoItaliaNews) Stando alle ipotesi scientifiche più accreditate dei tre centri di diversificazione dell'olivo, uno - quello risalente all'età del Bronzo - si colloca nel Sud Italia.  In Calabria ci tengono a sottolineare questo aspetto e mettono l’accento sul fatto che, sebbene sia di uso assai comune attribuire l'introduzione della coltura dell'olivo in Italia ai primi coloni greci, questa ipotesi è ormai in netto contrasto con  l’archeologia, che racconta appunto tutta un’altra storia. “Il clima tipicamente mediterraneo della Calabria, con le sue evidenti peculiarità, dovute alla sua particolare conformazione ed orografia – si spiega nella relazione che accompagna la richiesta dell’Igp pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n.284 del 6 dicembre 2014 - ha influenzato profondamente la storia e la diffusione della pianta di olivo in questa regione. Ciò in virtù delle condizioni bio-pedo-climatiche uniche e peculiari rispetto al resto della penisola, sia in termini di temperature medie che di escursione termica, umidità, piovosità, precipitazioni, vento ed eliofania, radiazione solare quindi temperatura del suolo.


La zona di produzione dell'olio extravergine d'oliva ad Indicazione Geografica Protetta comprende l'intero territorio amministrativo della Regione Calabria, con le cultivar prevalenti Carolea, Dolce di Rossano, Sinopolese, Grossa di Gerace, Tondina, Ottobratica, Grossa di Cassano, Tonda di Strongoli. Ammessi (ma in misura massima del 20%) anche le cultivar di origine regionale Nostrana, Spezzanese, Santomauro, Dolce di Cerchiara, Tombarello, Ciciarello, Zinzifarica, Galatrese, Tonda di Filogaso, Tonda di Filadelfia, Borgese, Pennulara, Mafra, Dolce di Cerchiarao, Vraja, Agristigna, Corniola.


A fare la differenza nella produzione delle olive e dunque dell’olio calabrese è la temperatura, fattore ambientale più importante nel limitare l'areale di coltivazione ed in grado di condizionare le performance sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. I terreni su cui quali nascono gli olivi risultano di differente morfologia e costituzione, frutto di complesse vicende geologiche che hanno portato alla costruzione di una struttura particolarmente articolata, la cui influenza sulle peculiarità del prodotto è modulata più dall'effetto combinato di vari fattori ambientali, che non dall'esclusiva influenza della qualità del terreno.


Le cultivar prevalenti sono le più antiche varietà regionali, in un territorio che ricade nelle aree in cui ebbe inizio la colonizzazione magno-greca. La scelta di queste cultivar è quindi legata, oltre che a ragioni tecniche, a ragioni economico-sociali dal momento che tale scelta comporta la valorizzazione della realtà olivicola dell'intera Calabria. La loro coltivazione è infatti diffusa su tutto il territorio regionale, sia pure con aree più specializzate, e favoriscono l'ottenimento di olio con caratteristiche chimiche e sensoriali specifiche, ben individuabili che ne definiscono un profilo ben riconoscibile dal consumatore.


Tra le “particolarità sensoriali” che rendono unico questo olio, vi sono in primo luogo il fruttato di oliva verde o appena invaiata, le specificità aromatiche rappresentate dalle note floreali e di carciofo, accompagnate da persistenti sentori di erba appena sfalciata, sfoglia, e pomodoro (verde/maturo). Al gusto si fa apprezzare per la struttura armonica dei suoi costituenti, che lo rendono mediamente dotato di amaro e piccante. Si possono rilevare frequentemente sentori di erbe aromatiche (origano, timo, salvia, basilico e menta). Infine, ma certamente da sottolineare, l'altra particolarità che lo contraddistingue dagli altri oli extra vergini, probabilmente conferita dal "territorio" e dalle cultivar prevalenti, rappresentata da un caratteristico e piacevole retrogusto di mandorla fresca, apprezzabile in chiusura e presente ogni qualvolta si degusta un olio prodotto in Calabria.


“Da tutto questo – fa notare il Comitato promotore dell’Igp - emerge le tecniche colturali e di trasformazione delle olive consentono l'ottenimento di un extravergine di oliva unico, che trae origine da un ‘terroir’ unico e peculiare, inteso sia come valore culturale che territoriale. Ciascuna annata, con il suo decorso climatico, fa storia a sé e solo la millenaria conoscenza tramandata per innumerevoli generazioni può determinare i risultati di cui andiamo fieri”.


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Rossano, Calabria: la città del Codex e della liquirizia

 

 

 

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