Cipro: i profumi e i colori del Mediterraneo nella tradizione del vino. Come la Commandaria, produrla è un'arte

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Angelo Benedetti, Limassol / Cipro

Naturale cerniera tra Oriente e Occidente, isola in cui convivono testimonianze dei tanti popoli che, in 10.000 anni di storia, si sono incontrati e mescolati infinite volte, Cipro è per antonomasia un luogo ideale del Mediterraneo. Ed ovviamente in una terra ricca di tesori non poteva certo mancare il buon vino. Erimi, il villaggio in cui è sorto il Museo dedicato alla tradizione enologica, è il punto di partenza della coltivazione della vite e la produzione di vino in Europa, con una storia vecchia di oltre 5.500 anni.

 

(TurismoItaliaNews) Un'oasi verde baciata dal sole, frutto della storia ma legata a doppio filo alla mitologia e al culto di Afrodite, la Venere greca, dea della bellezza e dell’amore, nata secondo la leggenda dai flutti del mare di Petra Tou Romiou. Terra di forti contrasti, dove convivono cultura europea e influssi orientali, abitudini antiche e comfort moderni, villaggi immutati nel tempo e centri dai vivaci ritmi urbani, anche il vino da sempre fa la sua parte. La vite prospera sui soleggiati pendii meridionali dei monti Troodos, tra Pafos e Limassol; in questa regione ci sono più di 50 ottime cantine, che aspettano soltanto di essere scoperte da intenditori o, più semplicemente, da estimatori di quello che anticamente veniva definito il nettare degli dei.

L’itinerario enologico
Vouni Panagias – Ambelitis

Ecco un’escursione panoramica in un magnifico paesaggio dell’interno, scandita dalle delizie dei vini locali. Nella parte occidentale dell’isola, nel Distretto di Pafos, ad un’altitudine superiore agli 800 metri, l’itinerario Vouni Panagias – Ambelitis offre un’impareggiabile esperienza “enologica”. Le aziende vinicole sono numerose, i piaceri altrettanto. Il vitigno locale Xynisteri si distingue ancora una volta, consentendo di ottenere vini bianchi di particolare leggerezza ed eleganza aromatica. Note di mele verdi, pesche ed albicocche traboccano dai bicchieri dei Xynisteriots della zona. Frutti rossi, violette e rose arricchiscono, invece, il profumo dell’altra varietà locale, il Maratheftiko. Nei villaggi che si trovano lungo questo itinerario, in particolare Vouni Panagias, Chrysorrogiatissa e Statos – Agios Fotios, c’è l’opportunità di scoprire alcuni dei migliori vini prodotti con il vitigno autoctono Mavro, che qui si avvantaggia di un’altitudine relativamente elevata e di un clima mite, regalando, così, gradevoli vini scuri e rosé. Punto di partenza e di arrivo: Mesogi.
 

Quattromila anni fa coloni provenienti dalle coste orientali del continente giunsero a Cipro e, sebbene non vi siano prove attendibili in proposito, è pressoché certo che abbiano portato i loro vitigni per la produzione del vino. Un’enologia, insomma, di lungo corso, che richiama le vicende di Greci, Romani ed Egiziani e che documenta, anche attraverso l’archeologia, come i vini ciprioti siano stati molto apprezzati nell’antichità. A Pafos - dove si conservano i mosaici delle ville romane Casa di Dioniso, di Teseo, di Aion e di Orfeo nei pressi del porto, ritenuti tra i più belli di tutto il Mediterraneo - sono state ritrovate monete su cui è raffigurata una vite mentre i mosaici nella Casa di Dioniso, dio del vino, mostrano i festeggiamenti dei primi produttori di vino, a testimonianza del valore strategico della coltura per l’isola. La leggenda racconta che il primo mortale a cui fu insegnato come fare il vino sia stato Icarios, istruito a tale scopo da Dioniso, il dio del vino in persona. La scena è effettivamente riprodotta in un mosaico nella stessa Casa di Dioniso ed inoltre nei musei così come in molti altri luoghi dell’isola sono conservati interessanti reperti archeologici che tramandano la cultura enologica e la produzione vinicola di Cipro.

Quasi un esplicito invito a provare oggi il gusto di ieri (seppure evidentemente il modo di fare vino è totalmente cambiato): a Cipro si degustano vini prodotti con i più rinomati vitigni autoctoni, quali il mavro, a bacca scura, e lo xynisteri, a bacca bianca, oltre a numerose nuove selezioni. Il vino dolce più famoso è la Comandaria, che Riccardo Cuor di Leone definì “vino da re e re dei vini”. Si produce con uve passite bianche e rosse dei villaggi di Kalokhorio, Zoopiyi, Yerasa e di altri pochi villaggi vicini.

Uno scorcio delle cantine Etko Ltd

Non mancano neppure gli itinerari del vino sull’isola: si parte dalla splendida valle di Pitsilia fino ad arrivare alle sponde del fiume Diarizos. Ma prima di avventurarsi tra i pittoreschi villaggi collinari alla ricerca della cantina più interessante, è consigliabile la visita al Museo del vino di Erimi, allesito in quello che in origine era una locanda dove si incontravano i mercanti di vino dei villaggi di Lemesos e Pafos per animare il mercato locale. E’ un edificio in pietra a due piani ben restaurato, di proprietà della famiglia del compositore-cipriota Anastasia Guy per oltre un secolo. Al primo piano si ripercorrono quattro periodi storici per capire come veniva ottenuto il vino: l’epoca più antica, quella bizantina, quella medievale e quella moderna, mentre nei due cortili esterni vengono presentati gli strumenti tradizionali di vinificazione a Cipro, tra cui i patistra (tini in cui veniva schiacciata l’uva). Tra l’altro proprio ad Erimi gli scavi archeologici hanno portato alla luce ceramiche con tracce di acido tartarico, che dimostrano la lunga esistenza del vino da queste parti.

Oggi le quattro più grandi aziende vinicole – Etko Ltd, Keo Ltd, Loel Ltd e Sodap Ltd – producono un’ampia gamma di vini sia da tavola che di alta qualità; vini “arricchiti” (tecnicamente “alcolizzati”), aperitivi, il Brandy di Cipro, Ouzo e altri prodotti distillati. Le “Grandi Quattro”, così come sono conosciute, sono uniche al mondo, proprio in virtù della grande varietà dei loro prodotti vitivinicoli: “hanno creato e mantenuto le loro attività andando incontro ai bisogni ed alle esigenze dei vari mercati – ci spiegano da Cipro - oggi stanno concentrando sempre più i loro sforzi per la creazione di un'industria vinicola cipriota, all'interno della quale il vino di qualità ‘imbottigliato a Cipro’ svolge un ruolo di primo piano”.

Ma accanto a loro c’è un intero mondo di piccole e medie cantine che producono vino perfetto per ogni occasione sociale, ricorrenza o riunione familiare. Nei primi anni Ottanta del Novecento il governo cipriota ha incoraggiato la creazione di piccole aziende vinicole, con una capacità produttiva compresa tra le 50.000 e le 300.000 bottiglie l’nno, nei paesini collinari delle regioni dove si coltivava la vite. La prima tra queste aziende è stata creata nel monastero di Chrysorrogiatissa, nella zona di Pafos. “Oggi nella regione esistono più di 20 aziende vinicole regolarmente registrate – sottolineano all’Ente nazionale per il turismo di Cipro - il loro contributo alla diversificazione e allo sviluppo di nuovi vitigni è stato immenso. Ogni anno si assiste ad un miglioramento qualitativo ed all'introduzione di nuovi vini che non mancano di suscitare grande interesse e che sono ottenuti sia da uve locali che da famose varietà internazionali. Il valore combinato delle aziende di grandi dimensioni e delle piccole imprese a livello locale conferisce all'industria vinicola cipriota brillanti prospettive per il futuro, specialmente dopo l'ingresso nell'Unione Europea”.

Le due principali regioni per la coltura della vite si trovano ai piedi dei Monti Trodos, rispettivamente alle pendici meridionali, nel distretto di Lemesos (Limassol), e sul declivio sud occidentale, nella zona di Pafos. Si possono incantevoli escursioni, la cui durata varia da mezza giornata ad una settimana o anche più. Ci sono molte aziende vinicole aperte al pubblico, dove si può degustare ed acquistare il vino, taverne nelle quali assaggiare i piatti tipici regionali e diverse soluzioni per l’alloggio, dall’agriturismo alle case tradizionali, fino all'hotel a cinque stelle. “Naturalmente, ovunque si va – aggiungono dall’Ente nazionale per il turismo - si vedono vigneti a migliaia dove, secondo la stagione, viene eseguito ogni tipo di lavorazione, spesso con tecniche e metodi che sono rimasti immutati nel corso dei secoli. Ovunque viene riservata una calorosa accoglienza. Se si sono visitati vigneti in altri Paesi, anche il più grande a Cipro sembrerà relativamente piccolo, il che contribuisce ad accrescerne il fascino. Persino oggi, molti sono inaccessibili ai trattori ed ai macchinari agricoli e gli asini sono ampiamente utilizzati per portare le attrezzature nel vigneto e trasportare l'uva. In alcuni luoghi si possono ancora vedere asini e buoi che arano il vigneto”.

Sotto, una veduta del litorale di Limassol

L’identikit dei vini bianchi, rossi o rosatiì: gusto, profumo e freschezza mediterraneo

La maggior parte del vino bianco è prodotta con uve provenienti esclusivamente dal vitigno Xynisteri, che consente di ottenere un vino bianco fresco da bere preferibilmente giovane. Può essere leggero o corposo, asciutto o fruttato, secondo il produttore. Non ha il grande bouquet o la persistenza del Sauvignon Blanc, né il ricco aroma fruttato dello Chardonnay. E' semplicemente Xynisteri, il vitigno bianco di Cipro. Bevetelo fresco e vi conquisterà. Lo Chardonnay, il Riesling, il Semillon ed il Sauvignon Blanc sono coltivati in piccole quantità ed hanno caratteristiche tipicamente cipriote. Tra le varietà rosse, il mavro, esclusivamente cipriota, è un vitigno a bassa acidità che in rari casi viene anche consumato come uva da tavola. Alcuni dei nostri produttori stanno producendo, unicamente con uve "mavro", un vino fresco e giovane da bere entro un anno dall'imbottigliamento. Questo dà il meglio di sé quando viene miscelato con un 20% circa di uve a più elevata acidità, come il Cabernet Sauvignon, il Cabernet Franc, il Grenache, il Carignan Noir, il Mataro oppure con varietà locali come il Maratheftiko e l'Opthalmo. C’è un'ampia possibilità di scelta. Oggi vengono utilizzate le più moderne tecniche e tecnologie di vinificazione per la produzione di vini maturi che possono essere bevuti anche giovani, mentre per molti dei vini d'annata vengono seguiti i più tradizionali metodi d'invecchiamento in botti di quercia. C’è una maggiore scelta di vini rossi rispetto a quelli bianchi, a causa del minore numero di varietà disponibili per i tagli (dei "bianchi") e del fatto che tali varietà non crescono in ogni regione. Presso piccoli e grandi produttori è disponibile una selezione di vini ottenuti da Cabernet Sauvignon, Grenache, Maratheftiko e Mataro. Quasi tutte le aziende di Cipro producono diverse tipologie di vini — rossi, rosati e bianchi, spesso ulteriormente distinti in secchi, medi e dolci. La Commandaria, il tradizionale vino dei Crociati, è prodotto in larga parte da produttori specializzati, con uve coltivate in aree di Denominazione d'Origine, sottoposte a severi controlli. Le uve per l'ottenimento di questo vino unico vengono lasciate seccare parzialmente al sole prima della torchiatura e della fermentazione che le trasformerà nel vino scuro, dolce e sciropposo che gode ormai di una popolarità secolare.
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per saperne di più
Ente Nazionale per il Turismo di Cipro
via Santa Sofia, 6, 20122 Milano
tel. 02-58319835
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Sede centrale di Cipro
Cyprus Tourism Organization
P.O. BOX. 24535
CY 1390 Lefkosia (Nicosia)
tel. 22691100
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www.visitcyprus.org.cy

The Cyprus Wine Museum
42 Pafos Street - Erimi CY-4630 - Limassol
www.cypruswinemuseum.com

 

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