Vini come bio comanda, in Umbria l’azienda è già a cavallo: l’esperienza Di Filippo

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Giovanni Bosi, Cannara / Umbria

Spesso per comprendere davvero il "gusto" di un’azienda, bisogna conoscere le persone che ci sono dietro. Capire come lavorano, quali sono le loro strategie, toccare con mano la passione che mettono nel lavoro di tutti i giorni. Ecco, la passione: è questo il valore aggiunto nella produzione agricola italiana. E se poi c’è anche l’etica, la quadratura del cerchio è perfetta. Allora si può brindare in tutta tranquillità. Come nel caso dell’azienda Di Filippo a Cannara, in Umbria, i cui vini biologici nascono secondo un naturale equilibrio che è proprio di questa regione. Siamo andati a vedere.

 

(TurismoItaliaNews) Si potrebbe definire la classica azienda di famiglia. In realtà, quella di Roberto ed Emma Di Filippo è molto di più. Una famiglia allargata, si potrebbe dire. La loro filosofia nella produzione vitivinicola abbraccia per intero il territorio che li circonda e sperimenta, anzi riscopre forme che riconducono l’economia aziendale al modo di fare di un tempo. Quando era proprio l’equilibro tra l’uomo e la natura ad essere il garante del prodotto finale. In questa azienda che ha sposato i dettami della filosofia biodinamica e dell’agricoltura biologica, nascono Rossi e Bianchi di grande qualità, che esprimono ed esaltano il gusto di una terra che ha sempre guardato all’agricoltura come ad una risorsa fondamentale.

 

Una visita ai vigneti e alla cantina in località Conversino - a due passi dal luogo in cui San Francesco predicò agli uccelli, nella cornice che a 360 gradi spazia da Assisi a Spello e Montefalco, lungo la Strada dei Vini del Cantico - permette di conoscere una realtà sorprendente e tradizionale (ma non per questo meno tecnologica e lungimirante). L’azienda è stata fondata nel 1971 con una prima vigna su 4 ettari. Poi dal 2010 Roberto ed Emma Di Filippo hanno portato avanti l’idea di una lavorazione, controllo, pulizia del terreno completamente affidati agli animali su una piccola parcella di pochi filari di vigna.Ma c’è anche l’uso di leguminose e graminacee per agevolare il nutrimento del terreno, con un migliore impatto ambientale.

 

I risultati ci sono, tanto che oggi l’azienda vini biologici Di Filippo può destinare il 50% della produzione all’export. E anche i riconoscimenti non mancano. Dal Grechetto al Sangiovese, dal Sagrantino alla Vernaccia, è un tripudio di profumi e di colore. Proprio la Vernaccia di Cannara, che deriva da un vitigno autoctono, in questa zona dell’Umbria è un caposaldo della tradizione, da consumarsi secondo la “liturgia” durante le feste pasquali, nella sua declinazione passito. Dalla cantina Di Filippo esce dunque la Vernaccia di Cannara Igt, dal profumo fruttato e caratteristico, dolce al palato, leggermente tannica, con retrogusto asciutto, dal colore rosso rubino, adattissima con dolci secchi, affettati e torte al formaggio.

 

Ma chi dice Umbria, dice anche Sagrantino: il Montefalco Docg Di Filippo matura in barrique e tonneau per 18/24 mesi, per presentarsi con l’inconfondibile color rosso rubino (tendente al granato con l'invecchiamento) e un profumo intenso di frutti a bacche rosse, con una nota di pietra focaia. Al palato è pieno e persistente con tannicità intensa e vellutata. Da segnalare anche il Sallustio Montefalco Doc (vitigni Sangiovese 60%, Barbera 25%, Sagrantino 15%) con maturazione in botte di legno grande per 12 mesi; il profumo è speziato, con note di tabacco. E l’Etnico Montefalco Sagrantino Docg: la vigna viene coltivata in modo equilibrato, in modo da permettere una buona maturazione dell'uva, che viene raccolta a mano. La macerazione è di qualche giorno con una maturazione in legno per 12 mesi. Il colore è rubino con riflessi granati, il profumo è intenso e fruttato, con note di sottobosco; al palato si presenta intenso e fruttato, con note di sottobosco.

Ancora in tema di Rossi, c’è il Terre di San Nicola Rosso dell'Umbria Igt realizzato con vitigni Sangiovese, Merlot e Sagrantino; il bouquet è gradevole, intenso, profumato di frutti a bacca rossa; al palato robusto, di stoffa, intenso, tannico, adattissimo per carni rosse, salumi e formaggi stagionati. O ancora il Poggio Madrigale Rosso dell’Umbria Igt, che associa vitigni Sagrantino e Merlot: la maturazione avviene in rovere francese e in rovere slavonia per 24 mesi; il risultato è un vino ricco di personalità, dal profumo goudronato, intenso, caratteristico.

 

Tra i Bianchi non può mancare il Sassi d’Arenaria Grechetto Doc dei Colli Martani, piacevolmente fruttato, intenso e caratteristico; c’è poi il Villa Conversino Bianco dell’Umbria Igt (Trebbiano e Grechetto), con maturazione in acciaio inox; al colore giallo paglierino con riflessi verdognoli si associa un profumo fruttato, fragrante, giovane. La produzione si completa con il Farandola (Trebbiano Spoletino Umbria) e il Sangiovese dei Colli Martani Doc. L’azienda Di Filippo produce anche con il marchio Plani Arche, che richiama la parola Piandarca, ovvero la vicina località dove predicò San Francesco.

L’azienda si estende oggi su una superficie complessiva di 30 ettari che impegna una ventina di persone, ma è “quel” dettaglio a fare la differenza: rispettare l’ambiente, coniugando l’amore per il proprio lavoro ed una produzione di qualità. E poi sperimentare una viticoltura a basso impatto: la conduzione completa di un vigneto senza l’utilizzo di macchine, ma solo con l’aiuto di animali. Il concetto è quello di elaborare un sistema agricolo non solo completamente sostenibile, ma anche economicamente vantaggioso, che possa essere accessibile a tutti; un modello attraverso il quale si possa lavorare in simbiosi con la natura facendosi aiutare da lei. Un’agricoltura che si umanizza e che rispetta gli animali diventati partner. Insomma vini come bio comanda.

 

“E’ importante fare biodinamica e coltivazione biologica – spiegano Roberto ed Emma Di Filippo - perché è conveniente per tutti: salubre, preserva l’ambiente e non è detto che sia sempre più economico comprare macchinari invece di assumere qualcuno che faccia ciò che si deve, alla vecchia maniera. Così si risparmia e si favoriscono le persone offrendo lavoro ed ottenendo ottimi risultati”. “Questo è un settore molto complesso – ammette Roberto Di Filippo – si passa dalla gestione del suolo al marketing. Serve un team che lavora a tutto tondo: dall’accoglienza dei clienti alla gestione del vigneto, perché la qualità del vino si realizza per l’80% sul terreno e il 20% in cantina. Oggi si beve in modo edonistico, ma non si può dimenticare che è il sapore a connotare il produttore, che a sua volta è legato ad un territorio”.

L’esperienza in Romania: una cantina che parla dei luoghi in cui opera

L’azienda vitivinicola Di Filippo sta giocando anche la carta Romania. Ma come puntualizza Roberto, non si tratta affatto di una delocalizzazione, piuttosto un’altra sperimentazione in un Paese con caratteristiche geomorfologiche e climatiche molto diverse dall’Italia. “La nostra azienda si chiama La Sapata – ci spiega Roberto Di Filippo – si trova sul delta del Danubio, a 4 km dal confine con l’Ucraina. E’ una zona con grande tradizione vinicola, per certi versi ancora ‘selvaggia’. Abbiamo trovato dei terrazzamenti scolpiti molto belli, sui quali abbiamo reimpostato un’azienda da connotati fortemente rumeni, con vitigni locali”. Si producono il Babeasca Neagra (Podgoria Sarica Niculitel Doc), l’Aligoté Riesling (Pdogoria Sarica Niculitel Doc) e il Feteasca Regala (Colinele Dobrogelig). Al momento l’80% della produzione è per il mercato locale, con esportazioni che riguardano Germania ed Olanda, ma ovviamente le degustazioni di questi vini non mancano anche in Italia.

 

Per saperne di più
Di Filippo Azienda Agraria Via Conversino, 153 - 06033 Cannara (Pg)
tel. 0742 – 731242
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www.vinidifilippo.com

 

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