UMBRIA Il Medioevo rivive a Bevagna: le Gaite riaprono le antiche botteghe, si vive e si mangia come nel Trecento

(TurismoItaliaNews) Non solo è uno dei Borghi più belli d’Italia, ma di certo in Umbria Bevagna, l’antica Mevania, è un unicum con la sua storia, le sue piazze, le sue chiese e i suoi palazzi che trasudano Medioevo. E tutto è merito delle Gaite, che in questo scorcio di giugno per una decina di giorni fanno ripiombare la città in pieno clima medievale, ridando anima e corpo - con attinenza storica e dovizia di particolari - alla vita quotidiana dei bevanati nel periodo compreso tra il 1250 e 1350.

 

L’appuntamento è dal 18 al 28 giugno 2015 con tanti eventi in cartellone. Per dieci giorni Bevagna fa un tuffo in questo remoto passato: le antiche botteghe dei mestieri medievali riaprono i battenti e riprendono le attività e le strade si popolano di bevanati che in abiti d'epoca vivono la quotidianità dei loro avi mangiando, lavorando, giocando proprio come loro. Oggi come allora la città si divide in quattro gaite, ma oggi ognuna rivaleggia con le altre nel tentativo di dare un interpretazione storicamente fedele del ruolo che rivestiva nel medioevo. Lo spirito di competizione è alla base della animata manifestazione e si concretizza nella partecipazione a quattro gare: gara del mercato, gara dei mestieri gara gastronomica, gara sportiva di tiro con l'arco. Con un complesso sistema a punti, assegnati da professori esperti nei diversi campi e chiamati a giudicare la attinenza storica, l'ultimo giorno della manifestazione si decreta il vincitore che riceve in dono il palio della vittoria.

 

E a Bevagna sottolineano come siano tanti i motivi per essere nella cittadina nei giorni delle Gaite. A partire dagli otto mestieri medievali ricostruiti dalle gaite, fiore all’occhiello della manifestazione: la dovizia di particolari con cui vengono realizzati è quasi maniacale. “Pensate di entrare in un locale dove un buon numero di artigiani, in costume medievale, ricrea ogni singola fase di lavorazione di mestieri scomparsi da centinaia di anni” spiegano i bevanati. E poi le quattro taverne, in angoli caratteristici, con posti al chiuso e all’aperto, che propongono un menù con autentiche ricette medievali o con piatti ispirati all’alimentazione dell’epoca. Gli ingredienti sono solo quelli presenti all’epoca di riferimento. In ogni taverna è possibile assaggiare anche il piatto proposto per la gara gastronomica. Gli ultimi tre giorni di manifestazione, i quartieri di Bevagna verranno letteralmente traslati nel medioevo: quattro spaccati della vita quotidiana dell’uomo medievale ricreati con artigiani e mercanti da tutta Italia. Un vero e proprio tuffo nel passato in cui sarà possibile riscoprire arti e prodotti dimenticati da tempo. Durante l’ultima giornata, si assisterà alle repliche delle animazioni realizzate per le giurie che durante la gara giudicano le ricostruzioni.

 

E se siete appassionati di arcieria storica, la lunga tradizione degli arcieri di Bevagna (organizzatori di ben 2 campionati italiani) fa provare l’emozione di assistere alla gara tra le gaite nell’ultimo giorno di manifestazione. Solo un’arciere su 12 partecipanti, uscirà vincitore e regalerà la vittoria alla propria gaita. Se siete arcieri, la prima domenica si svolge una gara itinerante per le vie di Bevagna, con finale in piazza.

Il programma 2015 del Mercato delle Gaite

 

Ma Bevagna è straordinaria da visitare (anche in qualunque momento dell’anno). Si può partire dalla zona in cui sono presenti i più importanti monumenti romani, risalenti al I - II secolo dopo Cristo, per arrivare al Palazzo dei Consoli (1270), adorno di bifore gotiche, con un’ampia loggia coperta da volte a crociera, che dal 1886 accoglie il teatro “Torti”. Accanto, nella chiesa di San Silvestro (1195), costruita dal maestro Binello, è possibile scorgere tutte le caratteristiche dello stile romanico. La facciata, incompiuta, con al centro un bel portale ornato da fregi, è sormontata da una trifora e due bifore. L’interno, di severa semplicità, è a tre navate con il presbiterio rialzato sulla cripta. A Bevagna, nonostante interventi successivi, l'aspetto predominante è tuttora quello di una città medievale, dove è ancora viva la tradizione artigiana con le sue botteghe che si aprono sulle caratteristiche viuzze, i suoi monumenti e soprattutto la splendida piazza, che concentra in sé i principali monumenti religiosi e il Palazzo dei Consoli orientati in modo asimmetrico tra loro. Fregi e colonne romane rendono più pregevole la città che custodisce al suo interno i resti dei più importanti monumenti. L'abitato dell'antica Mevania coincide quasi per intero con la città medievale e moderna, come testimoniano i tratti di cinta muraria romana che affiorano sotto quella medievale, la disposizione a reticolo romano delle vie che si affacciano su corso Amendola e l'andamento semicircolare che assume la zona dove un tempo sorgeva il teatro romano. In epoca più recente lo sviluppo urbanistico si è esteso fuori le mura, dove un tempo era ubicata parte della città romana, come testimoniano importanti rinvenimenti databili alcuni secoli prima di Cristo.

 

Ma perché i quartieri si chiamano Gaite? Dal longobardo watha, ovvero “guardia”, deriva la denominazione di guaita o gaita, termine con cui vengono indicati i quattro quartieri nei quali Bevagna ed il territorio circostante erano suddivisi. La divisione è attestata dagli Statuti comunali giunti fino ad oggi nella redazione del XVI secolo. Sulla base di tale testo si ricreano, durante la festa, i momenti più rappresentativi e suggestivi rappresentanti le antiche magistrature cittadine, la vita sociale e le attività economiche dell’antica Mevania.

La gaita San Giorgio si estende tra la piazza maggiore e la Porta S.Vincenzo, a destra della via Flaminia, attuale Corso Matteotti. Molto vasta, ma poco popolosa, era occupata da tre grandi conventi: quello dei domenicani con l’annessa chiesa, fatta costruire dal beato Giacomo Bianconi, il monastero S.Margherita e quello detto “del Monte”.

Procedendo dalla piazza verso l’antica porta San Vincenzo, a sinistra della flaminia – decumano della Mevania Romana – si incontra la gaita San Giovanni, la più vasta e popolosa della città e ricca di insigni monumenti di età romana. La denominazione deriva dall’oratorio di S.Giovanni Battista ceduto nel 1275 ai frati minori di S.Francesco, che vi costruirono l’omonima chiesa.

La gaita San Pietro si trova, procedendo dalla piazza maggiore verso la Porta Sant’Agostino, a destra della via Flaminia, attuale corso Amendola. Si tratta del quartiere meno esteso della città, tanto che nel XVI secolo, per ovviare alle difficoltà che si incontravano nel reperire il numero di rappresentanti da inviare al Consiglio Generale, si decise di estenderla fino alla Porta Guelfa, ingoblando un settore della S.Giovanni.

Davanti alla San Pietro si apre la gaita Santa Maria, uno dei quartieri più popolosi della città. Essa prende il nome della chiesa di S.Maria filiorum comitis, fatta costruire dal conte Rainaldo d’Antignano e nota fin dal 1198. La gaita è caratterizata da un’edilizia curata e abbastanza ben conservata, con case del ’300 e del ’400 e belle case private.

Associazione Mercato delle Gaite
Piazza F.Silvestri - 06031 Bevagna (Pg)
tel. 0742-361847 / 335-5977629
www.ilmercatodellegaite.it
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Il sito istituzionale del Comune di Bevagna

 

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