Chi dice Valnerina dice anche formaggi: il paniere è un delizioso mix di sapori e colori e a Vallo di Nera…

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Giuseppe Botti, Vallo di Nera / Umbria

Chi dice Valnerina dice anche formaggi. E sì perché questa splendida fetta di Umbria incastrata nei Monti Sibillini, al confine con le Marche, non solo custodisce luoghi di rara di bellezza ma è anche la testimonial del gusto più buono del cuore d’Italia. E una volta all’anno a Vallo di Nera, un paese che è un autentico bijoux, il cui nome da solo evoca tempi lontani, proprio il formaggio diventa protagonista. Non a caso siamo in uno dei Borghi più belli d’Italia.

 

(TurismoItaliaNews) A ben guardare la Valnerina di eccellenze ne possiede a iosa: dal prosciutto di Norcia Igp ai salumi espressione dell'arte della norcineria, dal farro Dop di Monteleone di Spoleto alla cicerchia, dalla roveja di Civita di Cascia presidio Slow Food allo zafferano purissimo di Cascia, dalla lenticchia di Castelluccio di Norcia Igp al tartufo nero pregiato di Norcia, dal miele e dalle confetture della Valnerina alla trota fario del fiume Nera, il paniere è un delizioso mix di sapori e colori tanto da far evidenziare come ambiente, eccellenze alimentari e cultura contraddistinguano la Valnerina.

Una visita dunque nei rispettivi paese si rivela un’interessante escursione tra cultura, arte, tradizioni autentiche ed uno stile di vita che davvero è rimasto slow e dove la genuinità è rimasta inalterata. Formaggi, dicevamo: molto opportunamente il Bim Cascia, Consorzio del Bacino imbrifero montano del Nera e Velino della Provincia di Perugia, ha realizzato con il sostegno del Gal Valle Umbra e Sibillini, un progetto per la promozione dei formaggi a latte crudo “prodotti in Valnerina, da produttori della Valnerina, con il latte della Valnerina”. Una sottolineatura di non poco conto, tesa ad esaltare il fattore km 0 che oggi è sempre una peculiarità che attrae i consumatori. E infatti il progetto (coordinato da Carlo Prepi) è finalizzato ad aumentare l'identificabilità dei formaggi della Valnerina e la loro visibilità sul mercato come importante elemento di promozione territoriale. Peraltro questa attività ha previsto un’interessante cooperazione interterritoriale in partenariato con il Gal Baldo Lessinia di Bosco Chiesanuova, territorio veronese ricco di una tradizione casearia e con caratteristiche territoriali simili alla Valnerina. Durante il progetto è stata poi avviata un’importante collaborazione con Slow Food, Università dei Sapori, Promocamera - azienda di promozione della Camera di Commercio di Perugia, e Onaf.

Per chi ancora non ha avuto la fortuna di visitare la Valnerina, è bene ricordare che si parla di un territorio formato dalle valli del Nera e dei suoi affluenti, posizionato nella parte sud-orientale dell'Umbria che presenta un paesaggio quasi interamente montuoso, che sale progressivamente di quota, avanzando verso nord-est sino ai Monti Sibillini. Una natura incontaminata, ma modellata dalla plurisecolare presenza dell'uomo che con il suo lavoro ha reso unico questo paesaggio. Si trovano lungo questa valle i comuni di Scheggino, Sant'Anatolia di Narco, Vallo di Nera e Cerreto di Spoleto, ognuno con centri storici medievali entro i quali si racchiudono gioielli architettonici e saperi tradizionali.

“In tutto il territorio della Valnerina, i pascoli che un tempo erano sfruttati per la transumanza – spiegano dal Consorzio Bim - consentono oggi lo sviluppo di aziende dedite all'allevamento di animali e alla produzione di formaggi di ottima qualità. La secolare esperienza dei pastori che si sono dedicati alla produzione ed alla stagionatura del formaggio hanno fatto si che ancora oggi i casari della Valnerina riescano a produrre ed ad affinare una vasta gamma di formaggi”. E Vallo di Nera, borgo medievale molto ben conservato, che racchiude nelle sue chiese importanti affreschi di Cola di Pietro da Camerino e di Jacopo Siculo, si è ritrovato ad essere splendido presidio di queste produzioni. Dal 2003 Vallo di Nera ogni anno ospita in estate “Fior di Cacio”, manifestazione dedicata alle produzioni casearie artigianali. L'evento, ideato ed organizzato dal Comune di Vallo di Nera si svolge il secondo fine settimana di giugno e rappresenta uno degli appuntamenti più attesi e partecipati dagli estimatori di formaggio. Sui banchi allestiti nelle cantine del centro medievale o lungo le vie e le piazze pavimentate in pietra calcarea, i latticini, vere opere d'autore, occupano il posto d'onore, presentandosi nelle loro forme, qualità e aromi differenti. I visitatori si divertono ad assaggiare, comparare, chiedere informazioni, acquistare e riportare a casa nuovi sapori e scoperte da buongustaio.

La bontà e il profumo dei formaggi si intrecciano con la bellezza dei monumenti: con la cerchia di mura medievali, le torri, le chiese romaniche di Santa Maria e di San Giovanni Battista che all'interno custodiscono sorprendenti pitture della scuola di Giotto o del primo Cinquecento. Il dipinto della Processione dei Bianchi di Cola di Pietro da Camerino, datato 1401, rappresenta la più importante testimonianza iconografica del movimento di pacificazione che attraversò l'Italia e il nord Europa alla fine del Trecento, mentre l'affresco della Dormitio Virginis del 1536 firmato da Jacopo Siculo, pittore della cerchia di Raffaello Sanzio, costituisce un superbo esempio di committenza religioso-politica, legato direttamente alle vicende del castello di Vallo ed a una più ampia questione ebraica. Nel borgo di pietra circondato dai boschi e dalle montagne, i formaggi si mescolano ai salumi della norcineria locale, ai tartufi, allo zafferano, ai legumi, ai vini e alle confetture, alle produzioni mani - fatturiere artigianali e talvolta corrono veloci lungo le traiettorie del ruzzolone, il gioco popolare disputato con le forme di pecorino extra stagionato.

A “Fior di Cacio” c'è anche la possibilità di conoscere e gustare due squisitezze della cucina dei pastori: il pecorino cotto ai ferri e la focaccia calda farcita con ricotta freschissima preparata dalle donne di Meggiano, la frazione di montagna nei cui pressi passa ancora l'antica strada della Dogana delle pecore, lungo i sentieri della transumanza. A Vallo di Nera i formaggi della Valnerina e dell'Umbria, affiancati a quelli di altre regioni per dare una panoramica del buon cacio italiano, sono protagonisti, portatori di gusti e di storie di vita, testimoni di un territorio che nel tempo ha posseduto una grande vocazione alla pastorizia.

“La manifestazione Fior di Cacio – spiegano ancora dal Consorzio Bim - ha esordito proprio con lo scopo di dare visibilità ad una molteplicità di prodotti seminascosti ma squisiti, ottenuti da una base culturale tradizionale arricchita dall'innovazione e dalla ricerca. La posta in gioco è il tentativo di ridare vita a un mestiere tradizionale, rendendolo sostenibile economicamente e da svolgere in modo nuovo in un territorio dotato di integrità ambientale ma esposto alla continua minaccia dello spopolamento umano”.

Lo stesso nome “Fior di Cacio” contiene tre riferimenti: quello di occuparsi del meglio, cioè del fiore delle produzioni, quello dei pascoli umbri i cui fiori conferiscono ai formaggi fragranze particolari e, infine, il riferimento al fiore molle allo zafferano, un emblematico formaggio fresco recuperato dall'oblio che ha fatto da apripista a una serie di sperimentazioni e di preparazioni ben riuscite, fiori all'occhiello dei casari della Valnerina.

 

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Per saperne di più
Bim Cascia - Consorzio del Bacino Imbrifero Montano
del Nera e Velino della Provincia di Perugia
Piazza Garibaldi n°26 - 06043 Cascia (Pg)
tel. 0743-76421
www.bimcascia.com
www.formaggidellavalnerina.it
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tel. 075-5005239
www.valleumbraesibillini.com
www.comune.vallodinera.pg.it
www.lavalnerina.it

 

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