Sedici luoghi Patrimonio dell’Umanità e altri 69 siti candidati: i più belli della Turchia protagonisti alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico

 LUOGHI  Per la Turchia è un’importante occasione di promozione del proprio immenso patrimonio culturale ed archeologico in particolare della Penisola Anatolica. L’Ufficio Cultura e Informazioni dell'Ambasciata turca in Italia partecipa infatti alla XIX edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico in corso a Paestum fino a domenica 30 ottobre 2016. Un patrimonio straordinario dunque, riconosciuto a livello mondiale anche dall’Unesco tanto che la Turchia ha attualmente 16 siti iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale dell'Umanità e altri 69 siti sono candidati per entrare nella Lista.

 

(TurismoItaliaNews) Culla di una moltitudine di civiltà e di assetti diversi durante tutto il corso della storia dell’umanità, la vicenda millenaria della Turchia è uno dei tratti distintivi che accomunano il Paese all’Italia e permette ai turisti italiani di sentirsi “a casa” quando visitano il nostro Paese. Dopo le popolazioni mesopotamiche, prosperarono qui i regni ittita e urarteo; nell’Anatolia occidentale predominarono le civiltà ionia e romana.

L’intera penisola è diventata un crocevia per i popoli, le culture e le religioni. Popoli di origini diverse giunsero qui a ondate e si mescolarono con le popolazioni già stanziate, creando ogni volta una nuova sintesi. Tra il 2.000 a.C. e il 1.500 d.C. questa regione fu al centro della civiltà mondiale. L’interpretazione dello scenario mondiale odierno si basa sulla nostra comprensione di quanto è accaduto in questa regione, testimoniato oggi dalle rovine e dai monumenti che adornano il paesaggio. I siti già iscritti sono i siti storici della città di Istanbul, capitale di tre grandi imperi; la città anatolica di Safranbolu nella provincia di Karabük nella regione del Mar Nero; sempre nella regione del Mar Nero la capitale dell’impero ittita Hattusha nella regione di Çorum; la Cappadocia con le sue rocce ed i suoi camini delle fate e il Goreme National Park; la Grande Moschea ed Ospedale di Divriği, maestosa opera dagli incredibili intarsi costruita nel 1299 nella provincia turca di Sivas; Nemrut Daği, il monte più alto della Mesopotamia settentrionale con i suoi 2150 metri, sulla cui sommità si erge la tomba santuario del re Antioco I di Commagene.

 

E poi Xanthos, città dell’antica Licia nella provincia di Antalya, e il vicino santuario di Latona, uno dei principali centri religiosi della regione; Hierapolis, città ellenistico-romana della Frigia situata nei pressi di Pamukkale, famosa per le sue sorgenti calde che formano concrezioni calcaree, nella provincia di Denizli; il sito archeologico della città di Troia, descritta nel poema epico dell’Iliade, situata nella provincia di Çanakkale; la Moschea e il Complesso di Selimiye ad Edirne, capolavoro dell’architettura ottomana; il sito neolitico di Çatalhöyük in provincia di Konya, che testimonia l’evoluzione dell’organizzazione sociale nel passaggio da una vita nomade ad una vita sedentaria; la città di Bursa e il villaggio di Cumalıkızık, luoghi di nascita dell’Impero Ottomano; l’acropoli ed il paesaggio culturale stratificato dell’antica città di Pergamo; il sito archeologico di Efeso, uno dei più noti e meglio conservati di tutto il Mediterraneo; la città fortificata di Diyarbakır e i giardini di Hevsel; e infine, new entry del luglio 2016, il sito archeologico di Ani, in provincia di Kars in Anatolia Orientale.

Ma tanti altri sono i siti archeologici da visitare in Turchia, straordinari sia per la bellezza delle rovine e dell’ambientazione sia per il loro significato storico. Sulla Costa Egea - solo per fare un esempio - è un susseguirsi di luoghi a noi noti : nello stesso giorno è possibile visitare Afrodisia, meno conosciuta di Efeso ma ugualmente ammirevole, dove si può passeggiare nella quiete tra le numerose rovine di ciò che un tempo era la capitale della provincia romana della Caria, e i tre siti archeologici di Priene, Mileto e Dydyma. Priene è situata sul fianco di una collina e ha una spettacolare vista sulla vallata del fiume Meandro; Mileto possiede un enorme teatro eccezionalmente preservato; Dydyma invece vanta le rovine di un impressionante tempio dedicato ad Apollo, il secondo più grande del mondo dopo il tempio di Artemide nella vicina Selçuk.

 

Oltre agli edifici storici che si stagliano nei siti archeologici come Troia, Pergamo, Efeso, Mileto, Priene, Dydyma, Afrodisia, Eraclia, Kaunos, Perge e Aspendos, molti villaggi e città costieri possono vantare rovine antiche nella loro periferia o nel centro storico, tanto che spesso l’odierno mercato locale si svolge su quello che un tempo era sede dell’antica agorà. Spesso vi si trova un antico teatro con una spettacolare vista sulle spiagge, ove anticamente Cleopatra era solita nuotare, come narrano gli abitanti. Diversi villaggi vantano inoltre delle città sommerse o rovine sottomarine, che si intravedono sotto la superficie di un mare turchese e cristallino mentre si nuota.

L’entroterra dell’Anatolia offre scorci delle antiche civiltà degli hatti, assiri, ittiti, frigi, urartei e dei lidi. Queste civiltà si sono lasciate alle spalle molte leggende: la mitica ricchezza di Creso, re di Lidia, Re Mida che trasformava in oro quello che toccava, o ancora il nodo di Gordio, che il giovane Alessandro sciolse con un fendente della sua spada. Poi ci sono siti più piccoli, sacri e laici, ma dotati di profondo significato: monasteri, tombe di santi, eroi, artisti o poeti, moschee, chiese, mura, fortezze, palazzi, fontane e cimiteri.

 

Un patrimonio di tale entità richiama, ormai da decenni, archeologi, direttori di missioni, di scavo e ricerca provenienti da tutto il mondo che lavorano a fianco di colleghi e studiosi turchi. Tra questi è importante la presenza italiana.

 

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