Tenuta Caretti, qui il cammino si ferma e il gusto riparte: sosta rigeneratrice tra natura, biodiversità e sapori autentici del Sannio
Giovanni Bosi, San Giorgio la Molara / Campania
Lungo i tracciati antichi della Via Francigena del Sud e della Via Traiana patrimonio Unesco, là dove il passo dei pellegrini rallenta per cogliere i segnali di un autentico misticismo che mette a confronto se stessi con il paesaggio e con la storia, si scoprono luoghi capaci di trasformare una pausa in un’esperienza appagante e da raccontare. Tenuta Caretti, sui monti di San Giorgio la Molara, è uno di questi. Non una semplice tappa, ma un rifugio rurale dove natura, agricoltura consapevole e cucina identitaria si incontrano, offrendo al viaggiatore un momento di ristoro che coinvolge tutti i sensi.
(TurismoItaliaNews) Nel verde dell’Alto Fortore, tra i grandi spazi del Sannio Pentro Beneventano, la tenuta si affaccia su un panorama ampio e silenzioso, fatto di colline, pascoli e cieli limpidi. L’aria è fresca, pulita, e già all’arrivo restituisce quella sensazione di benessere che chi cammina a lungo riconosce come essenziale: qui il tempo si dilata, il corpo si rigenera, lo sguardo si apre. E ci si trova avvolti da un piccolo borgo che si rivela un agriturismo che racconta il suo territorio. Tenuta Caretti nasce nel solco di una storia agricola autentica, radicata nel borgo di San Giorgio la Molara, comune infatti dalla forte vocazione contadina e vero punto di riferimento nazionale per l’allevamento della Marchigiana Igp. In questa zona, che ospita quasi la metà delle aziende certificate a livello nazionale, l’agricoltura non è mai stata un retaggio del passato, ma una pratica viva, quotidiana, tramandata con orgoglio.
A incarnare questo spirito è Salvatore Caretti, figlio di agricoltori da generazioni, che ha scelto di trasformare l’azienda di famiglia in un modello di sostenibilità, qualità e filiera cortissima. Il suo lavoro parte dalla terra: coltivazioni cerealicole orientate alla riscoperta dei grani antichi, produzione autonoma dei mangimi, allevamenti biologici di Marchigiana Igp, suini e pecore Laticauda, la storica “còra chiatta” dalla coda larga, simbolo della pastorizia sannita.
Biodiversità, sostenibilità e filiera corta
Alla Tenuta Caretti ogni scelta è guidata da una visione chiara: produrre meno, ma meglio. L’azienda utilizza quasi esclusivamente energia da fonti rinnovabili, tra eolico e fotovoltaico, riducendo l’impatto ambientale e chiudendo il cerchio di un’agricoltura realmente sostenibile. Accanto agli allevamenti, trovano spazio coltivazioni di eccellenza come i Pomodori Verneteca Sannita, presidio Slow Food, e gli ulivi della varietà Ortice, da cui si ricava l’olio utilizzato nell’agriturismo e nell’adiacente agri-pub. Una menzione speciale merita l’olio monocultivar Ortice ottenuto da un piccolo appezzamento di ulivi millenari: un prodotto raro, che racchiude secoli di storia agricola in poche gocce dense e profumate. Il riconoscimento Bio, certificato dall’ente Suolo e Salute, e quello di Filiera corta per la Marchigiana Igp non sono meri attestati, ma la conferma di un patto di fiducia tra produttore e consumatore, fondato sulla trasparenza e sul rispetto degli animali e del territorio.
La cucina: semplicità contadina, qualità assoluta
Sedersi a tavola alla Tenuta Caretti significa assaporare una cucina che non ha bisogno di artifici. Il ristorante propone piatti della tradizione locale, preparati esclusivamente con materie prime aziendali o selezionate nel territorio circostante. La pasta fatta in casa, le carni biologiche dalla tenerezza inconfondibile, i contorni stagionali raccontano un Sannio genuino, schietto, mai gridato. Il pranzo si chiude con una nota dolce e misurata: i Cantucci di Ciarcia di Venticano, realizzati con mandorle di alta qualità e senza eccessi di zucchero, accompagnati da un raro Passito di Baselice, prodotto in sole mille bottiglie l’anno dalla Società Agricola Masseria Parisi. Un finale che invita alla lentezza, al dialogo, alla contemplazione del paesaggio.
La carta dei vini, già ben strutturata e in continua evoluzione, riflette la passione personale di Salvatore, degustatore e collezionista, con una predilezione per etichette campane e produzioni limitate. Come quelli della cantina Terra di Briganti di Filomena Casbarri, che ha recuperato un antico vitigno autoctono come lo Sciascinoso, caduto in disuso e a rischio estinzione, invece capace di donare vini di spessore grazie ad una fermentazione con le bucce e un leggero filtraggio.
Un luogo per famiglie, camminatori e viaggiatori consapevoli
Tenuta Caretti è pensata per accogliere pubblici diversi. Le famiglie trovano spazi sicuri e stimolanti: un parco giochi, una fattoria didattica, laboratori per bambini dove imparare a fare il pane e la pasta e osservare da vicino gli animali. I camminatori e i viaggiatori lenti, invece, scoprono un luogo ideale per una sosta rigeneratrice, con camere confortevoli, silenzio, natura e la possibilità di costruire itinerari personalizzati alla scoperta dell’Alto Fortore. “Combinando ristorante, camere e shop – ci spiegano in azienda – possiamo offrire un’esperienza completa, capace di far scoprire le bellezze della nostra terra e il valore dei suoi prodotti”. Una visione che trasforma l’ospitalità in racconto e il soggiorno in memoria.
Una pausa che diventa esperienza
Nel cammino lungo la Via Francigena del Sud, Tenuta Caretti rappresenta una sosta che va oltre il ristoro. È un luogo dove il viaggiatore ritrova il legame profondo tra paesaggio, cibo e cultura; dove il passo si ferma, ma il viaggio continua, arricchito di sapori, storie e incontri. Qui, tra i monti di San Giorgio la Molara, la ruralità non è nostalgia, ma futuro possibile. E la tavola, come la strada, torna a essere spazio di relazione, condivisione e scoperta.
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