India, tra le piccole isole di Kumarakom: con le kettuvallams alla ricerca del Kerala più spontaneo

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Angelo Benedetti, Kerala / India

Vagare tra le acque del lago Vembanad, a bordo di una house-boat che scivola silenziosamente in una natura rimasta immutata nel tempo è come compiere un viaggio onirico che si vorrebbe non avesse mai fine. Perché in fondo è come muoversi in una sorta di Eden in cui egrette, anhinga, aironi, alzavole, cuculi, anatre selvatiche e migratori come la cicogna siberiana rendono questo spazio infinito un vero e proprio santuario ambientale. Siamo tra le piccole isole di Kumarakom, nel Kerala.

 

(TurismoItaliaNews) Si potrebbe tranquillamente dire che l’escursione in barca che prende le mosse da Kumarakom vale da solo un viaggio nello stato indiano del Kerala. In realtà va detto che il Kerala, meta agognata dai figli dei fiori tra gli anni Sessanta e Settanta, è un mix incredibile di esperienze per tutto quello che può offrire. Collocato nell’estremità sud-ovest dell’India - dove induismo, cristianesimo e islamismo convivono tranquillamente, dove la percentuale di donne letterate è una delle più alte di tutta l’Asia – è conosciuto nella storia come la Costa delle Spezie dell’India, dove dai greci ai romani, dagli arabi ai cinesi, dai portoghesi agli olandesi e britannici, quasi tutti hanno lasciato la loro impronta in qualche maniera: architettura, cucina, letteratura. Un crogiuolo di culture insomma, un panorama unico e cosmopolita.

In Kerala si può arrivare attraverso l’aeroporto internazionale di Thiruvananthapuram, ovvero Trivandrum e da lì iniziare l’esplorazione seguendo un sottile filo ayurvedico, alla ricerca dell’armonia del corpo, della mente e dell’anima. Anche perché, ci spiegano, oggi il Kerala è praticamente l’unico stato indiano che pratica questo metodo curativo con dedicazione assoluta, favorito da un clima sereno, da un’abbondanza naturale di foreste e un gran numero di piante medicinali, e dalla stagione fresca dei monsoni. Cochin, Kovalam, Krishnapuram, Periyar, Thekkady e la stessa Trivandrum sono tra i luoghi irrinunciabili da vedere. Ma di certo la navigazione sul Lago Vembanad, tra le piccole isole che costituiscono il villaggio Kumarakom, resta nel cuore. L’aeroporto internazionale si trova a poco meno di 80 chilometri dalla città di Kottayam, attraverso la quale si arriva alla nostra meta, distante 13 km.

Quando si arriva al piccolo molo da cui si leva l’ancora, il primo impatto è con le house-boat, autentiche case galleggianti versione rivisitata delle kettuvallams dei vecchi tempi, usate per il trasporto di riso e spezie tra Kuttanad e il porto di Cochin. A uno o due piani, rivestite di fibre naturali, dotate di ampie finestre che lasciano presupporre le cabine nelle quali si trascorrerà la notte, lo sguardo corre curioso su questi barconi e cresce la voglia di salire e partire subito. Secondo la tradizione le kettuvallams sono costruite senza utilizzare neppure un chiodo, perché realizzate con assi di legno dell’albero del pane tenute insieme da nodi di fibre di cocco e poi rivestite con una resina nera ottenuta dalla bollitura degli anacardi. E infine, ci spiega il “comandante” della nostra “St.Antony’s”, completate con tappeti di bambù, bastoni e legno della palma di Betel per la copertura, tappeti di fibre di noce di cocco e assi di legno per il pavimento, e legno di noce di cocco e fibre di cocco per i letti. Più ecosostenibile di così, non si potrebbe. In realtà è una modalità costruttiva tramandata nel corso dei secoli, che la nostra società occidentale ha cominciato a riscoprire e rivalutare solo da poco.

Ci sistemiamo nelle nostre ampie cabine con bagno (tenete sempre conto che comunque siamo in India) e finalmente si parte: le sponde del canale cominciano a scorrere davanti ai nostri occhi, portandosi dietro casette costruite su palafitte, boschetti di noce di cocco, bilancioni per la pesca e una miriade di uccelli che si levano in volo, o che galleggiano tranquilli sull’acqua per niente indispettiti dal nostro passaggio e dal borbottìo del motore a 40 cv. Si contano più di cento specie diverse in questo grande specchio d’acqua, un fragile ecosistema tutelato dalla Convenzione internazionale di Ramsar.

Si scopre così che questo enorme bacino idrico è un intreccio di fiumi e canali che sfociano nell’estesa enorme di acqua conosciuta come il lago Vembanad, il secondo più grande in India: ben 14 acri. Uno dei momenti dell’anno più suggestivi per essere da questi parti è in occasione dell’Onam, il festival più importante del Kerala, celebrato con fervore religioso ed entusiasmo festaiolo, tra fine agosto e l’inizio di settembre, nel mese Chingam, quando il lago si anima con una spettacolare regata con barche dette Snake Boat che straboccano di rematori, tra 50 e 100 ognuna, al ritmo veloce dei loro canti a sguarciagola. E quando si può assistere al momento opportuno alla danza Kathakali (comunque apprezzabile anche negli altri periodi dell’anno) con ballerini che attraverso incredibili performance, maquillage e coloratissimi abiti mettono in scena antiche leggende mitologiche.

Poco dopo l’inizio del nostro viaggio, a bordo della “St.Antony’s” si leva nell’aria il profumo del nostro pranzo: pesce appena pescato fritto in olio di cocco ed altre tipicità locali come il pollo al curry, malabar di montone al riso Biriyani, puttu e Kadala curry, dove spezie e sapori forti abbondano. Anche questo fa parte del Kerala Experience, così come trascorrere la notte nella kettuvallam ferma all’ancora, con le orecchie tese a cogliere i rumori, compreso quello del leggero rollìo della barca.

Le luci dell’alba irrompono nelle cabine con grande vigore: il sole che sorge dona al lago, alla vegetazione che spunta dall’acqua e alle barchette dei pescatori che già si muovono a poca distanza da noi, un’impronta bellissima di serenità. Le nostre macchine fotografiche vorrebbero catturare tutto quello che c’è intorno. E c’è pure una sorpresa: mettersi al timone della “St.Antony’s” e ritrovarsi per qualche minuto liberi di seguire la rotta a ritroso verso il punto di partenza. Quando è il momento di scendere, ci rendiamo conto di quanto sia stata spettacolare questa mini-crociera sul Lago Vembanad, alla ricerca del Kerala più spontaneo.

 

Per viaggiare nell'incredibile India ci si può affidare al cuore di chi ci è nato

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